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De Siervo: «In Seria A nessuno ha impugnato gli atti di gestione dei bandi di gara»

L'avvocato Luigi De Siervo è del tutto estraneo ai fatti che hanno riguardato l'assegnazione sui mercati stranieri dei diritti della Serie A nel periodo 2008 – 2014 e, di conseguenza, è estraneo alle indagini avviate dalla Procura di Milano rispetto agli stessi fatti, nonché al provvedimento emesso dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nell'aprile 2019. Non risulta, inoltre, che alcuna squadra di Serie A abbia mai impugnato gli atti di gestione dei bandi relativi alla commercializzazione dei diritti della Serie A, compiuti dall'avvocato De Siervo.

Nell'articolo abbiamo evidenziato il fatto che Infront, società della quale è stato amministratore delegato Luigi De Siervo, abbia avuto un'indagine della procura di Milano, indagine poi archiviata. Abbiamo citato anche la sentenza dell'Antitrust sulla stessa vicenda. Rispetto alla vicenda Img, la società di diritti tv ha fatto causa sul bando per i diritti esteri, danno riconosciuto dalla Lega Calcio e pagato 30 milioni di euro. Non abbiamo mai scritto che la Seria A abbia impugnato gli atti di gestione compiuti dall'avvocato De Siervo, ma semplicemente evidenziato che la società Roma ha inviato una lettera chiedendo spiegazioni sullo stipendio di De Siervo.

Blitz di Trump: ucciso Khamenei. Il regime iraniano è alle corde
L'ayatollah Ali Khamenei (Getty Images)
  • Usa e Israele attaccano: il corpo del leader trovato in serata. Teheran bombarda Qatar, Arabia, Emirati e Kuwait: decine di italiani bloccati. Il presidente Usa: «Posso chiuderla in pochi giorni».
  • Un primo bilancio parla di oltre 200 morti. Starmer: «Coinvolti anche jet britannici».

Lo speciale contiene due articoli.

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Centri sociali ed ex Br fanno festa. Impedirono 50 sfratti: tutti salvi
L'ex sede del centro popolare occupato «Gramigna» di Padova (Ansa)
Dopo 11 anni, reato prescritto per 75 attivisti pro occupazioni di Padova. Avevano addirittura minacciato dei non udenti, legittimi assegnatari di uno stabile. Tra gli imputati due nomi legati alle nuove Brigate rosse.

Un’organizzazione dedita all’occupazione abusiva di appartamenti ed edifici pubblici, che per anni ha imperversato a Padova e dintorni. Così almeno l’hanno definita gli uomini della Digos che hanno indagato 75 persone, accusandone alcune di associazione a delinquere, occupazione abusiva, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Ma il tribunale, di fronte alle accuse, ha decretato il liberi tutti: non perché i fatti non sussistano, ma in quanto il processo è arrivato troppo tardi, con una sentenza emessa 11 anni dopo l’accertamento degli abusi. I giudici perciò hanno dichiarato prescritti i reati e buonanotte ai suonatori, anzi: agli occupatori.

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Occhi sul sistema di frenata del tram
I soccorsi ai feriti dell'incidente al tram di Milano del 27 febbraio (Ansa)
Proseguono le indagini sull’incidente di Milano: una tecnologia automatica avrebbe dovuto fermare il convoglio non appena il conducente avesse smesso di rispondere.

Trenta secondi. È in quell’arco di tempo che si concentra ora l’attenzione degli inquirenti della Procura di Milano, a meno di 24 ore dall’incidente che in viale Vittorio Veneto è costato la vita a due persone e ne ha coinvolte complessivamente più di 50, con decine di feriti ancora ricoverati. Il sistema di sicurezza cosiddetto «uomo morto», installato sui Tramlink (prodotti da una ditta straniera a cui è stato affidato l’appalto nel 2019 per 190 milioni di euro) è progettato per intervenire quando il conducente non è più in grado di agire sui comandi.

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Gli operatori sloggiano i Trevallion
(Ansa)
I responsabili della struttura di accoglienza della famiglia nel bosco hanno chiesto al tribunale di trasferire il nucleo in altra sede: «Incrinati rapporti con la madre».

«Permanenza non più sostenibile per Catherine e i tre figli». Con questa motivazione i responsabili della struttura di accoglienza di Vasto dove sono ospitati i bambini e la madre della cosiddetta famiglia nel bosco hanno chiesto al tribunale per i minorenni dell’Aquila di valutare il trasferimento del nucleo in altra sede idonea.

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