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Sapevano già tutto dal 12 febbraio. Ma non hanno fermato l'epidemia

Sapevano già tutto dal 12 febbraio. Ma non hanno fermato l'epidemia
Giuseppe Conte (Ansa)
Ogni volta che gli è stato chiesto conto di ciò che è accaduto nei mesi dell'emergenza Covid, il presidente del Consiglio ha sempre risposto di non avere nulla da rimproverarsi, aggiungendo che se si fosse presentata l'occasione avrebbe rifatto tutto, ma proprio tutto. Giuseppe Conte, insomma, non è pentito, non pensa di aver fatto errori, ma anzi ritiene che l'azione del suo governo sia stata d'esempio per il resto d'Europa. Di più: del mondo. La narrazione del premier è stata solo lievemente contraddetta nelle scorse settimane dalla rivelazione dei ritardi con cui è stata istituita la zona rossa nella Bergamasca. Il Comitato tecnico scientifico chiese il 3 marzo la chiusura di Alzano e Nembro, i due paesi in cui si erano registrati diversi casi di coronavirus, ma il governo prese tempo fino al 9, lasciando che il virus si diffondesse. Alle obiezioni di chi ha chiesto le ragioni di tale ritardo, Conte ha replicato di non aver visto il verbale del Cts, (...)
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Effetto Mercosur: polli contaminati
Il Brasile ha spedito in Grecia, il giorno dopo l’entrata in vigore dell’intesa, tre tonnellate di carne avicola infettata dalla salmonella. Continua la protesta dei contadini italiani.

Stavolta ci toccherà di dare ragione a Emmanuel Macron che si è schierato - insieme con Polonia, Austria, Irlanda e Ungheria - contro il Mercosur e in cambio ha anche ottenuto che l’autorità doganale europea, fondamentale per svolgere le analisi sulle merci importate, sia radicata a Lille, frustrando la richiesta italiana che la voleva a Roma.

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«Servizio clienti? Sono Prevost». E la banca attacca in faccia al Papa
Papa Leone (Imagoeconomica)
Svelato il siparietto a due mesi dall’elezione. Il pontefice minacciò di cambiare istituto.

Chiunque si sia già confrontato con un addetto del servizio clienti, ritrovandosi impotente in un labirinto di dati e password, d’ora in avanti si sentirà meno solo. Un’esperienza simile, infatti, è capitata perfino al Vicario di Cristo in persona, papa Leone XIV.

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Dimmi La Verità | Tiziana Nisini (Lega): «La carenza di senologi è un'emergenza nazionale»

Ecco #DimmiLaVerità del 7 maggio 2026. La deputata della Lega Tiziana Nisini ci parla della carenza di senologi in Italia, una emergenza nazionale

Non solo Trump, ci pensano anche i teologi pro gay a mettere in croce il Papa
Papa Leone XIV (Ansa)
Ultimi danni del sinodo: il gruppo di studio sulle questioni controverse (ribattezzate «emergenti») prova a legittimare le unioni gay, con «testimoni» che parlano di «matrimonio» e «marito». Benché la Santa Sede bocci le benedizioni impartite dai vescovi tedeschi.

Dagli amici mi guardi Dio, ché dai nemici mi guardo io. Il proverbio si attaglia perfettamente alla condizione di papa Leone XIV, trascinato in una querelle con Donald Trump e, al contempo, impelagato con le fratture interne alla Chiesa: l’imminente strappo dei lefebvriani sulle nomine dei vescovi e le derive progressiste in tema di omosessualità.

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