{{ subpage.title }}

True

È meglio se lo chiamate sciampo (e per sceglierlo usate la testa)

È meglio se lo chiamate sciampo (e per sceglierlo usate la testa)
  • Supercremoso, oleoso o solido? Bisogna trovare quello giusto per i propri capelli. Ecco i nostri consigli. Come mantenere in equilibrio il ph e evitare la forfora. Attenti ai fosfati: possono essere irritanti.
  • «Ce ne sono solo tre tipi. Tutto il resto è marketing». L'esperta Beatrice Mautino: «L'aggiunta di olio di avocado o proteine della seta? Serve all'etichetta. Quelle sostanze finiscono nello scarico».
  • Tartufo bianco, caviale, champagne per lavate di capo da oltre 160 euro.
  • Con l'acqua di cottura del riso o con cenere bollita.

Lo speciale contiene quattro articoli.

Continua a leggereRiduci
Lo «spezzafame» diventato icona. Il tramezzino compie cent’anni
(IStock)
È la versione italiana del sandwich, ma tra i suoi antenati ci sarebbe l’ebraico «korech». Nel nostro Paese, Venezia e Torino se ne contendono i natali. E ogni città ha la sua ricetta tipica, dal baccalà alla cicoria.
Continua a leggereRiduci
Jerry Calà: «Soltanto qui in Italia la parola “comico” è un po’ dispregiativa»
Jerry Calà (Getty Images)
L’attore: «I ragazzi che scoprono i miei film mi chiedono se non avevo paura a dire battute che adesso non si possono più fare».

Marco Ferreri, il più enigmatico regista italiano, soffriva d’insonnia. Trascorreva varie notti a vedere i film con Jerry Calà. In un’intervista tv antecedente al 1993 osservò: «Calà mi piace». Infatti, colui che consacrò Ugo Tognazzi, Ornella Muti, Gérard Depardieu, volle proprio il Gatto emerso nel 1977 a Non stop, come protagonista di Diario di un vizio. Tuttavia, l’apice della «libidine» per l’attore siciliano, classe 1951, trasferitosi prima a Milano e poi, dopo la prima media, definitivamente a Verona, si verificò al Festival del cinema di Berlino.

Continua a leggereRiduci

Aumenta il petrolio e il costo dei carburanti schizza alle stelle. È una speculazione clamorosa. Adesso tocca alle bollette.

Quanti abusi nel nome dell’antifascismo
(Ansa)
A scendere in piazza in difesa di Khamenei sono quelli che si indignano se in Italia vedono salutare col braccio teso a una cerimonia. E se un attivista di destra, negli Usa o in Francia, viene ammazzato, c’è sempre qualcuno che proverà a giustificare la violenza.
Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy