Il tema dell’undertourism e della valorizzazione dei territori meno noti è il fil rouge del terzo Forum internazionale del turismo. L’evento, che ha aperto i battenti ieri al Palazzo del Ghiaccio a Milano, si concluderà oggi con la firma del Patto di Amalfi tra il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, il ministro del Turismo, Daniela Santanchè e i sindaci firmatari della carta.
Che il nostro Paese si stia già inserendo nella traiettoria della delocalizzazione è evidente anche dai risultati raggiunti nel 2025. «Il turismo italiano è tornato a essere forte e competitivo. E ci è riuscito anche grazie ad un’altra scelta strategica, cioè quella di puntare su due direttrici: la destagionalizzazione e la delocalizzazione dei flussi», ha annunciato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un videomessaggio per il Forum. Il premier ha poi ricordato che l’Italia «è diventata la seconda nazione europea per presenze turistiche: abbiamo superato per la prima volta nella storia la Francia, ci avviciniamo ai livelli della Spagna».
Nella giornata di ieri, nel fare gli onori di casa, anche il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, ha sottolineato come il 2025 sia stato l’anno dei record per il turismo italiano «con quasi 480 milioni di presenze stimate, il primato europeo per permanenza media dei turisti, un impatto sul Pil di 237,4 miliardi di euro e una spesa turistica di 185 miliardi di euro». E quindi il 2026 sarà «l’anno della consacrazione del “Modello Italia”». Il ministro ha poi rivelato la visione decennale sul comparto, illustrando alcune proposte, tra cui «una riforma strutturale sulla dimensione delle imprese» su cui il ministero del Turismo è già al lavoro con il Mef per facilitare «i processi di aggregazione delle aziende alberghiere»; «un patto di equità» che miri «a ridurre del 10% la fiscalità sulle imprese turistiche»; «una Pa più efficiente», ma anche «l’allineamento del calendario scolastico». Tornando al presente, i dati confermano l’importanza della delocalizzazione: i piccoli comuni, ha annunciato Santanchè, «sono cresciuti del 6,85% nelle presenze e del 7,86% negli arrivi sul 2024, contribuendo a circa il 20% dei pernottamenti complessivi». Tra l’altro «il Fondo da 34 milioni di euro dedicato ai piccoli comuni ha generato un impatto economico stimato di oltre 98 milioni di euro».
Il tema della distribuzione dei flussi turistici in diverse località si riflette anche nelle stesse Olimpiadi di Milano-Cortina, a cui è stata dedicata una tavola rotonda. Il ministro per lo Sport, Andrea Abodi, presente in video collegamento, ricordando che si tratta della «prima esperienza di Olimpiadi e Paralimpiadi diffuse», si è detto certo che lo «stesso modello» sarà utilizzato «da chi verrà dopo». Sulla stessa linea anche il presidente della Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò: «Dalla prima edizione dei Giochi olimpici al 2026 c’è sempre stata una sola città», ma «oggi si deve allargare il territorio». Tra l’altro, l’impatto dei Giochi sul turismo è evidente: «Stiamo già vedendo come i flussi esteri per il periodo delle Olimpiadi» arrivino «da diversi continenti, con una forte spinta dall’Asia ed in particolare dalla Cina», ha dichiarato l’ad di Enit, Ivana Jelinic, durante l’evento.






