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Lotta agli occupatori di case. Fuorilegge la cannabis light

  • Passa in commissione il ddl Sicurezza. Sì a body cam per gli agenti. Istituito il nuovo reato di occupazione arbitraria di immobili con pene fino a sette anni.
  • Divieto di vendere la cannabis light perché «mette a rischio l’incolumità pubblica». Gli agricoltori chiedono modifiche.

Lo speciale contiene due articoli.


Arriverà in aula alla Camera a settembre, per le proteste delle opposizioni sulla parte legata alla cannabis light, ma il ddl Sicurezza del governo di Giorgia Meloni è già stato accolto con grande soddisfazione dai sindacati di polizia. Il via libera all’utilizzo della body cam sulle divise dei poliziotti (non ci saranno però i numeri identificativi), ma anche l’introduzione di una pena fino a due anni di carcere per chi blocca il traffico, vengono infatti accolte come una scelta da parte dell’esecutivo per garantire maggiore trasparenza e sicurezza sia alle Forze dell’ordine sia ai cittadini. Ci sono anche misure contro le occupazioni abusive di case e un inasprimento delle pene per chi cerca di impedire la realizzazione di un’opera pubblica o di una infrastruttura strategica. Sono provvedimenti che sembrano presagire un autunno caldo.

«Le body cam, infatti, non solo contribuiranno a garantire maggiore sicurezza agli agenti durante i servizi di ordine pubblico, ma offriranno anche una tutela fondamentale per i cittadini poiché verrà rafforzata la trasparenza e il rispetto dei diritti in ogni interazione», spiega in una nota Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di polizia Coisp. «Questo provvedimento dimostra dunque una visione moderna e responsabile delle dinamiche di sicurezza pubblica, rispondendo in modo efficace alle esigenze di una società che chiede sempre più chiarezza». Dello stesso parere Felice Romano, segretario del Siulp, che già nei giorni scorsi aveva lodato l’iniziativa del governo di dotare di body cam tutte le uniformi della polizia. «L’approvazione in via definitiva dell’emendamento in tema di utilizzo delle body cam da parte dei poliziotti durante il servizio è un passo in avanti sia per la sicurezza dei cittadini che degli appartenenti alle Forze di polizia», dice Enzo Letizia, segretario nazionale dell'Associazione nazionale funzionari di polizia.

Lo scorso anno anche la senatrice Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, ucciso mentre si trovava in custodia cautelare nell’ottobre del 2009, aveva presentata una proposta di legge analoga, per introdurre l’utilizzo delle body cam. Eppure, tra le forze di opposizione c’è comunque chi non ci sta. A fronte, infatti, delle novità su fronte sicurezza, Pd e 5 stelle fanno muro sui provvedimenti legati alla cannabis light che viene equiparata a quella illegale. Dopo la seduta notturna nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera e le proteste delle opposizioni il ddl Sicurezza è stato così rinviato a dopo l’estate. Le body cam non saranno obbligatorie, ma intanto il governo stanzierà 23,4 milioni di euro in tre anni per far sì che il comparto le abbia in dotazione. Altre novità sono legate alla possibilità di utilizzare le videocamere nell’ambito degli interrogatori delle Forze dell’ordine. Viene rafforzata la tutela legale per gli appartenenti alle forze di polizia e al Corpo nazionale dei vigili del fuoco indagati o imputati per fatti inerenti al servizio. È stata anche inserita una stretta nei confronti di chi imbratta palazzi o monumenti: viene modificato l’articolo 639 del Codice penale, con un aggravamento di pena laddove il deturpamento o l’imbrattamento siano commessi su «beni mobili o immobili adibiti all’esercizio di funzioni pubbliche, con la finalità di ledere l’onore, il prestigio o il decoro dell’istituzione cui il bene appartiene». Poi c’è la cosiddetta norma anti Gandhi, che prevede carcere fino a un mese per chi da solo blocca una strada o una ferrovia e da sei mesi a due anni se il reato viene commesso da più persone riunite. Tra le aggravanti introdotte nel provvedimento c’è anche quella per i reati commessi nelle stazioni o nelle loro vicinanze. Sono norme che serviranno a fermare le proteste degli ultimi anni portate avanti dai militanti di Ultima generazione, spesso impegnati a bloccare il traffico in città e autostrada. Prevista anche un’aggravante per punire la violenza o la minaccia a un pubblico ufficiale se commessa per impedire la realizzazione di un’opera pubblica o di una infrastruttura strategica. Proprio pochi giorni fa sono ricominciate le tensioni in Val di Susa, con gruppi di No Tav che hanno deciso di assediare il cantiere di Chiomonte.

C’è poi una norma che sembra fatta apposta per contrastare l’europarlamentare di sinistra Ilaria Salis, accusata in passato di aver occupato alcune case popolari di Milano. Viene infatti istituito un nuovo reato contro l’abusivismo: si chiamerà «occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui» e le pene andranno dai due ai sette anni. Diventa poi facoltativo l’attuale obbligo di rinvio della pena per le donne in gravidanza e le madri con figli sotto l’anno. Sale da 14 a 16 anni l’età per la quale viene punito l’impiego di minori nell'accattonaggio e si innalza, inoltre, da tre a cinque anni la pena massima per chi si macchia di un reato come questo. Non sono passati invece il reato di integralismo islamico, l’obbligo di prediche in italiano e la castrazione chimica per gli stupratori.

«L’introduzione delle body cam per le Forze di polizia rappresenta un doveroso riconoscimento a tutti coloro che ogni giorno, con dedizione e spirito di sacrificio, sono impegnati per garantire legalità e sicurezza ai nostri cittadini. Grazie a questo strumento renderemo ancora più efficace la tutela delle donne e degli uomini in divisa che per assicurare i nostri diritti sono quotidianamente esposti ad aggressioni, minacce e violenze. Una dotazione tecnologica richiesta dagli stessi poliziotti anche a garanzia della totale trasparenza del loro operato» ha spiegato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.



Divieto di vendere la cannabis light. Sarà equiparata alle altre droghe

È il provvedimento sulla cannabis light quello su cui si sono battute maggiormente le opposizioni, in particolare Pd e M5s. L’emendamento è stato approvato in commissione e sarà in vigore solo dopo il via libera definitivo al provvedimento. Di fatto interviene sulla legge a sostegno della filiera della canapa a uso industriale, con quantità di Thc inferiori allo 0,2%. L’obiettivo è quello di evitare che «l’assunzione di prodotti da infiorescenza della canapa possa favorire, attraverso alterazioni dello stato psicofisico del soggetto assuntore, comportamenti che mettano a rischio la sicurezza o l’incolumità pubblica o la sicurezza stradale». Viene quindi vietata la coltivazione e la vendita delle infiorescenze, anche di cannabis a basso contenuto di Thc, per usi diversi da quelli espressamente indicati nella legge stessa, e quindi quelli industriali consentiti. Il commercio o la cessione di infiorescenze viene punito con le norme del Testo unico sulle sostanze stupefacenti, parificando, dunque, la cannabis light a quella non light.

«Va stroncata ogni forma di incoraggiamento all’uso delle droghe e alla propaganda delle droghe. Non mi meraviglio quindi che quelli che vogliono legalizzare le droghe difendano anche la cannabis light. Ben vengano, quindi, le norme appena approvate e un’azione decisa contro tutta una serie di filiere para commerciali che finiscono per propagandare l'uso delle droghe». spiega il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri. È da almeno il 2016, da quando fu introdotta la prima legge in materia, che l’argomento cannabis light divide la politica ma anche la giustizia. Non a caso nelle scorse settimane diversi avvocati che seguono da anni il settore hanno già previsto una pioggia di ricorsi nel caso in cui la norma alla fine venga approvata. Già nel 2019 una sentenza della Cassazione aveva di fatto «promosso non solo la coltivazione, ma espressamente l’intera filiera agroindustriale della canapa». Una decisione dove veniva stabilito che la cannabis era una pianta e non una sostanza chimica.

Le associazioni di categoria e le opposizioni insorgono. Per Coldiretti la misura mette a rischio la sopravvivenza di un intero comparto impegnato in una coltivazione dove sono stati fatti investimenti significativi. Per questo l’associazione agricola chiede modifiche «di un emendamento che danneggia pesantemente le aziende agricole. Di fatto l’infiorescenza della canapa rappresenta una parte fondamentale del valore aggiunto della pianta, e vietarne la raccolta e l’essiccazione rischia di far crollare un intero settore dove sono impegnati tanti giovani agricoltori». D’altra parte, aggiunge ancora Coldiretti, era stata espressa, «più volte la necessità di tutele per gli agricoltori che producono canapa in piena legalità, come pure riconosciuto dalla normativa europea, anche per rispondere a mercati come quelli della nutriceutica, della cosmetica, dell’industria o dell’arredo». Anche il presidente di Cia-Agricoltori italiani, Cristiano Fini, parla di «una grave sconfitta per la libera impresa in Italia. È stato, così, bloccato un settore in forte crescita, trainato soprattutto dai giovani agricoltori». Da aprile in Germania l’uso della cannabis è diventato legale, negli Stati Uniti il governo di Joe Biden starebbe per declassificarne l’utilizzo, ma in Thailandia, dove da qualche anno avevano introdotto una legalizzazione, da gennaio hanno deciso di tornare indietro. «L’abuso di droghe è un grande problema per la Thailandia: la cannabis deve essere usata solo a livello medico» aveva spiegato il partito di governo introducendo poi una serie di multe molto salate per chi la utilizzi per uso ricreativo.

Cooperanti costretti a collaborare coi terroristi. Save the children rifiutò e fu ostacolata.

Per capire cosa comporti oggi parlare di ricostruzione a Gaza occorre partire da ciò che per anni è rimasto ai margini della percezione pubblica. I file interni del Meccanismo di sicurezza di Hamas, ottenuti e resi consultabili dall’organizzazione israeliana Ngo monitor, fotografano un sistema che progressivamente ha inglobato l’intero comparto umanitario. Nel tempo, tutta una serie di organizzazioni internazionali e realtà locali finanziate anche dall’Ue sono state assorbite e riconfigurate fino a diventare un parte dell’apparato ideologico, politico e militare di Hamas. La presenza delle Ong - dalle britanniche Map-Uk e Human appeal alle americane Mercy corps, Anera e Catholic relief services, fino a grandi marchi della cooperazione come Oxfam, Save the children, International medical corps, Nrc, Handicap international, Médecins du monde, Médecins sans frontières-Belgio e Action against hunger, insieme a realtà europee come Cesvi, WeWorld-Gvc, Educaid Italia, DanChurchAid, Terre des Hommes Svizzera, Iocc e Sos Children’s villages - non è mai stata davvero indipendente: tutte hanno operato in un quadro imposto dal ministero dell’Interno e della Sicurezza nazionale di Hamas, che autorizzava, bloccava o ridefiniva ogni progetto in base alle proprie priorità strategiche.

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Baci alla capotreno (senza consenso). Assolto un nigeriano: il fatto era «tenue»
L’uomo, senza biglietto, voleva evitare la multa. A parti invertite (controllore autoctono su passeggera) fu contestato l’abuso.

Molestatori di tutto il mondo: venite in Italia. Se provvisti della pigmentazione giusta, potrete sbizzarrirvi. Pare essere questa l’atroce morale che è possibile trarre da una recente sentenza che arriva dal Veneto, dove un nigeriano che ha molestato una capotreno è stato assolto perché in fondo baciare con la forza un’estranea non è tutto questo dramma.

I fatti risalgono all’ottobre 2023: una capotreno, dipendente di Trenitalia, sta effettuando un controllo biglietti di routine su un treno regionale mentre il convoglio si trova nel territorio di Meolo, Comune della città metropolitana di Venezia. Alla vista del controllore, un trentenne di origini nigeriane, regolare in Italia e lavoratore dipendente (alla faccia delle bufale sull’integrazione che limiterebbe certi comportamenti), cerca di allontanarsi, cambiando carrozza e addirittura scendendo in varie stazioni e risalendo su altri vagoni. Quando finalmente il nigeriano si trova a tu per tu con la capotreno, quest’ultima chiede conto all’uomo del suo comportamento elusivo. Per tutta risposta, l’immigrato la abbraccia e le dà un bacio sul collo. Ovviamente senza neanche l’ombra di uno straccio di consenso. Da qui scatta la denuncia e parte il processo, che si svolge con il rito abbreviato.

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Carlo Melato continua a dialogare con il critico musicale Alberto Mattioli, aspettando la Prima del 7 dicembre del teatro alla Scala di Milano. Tra i misteri più affascinanti del capolavoro di Shostakovic c’è sicuramente il motivo profondo per il quale il dittatore comunista fece sparire questo titolo dai cartelloni dell’Unione sovietica dopo due anni di incredibili successi.

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