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Sfatato il mito degli autonomi evasori. I grandi debitori sono i dipendenti

Sfatato il mito degli autonomi evasori. I grandi debitori sono i dipendenti
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Tra i contribuenti che hanno pendenze con il Fisco solo uno su otto è una Partita Iva. Spiccano 16,3 milioni di subordinati e pensionati. Basta additare i piccoli lavoratori come gli unici responsabili del nero del Paese.
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«Illegittimi i rincari del canone di Netflix»
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Accolta l’azione del Movimento consumatori. Annullate le clausole che avevano permesso l’aumento degli abbonamenti. Gli utenti potranno ottenere le somme indebitamente pagate e forse anche un indennizzo. Il colosso: «Faremo ricorso».

Prima abbonamenti promo, poi rincari o meglio modifiche all’abbonamento. Quanto vissuto dagli utenti di Netflix Italia, negli ultimi anni, era solo uno dei tanti leit motiv dello streaming. Ma, adesso, una sentenza del Tribunale mette nero su bianco che quegli aumenti erano totalmente «illegittimi». Una pillola difficile da mandare giù per l’azienda dopo la decisione del Tribunale di Roma che ha accolto il ricorso presentato da Movimento consumatori. I giudici hanno accertato la vessatorietà, e quindi la nullità, delle clausole che consentivano la modifica del prezzo degli abbonamenti e di altre condizioni contrattuali dal 2017 a gennaio 2024.

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I pedaggi voluti dal Parlamento sciita si riscuotono in yuan o, meglio, in stablecoin. Eludendo i circuiti occidentali. Un deputato alla «Verità»: «Ci lavoriamo da tempo».

Il passaggio dallo Stretto di Hormuz è stato trasformato dalle Guardie della Rivoluzione iraniane (Irgc) in un checkpoint a pagamento, dove le navi devono presentare una documentazione per ottenere il permesso di transito. Dopo un’attenta verifica, anche geopolitica, il naviglio ottiene il passaggio dietro pagamento in yuan cinesi o in stablecoin, una delle criptovalute più stabili presenti sul mercato.

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Caschi blu colpiti da Hezbollah. Crosetto: «Rimpatriamo i nostri»
Guido Crosetto (Ansa)
Italia, Germania e Francia pronte al richiamo se non cambiano le regole d’ingaggio.

Il fronte libanese resta incandescente e, questa volta, a essere colpiti sono anche i caschi blu. Un’esplosione avvenuta ieri pomeriggio in un sito delle Nazioni Unite vicino a Odaisseh ha ferito tre militari, due dei quali in modo grave. L’origine resta ancora sconosciuta, ma il segnale è chiaro: la missione Unifil si trova ormai nel pieno di un conflitto che non ha più nulla del peacekeeping tradizionale. Sul terreno, infatti, il ritmo degli scontri ha ormai raggiunto livelli da guerra aperta: oltre 100 lanci quotidiani da parte di Hezbollah e circa 300 attacchi israeliani al giorno.

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Macron riesce a navigare a Hormuz col passaggio dei russi e dei cinesi
Emmanuel Macron (Ansa)
All’Onu, la Francia si schiera con Mosca e Pechino contro l’uso della forza nello Stretto e subito una sua nave, la prima europea, transita in quelle acque. Via libera pure a una metaniera nipponica. Teheran sfida Roma.

Abracadabra: mentre Parigi, all’Onu, si schierava con Pechino e Mosca contro l’uso della forza a Hormuz, una sua nave riusciva ad attraversare lo Stretto. L’imbarcazione scampata al fuoco iraniano è la Kribi, una portacontainer battente bandiera maltese, ma appartenente al gruppo armatoriale transalpino Cma Cgm. Giovedì ha comunicato alle autorità sciite di avere, appunto, un proprietario francese.

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