L’ostruzionismo non ferma il Dl migranti ma ci sarà la fiducia

Alla fine la Commissione Affari Costituzionali della Camera è riuscita a terminare l’esame degli emendamenti.

Ci è voluto un robusto supplemento di sedute, ma alla fine la Commissione Affari Costituzionali della Camera è riuscita a terminare l’esame degli emendamenti del Dl migranti (che alcuni chiamano il “Cutro 2”) e dare il mandato per l’aula al relatore Francesco Michelotti, di Fratelli d’Italia. Il provvedimento, che scade il prossimo 4 dicembre, arriverà in aula domani, con due giorni di ritardo rispetto all’iniziale tabella di marcia a causa dell’ostruzionismo delle opposizioni. Fin dalla prima seduta, infatti, Pd, M5s e Avs avevano messo in atto il cosiddetto “filibustering”, consistente nel far prendere la parola su ogni emendamento tutti i deputati presenti in commissione, facendo loro impiegare tutto il tempo a disposizione. Come giustificazione a questa scelta, i gruppi di minoranza avevano opposto la richiesta al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di venire a riferire sull’accordo con l’Albania per la realizzazione, da parte del nostro paese, di due centri per la permanenza dei migranti soccorsi in mare dalla autorità italiane.

Visti i tempi ristretti per la conversione del decreto (scade il prossimo 4 dicembre) e considerato che lo stesso deve essere ancora approvato dal Senato, è quasi certo che l’esecutivo domattina in aula a Montecitorio, al termine della discussione generale, porrà la questione di fiducia. Nel corso dell’esame in commissione del provvedimento sono state introdotte novità importanti, attraverso emendamenti e subemendamenti della maggioranza. Con un subemendamento presentato dal leghista Igor Iezzi e votato da tutto il centrodestra è salito da tre a cinque mesi il termine massimo per la permanenza un minore di età non inferiore ai 16 anni nei centri per adulti. Il subemendamento Iezzi interviene sul testo portando i “novanta giorni” del decreto varato dal governo Meloni, a 150 giorni. La nuova versione del testo recita infatti che i 90 giorni sono “prorogabili per un periodo massimo di ulteriori 60 giorni e comunque nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente allo scopo destinate”. L’altra novità riguarda i tempi massimi di permanenza nei centri di prima accoglienza per i minori non accompagnati, che salgono da 30 a 45 giorni.

Le modifiche al testo, coerentemente a tutto l’iter del provvedimento in commissione, hanno generato vivaci proteste tra maggioranza e opposizione. In particolare il Pd ha parlato di “propaganda sulla pelle dei minori”, mentre il centrodestra, attraverso il relatore, ha espresso la propria soddisfazione per il lavoro fatto, a dispetto dell’ostruzionismo.

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