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Trump appoggia Conte a sorpresa e mette in imbarazzo il Pd

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Trump appoggia Conte a sorpresa e mette in imbarazzo il Pd
Ansa

Sorpresa nella crisi di governo italiana. Donald Trump ha dato, abbastanza inaspettatamente, il suo endorsement a Giuseppe Conte. In un post su Twitter, il presidente americano ha infatti dichiarato: «Si stanno mettendo bene le cose per il presidente del Consiglio italiano, molto rispettato, Giuseppe Conte. Ha rappresentato l'Italia con forza al G7, ama molto il suo Paese e lavora bene con gli Stati Uniti. È un uomo di grande talento ed è auspicabile che rimanga primo ministro!». Il tweet è stato tra l'altro corretto a causa di un refuso relativo al nome del premier, chiamato «Giuseppi». Un endorsement in piena regola, tanto più perché pronunciato nel corso delle ore decisive per la formazione del governo targato Pd-M5s. Si tratta di una mossa fondamentalmente inattesa, visto che tutto lasciava presagire che l'attuale inquilino della Casa Bianca non potesse che essere contrario al ribaltone italiano. Soprattutto per la questione cinese.

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L’ex pm Pezzino: «A Pavia ero un punto di riferimento per il procuratore Venditti. Battutine e commenti dei colleghi mi hanno convinta a lasciare». Fuga di notizie sulla bozza della richiesta di archiviazione.

Nell’inchiesta di Pavia ci mancava solo l’accusa di sessismo tra magistrati. È messa nero su bianco nel verbale di assunzione di informazioni di Giulia Pezzino, l’ex pm (ha lasciato su propria richiesta l’ordinamento giudiziario nel febbraio 2025) che, insieme con l’ex procuratore di Pavia Mario Venditti, coordinò l’indagine del 2016-2017 su Andrea Sempio (poi chiusa con un’archiviazione).

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Garlasco, ora del delitto e arma. La super consulenza della Cattaneo non scagiona Stasi
Alberto Stasi (Ansa)
La relazione dell’antropologa non è una sentenza di colpevolezza per Sempio: la «finestra» temporale continua a essere ampia.

Per settimane la consulenza medico-legale di Cristina Cattaneo è stata raccontata come una possibile svolta capace di riscrivere il delitto di Garlasco: un allungamento dei tempi dell’aggressione, una nuova lettura della difesa di Chiara Poggi, indicazioni sull’arma e, soprattutto, un possibile effetto sulla posizione di Alberto Stasi.

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«Il vice Zelensky riciclava milioni». L’ennesimo scandalo isola l’Ucraina
Andriy Yermak (Ansa)
  • L’Anticorruzione accusa l’ex capo di gabinetto Yermak per 10 milioni di euro di investimenti in ville di lusso. Un ostacolo imbarazzante all’ingresso di Kiev nell’Ue, che indebolisce il Paese nelle trattative con lo zar.
  • La Russia torna a colpire Kiev e avverte: «La guerra può terminare se si decidono sul Donbass». Veto all’Ue: «Non può avere un ruolo diplomatico».

Lo speciale contiene due articoli.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 13 maggio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 13 maggio con Carlo Cambi

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