Sapevano già tutto dal 12 febbraio. Ma non hanno fermato l'epidemia

Ogni volta che gli è stato chiesto conto di ciò che è accaduto nei mesi dell'emergenza Covid, il presidente del Consiglio ha sempre risposto di non avere nulla da rimproverarsi, aggiungendo che se si fosse presentata l'occasione avrebbe rifatto tutto, ma proprio tutto. Giuseppe Conte, insomma, non è pentito, non pensa di aver fatto errori, ma anzi ritiene che l'azione del suo governo sia stata d'esempio per il resto d'Europa. Di più: del mondo. La narrazione del premier è stata solo lievemente contraddetta nelle scorse settimane dalla rivelazione dei ritardi con cui è stata istituita la zona rossa nella Bergamasca. Il Comitato tecnico scientifico chiese il 3 marzo la chiusura di Alzano e Nembro, i due paesi in cui si erano registrati diversi casi di coronavirus, ma il governo prese tempo fino al 9, lasciando che il virus si diffondesse. Alle obiezioni di chi ha chiesto le ragioni di tale ritardo, Conte ha replicato di non aver visto il verbale del Cts, (...)
Getty images
Un virologo Usa scopre in Rete 13 tracce di un ceppo antecedente al cluster originario In totale erano 241, ma sono state cancellate da un database. Tutto porta ai pipistrelli...
Francesco Figliuolo (Getty images)

Studi dimostrano che iniezioni continuative di farmaci con questa tecnologia non hanno profili di sicurezza verificati. I sieri alternativi (Novavax) ci sarebbero, ma siamo legati dai contratti a quello tedesco-americano

Le Firme
In diretta dal lunedì al venerdì alle 7 del mattino e alle 7 di sera
Ascolta tutti i nostri podcast
Guarda tutti i nostri video

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie

A finire in ginocchio è stato Letta

L'editoriale - video
Trending Topics
Change privacy settings