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Draghi sa come cambiare l'Europa. In peggio

Draghi sa come cambiare l'Europa. In peggio
Il laureato honoris causa a Lovanio pontifica sui mali dell’ordine globale e dell’Ue (come se lui fosse stato un passante). La cura: fare del Continente una federazione. Ma la prova che ciò funzionerebbe è l’euro...

Con l’Europa ragionano come con il comunismo e con il vaccino Covid: se non funziona, è perché ce ne vuole di più. È questo il senso dell’ennesima prolusione di Mario Draghi, stavolta ospite dell’Università di Lovanio, che ieri gli ha conferito la laurea honoris causa. Dal Belgio, l’ex presidente del Consiglio ha diagnosticato i mali dell’Unione e descritto la fine del «defunto» ordine internazionale, suggerendo poi la panacea.

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Danila Solinas, legale della famiglia Trevallion, racconta il tentativo delle istituzioni di isolare mamma Catherine. E mette in luce le carenze dell'assistente sociale.

Dalla scelta tra Monarchia e Repubblica ai quesiti sulla giustizia del 2026, gli italiani sono stati chiamati alle urne 83 volte. Tra abrogativi, costituzionali e consultivi, queste consultazioni hanno segnato cambiamenti nella vita quotidiana, dalle leggi sul divorzio e sull’aborto fino alle riforme della Costituzione e ai diritti sul lavoro.
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I dem strepitano per Meloni da Fedez. E spunta un indagato che vota No...
Bernardo Lodispoto (Imagoeconomica)
La sinistra sbraita per il premier a «Pulp». Intanto, il capo della Procura di Trani annulla un evento col presidente della Provincia, messo sotto inchiesta dalla suo stesso ufficio. Con buona pace di Nicola Gratteri.

Ufficio complicazione affari semplici. Nel marasma più totale del referendum sulla giustizia dove si è detto e si continua a dire di tutto, dove la campagna referendaria si è trasformata in un palcoscenico dove va in scena la ricerca spasmodica dell’eccessivo e del sensazionale, ci stava bene anche la polemica sulla partecipazione del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla puntata di Pulp Podcast, il programma di Fedez, in onda oggi alle 13.

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«Cari italiani, il 22 e 23 marzo siamo tutti chiamati a votare per il referendum sulla riforma della giustizia: si vota domenica dalle 7 alle 23, lunedì dalle 7 alle 15, presentandosi ovviamente al seggio elettorale con un documento di identità e con la tessera elettorale».

Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video sui social in cui propone una sorta di tutorial al voto, mostrando anche il fac simile del quesito elettorale e facendo vedere la X segnata con la matita sul Sì.

«Questa – dice – è la scheda che troverete al seggio ed è abbastanza semplice: se volete, come spero, confermare la riforma costituzionale della giustizia, dovete mettere una croce sul Sì».

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