«Divorziamo!», la nuova serie tv giapponese in arrivo su Netflix

L’assunto narrativo sul quale è costruita la serie televisiva, disponibile da giovedì 22 giugno, è l’opposto logico di quello che sarebbe lecito aspettarsi da una commedia romantica: non chimica e attrazione, ma un residuo tignoso di complicità, raschiato dal fondo di una relazione morente e utilizzato per sancirne, in via ufficiale, la fine.
Divorziamo!, disponibile su Netflix da giovedì 22 giugno, è la cronaca di un matrimonio finito, di un ultimo atto, il racconto di come una coppia abbia dovuto ritrovarsi prima di potersi salutare. Taishi Shoji, nato in seno ad un’illustre famiglia di politici, ha sposato Yui Kurosawa, un’attrice fra le più popolari del Giappone. Il matrimonio è stato celebrato cinque anni prima gli eventi narrati nella serie, in un’epoca lontana, la cui aura dorata s’è attenuata stancamente per dissolversi del tutto. Non è rimasto nulla di allora, non l’eccitazione che ogni inizio comporta, non la passione. Yui Kurosawa e il marito, con il passare del tempo, si sono scoperti prigionieri di un rapporto infelice, di sogni inespressi: sconosciuti agli antipodi, distanti anni luce dai giovani innamorati degli esordi. Un divorzio è sembrato loro la strada più facile per la felicità reciproca. Ma qualcosa, una spinta esterna, una pressione sociale, ha impedito alla coppia di concretizzarlo.
Yui Kurosawa e Taishi Shoji si sono trovati prigionieri ancora una volta, non più del loro amore disfunzionale, ma delle proiezioni di una società che li vorrebbe felici. Innamorati. Belli e sorridenti, la testa libera dai pensieri, leggeri come si crede debbano essere gli individui in vista. Hanno preso a recitare, dunque, la parte che la collettività ha assegnato loro. In pubblico, davanti al flash dei fotografi, hanno imparato a sorridere, a fingere. Sono riusciti a vincere le proprie resistenze di individui per salvaguardare la reputazione della coppia. Ma a che prezzo? E perché, poi? Yui Kurosawa e Taishi Shoji, un bel giorno, si sono scoperti ribelli, livorosi e arrabbiati. E, nella serie Netflix, hanno deciso di interrompere il moto di inerzia che accompagna ogni obbligo sociale. non ci sarebbe più stata una facciata, non ci sarebbe stato alcun tentativo di salvare le apparenze. Avrebbero divorziato, e al diavolo il pensiero del popolo, il giudizio delle famiglie di origine. Avrebbe scelto se stessi, il proprio benessere e la propria libertà emotiva. Per farlo, però, avrebbero dovuto compiere un ultimo sforzo: ritrovare un briciolo di complicità e sfruttarla per arrivare al punto, al divorzio, alla firma su quel dannato pezzo di carta.
Divorziamo! è la narrazione leggera della fine di un amore. Ma, diversamente da tanti altri film o produzioni di genere, riesce a compiere un passo in più, un passo verso una direzione non scontata. Un passo che è specchio della società moderna, di una mano invisibile capace di muovere fili altrettanto invisibili: gli obblighi, le pressioni, un senso del dovere esasperato dalla consapevolezza di come la condivisione sia oggi inevitabile. Guardarlo, guardare la serie, è un modo per riflettere e, magari, per trovare la forza intrinseca alla coppia protagonista: quel po’ di amor proprio in grado di mettere in moto la macchina, arrugginita, dell’emancipazione da social.






