2022-06-20
Sul mercato il dispositivo che isola il covid nelle stanze chiuse
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Sconfiggere, o quantomeno limitare, il virus con la tecnologia è possibile. Lo ha dimostrato Elettronica Group, azienda leader mondiale nei sistemi di difesa elettronica guidata dal presidente e Ceo Enzo Benigni, dal direttore generale e Ceo Domitilla Benigni e dal vicepresidente e direttore relazioni istituzionali Lorenzo Benigni, grazie al progetto realizzato in collaborazione con Lendlease, gruppo internazionale leader nel settore del real estate, in particolare nello sviluppo di aree urbane. Si tratta di E4Shield, una tecnologia che attraverso una carica disruptiva - ossia una scarica elettrica che si produce quando la differenza di potenziale tra due conduttori genera un campo elettrico talmente elevato al punto da vincere la rigidità dielettrica del mezzo interposto - è in grado di inattivare il virus del Covid 19 e le sue varianti, entro un tempo di tre minuti. Si può applicare all'interno di spazi e ambienti chiusi, come possono essere le aule di una scuola o i mezzi di trasporto, ma anche gli ascensori.
Il dispositivo, che è stato presentato alla stampa e al pubblico nella giornata di lunedì 20 giugno negli spazi del Mind - Milano innovation district, presso l'auditorium Human Technopole in occasione della conferenza intitolata Verso un new normal: soluzioni per la vita dopo la pandemia, è stato elaborato in due versioni: una da parete, dal costo di 500 euro e in grado di coprire una superficie di 50 metri quadri, e una portatile, dal costo di 250 euro, in grado di offrire una protezione nell'ambito di tre metri quadri. La prima sarà disponibile sul mercato su scala mondiale a partire dal prossimo autunno, mentre per la seconda ci sarà da attendere fino all'inizio del 2023, come specificato da Domitilla Benigni a margine dell'evento. Per mettere a punto un device simile ci sono voluti numerosi test, oltre 120 nel corso degli ultimi due anni, effettuati sulle tre varianti del Covid 19, Wuhan, Delta e Omicron. Test che hanno permesso di far raggiungere al dispositivo un risultato pari al 90% di abbattimento del rischio di diffusione del virus: in un primo momento sono stati condotti sulle superfici, poi si è passati ai test in aerosol nei laboratori Virostatics, per simulare la principale via di trasmissione di Sars-CoV-2, e infine ci si è concentrati su emissioni compatibili con la presenza dell’uomo, confermando l'inattivazione del virus del 90% in areosol. È stato illustrato e spiegato come il principio fisico della risonanza elettromagnetica che sta alla base della tecnologia abbia una valenza universale, per cui i dati ottenuti e riprodotti in laboratorio fanno presumere che la tecnologia possa essere applicabile a nuove minacce virali, a virus respiratori e batteri che rappresentano la maggiore minaccia per l’uomo.
Il Ceo di Elettronica Group, Enzo Benigni
Una tecnologia innovativa e unica al mondo, completamente made in Italy e sviluppata all'interno dell'ecosistema Mind che contribuisce in maniera molto importante ad affrontare la minaccia pandemica, e che si basa sulle evidenze scientifiche riportate in diversi contributi della letteratura di settore, tra cui uno studio pubblicato dalla rivista Nature, che hanno ampiamente dimostrato la capacità delle onde elettromagnetiche di inibire la carica virale degli agenti patogeni. Proprio grazie alla partnership tra Elettronica e Lendlease, formatasi all'interno dell'ecosistema di imprese di Mind dedicato alla ricerca nei settori delle scienze per la vita e delle città del futuro, è nato questo prezioso progetto di innovazione con l'obiettivo e l'impegno di realizzare spazi costruiti che garantiscano standard sempre più elevati per il benessere e la salute delle persone e del pianeta. «E4Shield è un sistema unico al mondo attraverso il quale il nostro gruppo ha messo a disposizione della società civile le proprie competenze nel settore militare» - ha dichiarato il presidente e Ceo di Elettronica Enzo Benigni - «Elettronica ha nella propria natura il contrasto alle minacce emergenti e, insieme a una continua attività di ricerca e sviluppo, ha creato le basi per l’elaborazione di questa innovativa tecnologia, che speriamo possa rappresentare un ulteriore valido aiuto nella gestione della post pandemia».
Andrea Ruckstuhl, Head of Italy and Continental Europe di Lendlease, in collegamento da Sydney si è detto particolarmente orgoglioso: «Presentiamo uno dei primi progetti di innovazione realizzato grazie all’ecosistema di Mind Milano Innovation District, che ha reso possibile lo sviluppo condiviso di questa tecnologia pionieristica in risposta a una straordinaria sfida a livello globale. Come sviluppatori urbani, ci impegniamo per innovare continuamente gli standard più all’avanguardia che certificano la qualità e il benessere dei luoghi, nei quali sarà sempre più cruciale garantire soluzioni tecnologiche integrate e cooperanti per anticipare e risolvere nuove possibili crisi sanitarie o climatiche».
Per lo sviluppo di questa tecnologia sono state fondamentali le collaborazioni con il dipartimento scientifico del Policlinico Militare Celio, l’ospedale Sacco, con i laboratori Virostatics e soprattutto con il partner Lendlease. «Ci auguriamo che questo innovativo sistema possa costituire un primo passo per il ritorno a una nuova normalità» ha aggiunto il numero uno di Elettronica. Tra gli ospiti della conferenza, da sottolineare la presenza dei politici Giancarlo Giorgetti e Andrea Costa. Il ministro allo Sviluppo Economico ha commentato con queste parole la nuova tecnologia: «Noi diamo per scontata la libertà, invece non lo è. Come coniugare la normalità con questo tipo di ricerca che deve convivere con la paura che fa parte del nostro dna. Con l'instancabile ricerca pubblica e privata. Questa nuova tecnologia fa parte di questo percorso». Il sottosegretario al ministero della Salute ha dichiarato: «Quando parliamo di innovazione e digitalizzazione capiamo quanto la pandemia ha accelerato tutto questo. Dobbiamo certamente mantenere prudenza e senso di responsabilità, messaggi come questi sono messaggi importanti per affrontare con fiducia il futuro. Oggi c'è bisogno di una politica che ascolti i cittadini».
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Si chiama E4Shield ed è una tecnologia per la biodifesa delle persone che si applica all’interno di ambienti chiusi, dalle scuole ai mezzi di trasporto, in grado di inattivare il virus del 90% in areosol entro 3 minuti. Un sistema ideato e realizzato da Elettronica group, azienda leader mondiale nel settore della difesa elettronica, in collaborazione con Lendlease.Sconfiggere, o quantomeno limitare, il virus con la tecnologia è possibile. Lo ha dimostrato Elettronica Group, azienda leader mondiale nei sistemi di difesa elettronica guidata dal presidente e Ceo Enzo Benigni, dal direttore generale e Ceo Domitilla Benigni e dal vicepresidente e direttore relazioni istituzionali Lorenzo Benigni, grazie al progetto realizzato in collaborazione con Lendlease, gruppo internazionale leader nel settore del real estate, in particolare nello sviluppo di aree urbane. Si tratta di E4Shield, una tecnologia che attraverso una carica disruptiva - ossia una scarica elettrica che si produce quando la differenza di potenziale tra due conduttori genera un campo elettrico talmente elevato al punto da vincere la rigidità dielettrica del mezzo interposto - è in grado di inattivare il virus del Covid 19 e le sue varianti, entro un tempo di tre minuti. Si può applicare all'interno di spazi e ambienti chiusi, come possono essere le aule di una scuola o i mezzi di trasporto, ma anche gli ascensori.Il dispositivo, che è stato presentato alla stampa e al pubblico nella giornata di lunedì 20 giugno negli spazi del Mind - Milano innovation district, presso l'auditorium Human Technopole in occasione della conferenza intitolata Verso un new normal: soluzioni per la vita dopo la pandemia, è stato elaborato in due versioni: una da parete, dal costo di 500 euro e in grado di coprire una superficie di 50 metri quadri, e una portatile, dal costo di 250 euro, in grado di offrire una protezione nell'ambito di tre metri quadri. La prima sarà disponibile sul mercato su scala mondiale a partire dal prossimo autunno, mentre per la seconda ci sarà da attendere fino all'inizio del 2023, come specificato da Domitilla Benigni a margine dell'evento. Per mettere a punto un device simile ci sono voluti numerosi test, oltre 120 nel corso degli ultimi due anni, effettuati sulle tre varianti del Covid 19, Wuhan, Delta e Omicron. Test che hanno permesso di far raggiungere al dispositivo un risultato pari al 90% di abbattimento del rischio di diffusione del virus: in un primo momento sono stati condotti sulle superfici, poi si è passati ai test in aerosol nei laboratori Virostatics, per simulare la principale via di trasmissione di Sars-CoV-2, e infine ci si è concentrati su emissioni compatibili con la presenza dell’uomo, confermando l'inattivazione del virus del 90% in areosol. È stato illustrato e spiegato come il principio fisico della risonanza elettromagnetica che sta alla base della tecnologia abbia una valenza universale, per cui i dati ottenuti e riprodotti in laboratorio fanno presumere che la tecnologia possa essere applicabile a nuove minacce virali, a virus respiratori e batteri che rappresentano la maggiore minaccia per l’uomo. Il Ceo di Elettronica Group, Enzo BenigniUna tecnologia innovativa e unica al mondo, completamente made in Italy e sviluppata all'interno dell'ecosistema Mind che contribuisce in maniera molto importante ad affrontare la minaccia pandemica, e che si basa sulle evidenze scientifiche riportate in diversi contributi della letteratura di settore, tra cui uno studio pubblicato dalla rivista Nature, che hanno ampiamente dimostrato la capacità delle onde elettromagnetiche di inibire la carica virale degli agenti patogeni. Proprio grazie alla partnership tra Elettronica e Lendlease, formatasi all'interno dell'ecosistema di imprese di Mind dedicato alla ricerca nei settori delle scienze per la vita e delle città del futuro, è nato questo prezioso progetto di innovazione con l'obiettivo e l'impegno di realizzare spazi costruiti che garantiscano standard sempre più elevati per il benessere e la salute delle persone e del pianeta. «E4Shield è un sistema unico al mondo attraverso il quale il nostro gruppo ha messo a disposizione della società civile le proprie competenze nel settore militare» - ha dichiarato il presidente e Ceo di Elettronica Enzo Benigni - «Elettronica ha nella propria natura il contrasto alle minacce emergenti e, insieme a una continua attività di ricerca e sviluppo, ha creato le basi per l’elaborazione di questa innovativa tecnologia, che speriamo possa rappresentare un ulteriore valido aiuto nella gestione della post pandemia».Andrea Ruckstuhl, Head of Italy and Continental Europe di Lendlease, in collegamento da Sydney si è detto particolarmente orgoglioso: «Presentiamo uno dei primi progetti di innovazione realizzato grazie all’ecosistema di Mind Milano Innovation District, che ha reso possibile lo sviluppo condiviso di questa tecnologia pionieristica in risposta a una straordinaria sfida a livello globale. Come sviluppatori urbani, ci impegniamo per innovare continuamente gli standard più all’avanguardia che certificano la qualità e il benessere dei luoghi, nei quali sarà sempre più cruciale garantire soluzioni tecnologiche integrate e cooperanti per anticipare e risolvere nuove possibili crisi sanitarie o climatiche».Per lo sviluppo di questa tecnologia sono state fondamentali le collaborazioni con il dipartimento scientifico del Policlinico Militare Celio, l’ospedale Sacco, con i laboratori Virostatics e soprattutto con il partner Lendlease. «Ci auguriamo che questo innovativo sistema possa costituire un primo passo per il ritorno a una nuova normalità» ha aggiunto il numero uno di Elettronica. Tra gli ospiti della conferenza, da sottolineare la presenza dei politici Giancarlo Giorgetti e Andrea Costa. Il ministro allo Sviluppo Economico ha commentato con queste parole la nuova tecnologia: «Noi diamo per scontata la libertà, invece non lo è. Come coniugare la normalità con questo tipo di ricerca che deve convivere con la paura che fa parte del nostro dna. Con l'instancabile ricerca pubblica e privata. Questa nuova tecnologia fa parte di questo percorso». Il sottosegretario al ministero della Salute ha dichiarato: «Quando parliamo di innovazione e digitalizzazione capiamo quanto la pandemia ha accelerato tutto questo. Dobbiamo certamente mantenere prudenza e senso di responsabilità, messaggi come questi sono messaggi importanti per affrontare con fiducia il futuro. Oggi c'è bisogno di una politica che ascolti i cittadini».
Carlo Messina (Imagoeconomica)
Il piano arriva dopo un 2025 che l’amministratore delegato definisce senza esitazioni «il migliore di sempre». Utile netto a 9,3 miliardi (+7,6%), dividendi complessivi per 6,5 miliardi – tra acconto e saldo – e un buyback da 2,3 miliardi già autorizzato dalla Bce. L’ad rivendica di aver superato, negli ultimi due piani industriali, tutti gli obiettivi.
La strategia al 2029 poggia su tre pilastri: riduzione dei costi grazie alla tecnologia, crescita dei ricavi trainata dalle commissioni e un costo del rischio ai minimi storici, frutto di una banca senza più crediti incagliati. Ma il vero salto è geografico. Messina guarda oltre i confini italiani e rivendica di essere «parte di una storia completamente diversa rispetto alla saga del risiko bancario del 2025». Tradotto: nessuna corsa alle aggregazioni domestiche, nessun inseguimento a fusioni difensive che comunque troverebbero l’ostacolo dell’Antitrust. Il baricentro si sposta sull’espansione internazionale, in particolare nell’industria del risparmio.
È qui che prende forma Isywealth Europe, il progetto-bandiera del nuovo piano. Un’iniziativa che porta all’estero il modello Intesa nella consulenza finanziaria, facendo leva sul digitale e sulle sinergie di gruppo. Francia, Germania e Spagna sono i primi traguardi individuati. Mercati dove la banca è già presente con proprie filiali e dove punta a servire corporate, retail e private banking attraverso piattaforme tecnologiche integrate. Duecento milioni di investimenti iniziali. Il piano di espansione nelle grandi città europee, con prodotti distribuiti anche tramite Isybank e Fideuram Direct. La crescita avverrà solo con operazioni di cui il gruppo avrà la maggioranza azionaria. Al momento, chiarisce, sul tavolo non c’è nulla. Nessuna fretta, nessuna ansia da shopping. La stessa logica guida la strategia sulle banche estere, chiamate a realizzare sinergie più strette con le altre divisioni del gruppo. Il risultato netto della divisione international banks dovrebbe salire a 1,8 miliardi nel 2029 dagli 1,2 miliardi del 2025. «Nell’eurozona non serve fare acquisizioni», sottolinea, «meglio sfruttare le presenze che già abbiamo».
Intesa promette una nuova accelerazione sul fronte della riduzione dei costi. Per raggiungere l’obiettivo sono previsti altri 5,1 miliardi di investimenti tecnologici, che si aggiungono ai 6,6 miliardi del piano precedente. In parallelo, un ricambio generazionale senza scosse: 9.750 uscite volontarie in Italia entro il 2030, compensate da circa 6.300 nuove assunzioni di giovani. A regime, i risparmi attesi valgono 570 milioni di euro.
Il capitolo del risiko bancario è liquidato con poche frasi ma con un tono che non lascia spazio a interpretazioni. Le operazioni che animano il dibattito, «non ci preoccupano». Neanche l’asse Unicredit-Generali di cui tanto si parla «Sarebbe come mettere insieme due Bpm. Rimarremmo comunque con tre volte più grandi». Fine della discussione. Per Intesa, insiste l’amministratore delegato, non è un terreno di competizione. Anche perché, osserva, «mettere insieme un asset manager assicurativo con una rete di distribuzione bancaria non ha molto senso».
In controluce, il piano racconta anche un altro punto di vista: quello che osserva con attenzione lo scenario globale. Alla domanda su Kevin Warsh, indicato da Donald Trump come prossimo presidente della Fed, il giudizio è misurato ma positivo: «Una persona di altissima competenza e capacità». Un segnale di equilibrio, mentre le banche centrali restano un fattore chiave di stabilità – o instabilità – dei mercati.
Alla fine, il nuovo piano di Intesa Sanpaolo appare come un manifesto di continuità. Cinquanta miliardi di dividendi come garanzia, una strategia internazionale come orizzonte, il rifiuto del risiko come scelta identitaria.
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Under Salt Marsh (Sky)
La natura, la sua violenza improvvisa, è protagonista al fianco di una comunità tradizionale, scossa da un omicidio quasi perfetto. O, quanto meno, di un omicidio che sarebbe stato perfetto, se non fosse intervenuta la natura.Il mare, in un giorno di tempesta, ha portato sulle rive del Galles un corpo, lo spettro di una morte innaturale. E, pure, la certezza che l'indagine non sarebbe stata semplice. Jackie Eliss l'ha capito fin dal primo momento.
Lo ha sentito sulla propria pelle, lei che aveva cercato di dimenticare il passato, gli sbagli, gli errori. La Eliss era detective a Morfa Halen, cittadina immaginaria, arroccata sui paesaggi del Galles, quando un'altra morte ha messo a soqquadro la sua vita. Allora, c'era la stessa violenza, ma poche certezze. Jackie Eliss non è riuscita a capire chi fosse il responsabile di una tale brutalità, perché, soprattutto. Qualche ipotesi l'ha azzardata, qualcosa lo ha pensato. Ma, a conti fatti, non ha saputo portare dalla sua prove certe e inconfutabili. Così, il paese le ha voltato le spalle e la sua famiglia con lui. La Eliss ha perso il marito, la stima della figlia e il lavoro. Tre anni più tardi, è la stessa donna, ma il mestiere è un altro, le insicurezze aumentate.Jackie Eliss, quando il secondo cadavere piomba a Morfa Halen, non è più una detective, ma un'insegnante, cui l'ostracismo dei suoi concittadini ha provocato una tristezza latente. Sola, senza lo scopo di un mestiere che era vocazione, vorrebbe tenersi alla larga da quell'altro mistero. Ma qualcosa, una sensazione sottile sottopelle, le dice che le morti, pur passati anni, sono connesse. Ed è in nome di questa connessione, della voglia di capire cosa sia successo e redimere con ciò se stessa e i propri errori, che la Eliss decide di tornare a investigare. Senza l'ufficialità del ruolo, senza gli strumenti consoni. Senza aiuti, ma con una determinazione tipica del genere cui Under salt marsh appartiene.
Lo show, in quattro episodi, rincorre la velocità del giallo, del thriller, rincorrendo parimenti quella del cataclisma. Perché c'è altro a rendere il mistero più inquietante: la minaccia incombente di una tempesta senza precedenti, decisa a distruggere ogni prova che possa condurre alla verità.
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Dopo aver chiesto di abolire il carcere e «okkupare» le case, l'eurodeputata Avs palpita per Askatasuna.