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L’Ue spreca in «aiuti» 3 miliardi l’anno. Finanziamo persino i bagni in Niger

L’Ue spreca in «aiuti» 3 miliardi l’anno. Finanziamo persino i bagni in Niger
Ansa
  • Bruxelles foraggia parecchie nazioni nel mondo che sono nostre concorrenti commerciali e non contribuiscono per nulla ai bilanci comunitari. Maxi regali anche ai Paesi in via di sviluppo.
  • L'ultimo rapporto della Corte dei conti critica pesantemente il modo di gestire i fondi per lo sviluppo. Gli obiettivi sono «poco ambiziosi» mentre i programmi attuati «non hanno avuto impatto significativo».
  • Dal dopoguerra sono arrivati in Africa 1.000 miliardi però l'80% della popolazione vive ancora con 1 dollaro al giorno.

Lo speciale contiene tre articoli.

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Ecco #DimmiLaVerità del 25 febbraio 2026. Il generale Giuseppe Santomartino ci spiega perché il Pentagono sconsiglia a Donald Trump un intervento in Iran.

In Congo la guerra per le miniere affama 10 milioni di persone
Un soldato dell'M23 di guardia mentre la leadership provinciale del Nord Kivu celebra un anno di controllo di Goma (Getty Images)
Nell’est della Repubblica Democratica del Congo quasi 10 milioni di persone soffrono la fame per il blocco di mercati e campagne. L’M23, gruppo ribelle attivo nel Kivu e accusato di legami con il Ruanda, controlla Goma e le rotte commerciali.
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Chiudere l’inutile e costoso doppione della sede dell’Eurocamera sarebbe un segnale ai cittadini. Eppure la Francia, che disapprova il criterio dell’unanimità, impone il veto.

Il dibattito sulla necessità di rivedere i Trattati europei per cambiare le modalità decisionali delle istituzioni europee, passando dal voto all’unanimità a quello a maggioranza, viene giustificato con l’urgenza di prendere decisioni veloci. Nella recente riunione informale dei capi di governo (non tutti presenti) tenutasi ad Alden Biensen, in Belgio, si è tornati sull’argomento, ribadendo, a partire dal super ospite fisso Mario Draghi, che le difficoltà economiche dell’Europa, stretta tra Usa e Cina, impongono decisioni rapide. L’impressione che lascia questa inconcludente discussione è che l’obiettivo principale del superamento dell’unanimità non sia tanto quello di dare slancio al progetto europeo e di migliorarne l’efficienza, ma quello di escludere alcuni Paesi dal circuito decisionale. Soprattutto quelli non allineati completamente alle linee dettate da Berlino e Parigi e dai cosiddetti volenterosi. Su questo dibattito ingannevole, come dimostrano sondaggi ed elezioni in diversi Paesi, l’opinione pubblica europea non intende sintonizzarsi.

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(Totaleu)

L'assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia: «Va calmierato il costo energetico che ha un problema interno a livello europeo». Sull'automotive: «L'industria è a rischio perché il quadro normativo europeo non è conforme né con il mercato né con la contingenza economica».

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