True
2022-07-22
Continua la lite Airbus-Dassault per l'eurocaccia
True
Al contrario di quello Anglo-italo-svedese e nipponico chiamato Fcas Tempest, Il programma franco-tedesco-spagnolo per il caccia di sesta generazione (Scaf o Ngf, da Next generation fighter, caccia di prossima generazione) rimane congelato da quasi un mese che, ritardando decisioni importanti, finirà per trasformarsi in un ritardo di anni. Del resto, guardando alla storia dell’aviazione, le alleanze italo inglesi hanno sempre funzionato meglio di quelle franco tedesche. Il programma Dassault-Airbus-Indra avrebbe dovuto entrare nella sua fase successiva alla fine dell'anno scorso, ma è stato bloccato poiché i primi appaltatori, ovvero Dassault Aviation e Airbus Defence and Space, non si sono accordati riguardo la divisione delle commesse di lavoro e delle proprietà intellettuali. Lo ha detto il presidente di Dassault Eric Trappier in una conferenza stampa tenutasi durante il salone di Farnborough (dove era presente soltanto Dassault Systemes) ma dedicata alla presentazione degli utili di metà anno. Trappier ha dichiarato: «Sul caccia di nuova generazione Dassault deve essere il leader incontrastato e abbiamo avuto problemi d’interpretazione tra le due società su che cosa significhi essere il capocommessa, che deve ancora essere chiarito». Dello Ngf va ancora deciso quale azienda costruirebbe il motore, quale il nuovo sistema d'arma e il nome dell’azienda che si occuperà di sviluppare i droni che potranno operare in stormo con il caccia, ma anche i sensori avanzati, la tecnologia stealth e la rete cloud dedicata allo scambio di informazioni per il combattimento aereo. Ma mentre Dassault rappresenta la partecipazione della Francia al programma, Airbus rappresenta la Germania e Indra Systems costituisce la partecipazione del settore spagnolo. Quando il programma Scaf-Ngf fu annunciato, nel 2017, l'obiettivo era di far volare un dimostratore tecnologico entro il 2025.
L'anno scorso, quella data è stata spostata al 2027 e ora al 2028. «Abbiamo già perso tre anni in due anni», ha ricordato Trappier, aggiungendo che se queste controversie sulla condivisione del lavoro riemergono periodicamente, alla fine diventerà impossibile completare il programma. I tecnici di Airbus e Dassault, che collaborano tra loro per altri programmi, sostengono che ad accordarsi debba essere la politica e soprattutto chi prende le decisioni sul piano finanziario, poiché per loro lo Ngf, al momento potrebbe essere concretizzato soltanto nel 2040, essendo stata completata soltanto la fase 1A, quella di ricerca di 18 mesi, alla fine dello scorso anno. E poi più nulla.
Airbus, da parte sua, sarebbe pronto per andare avanti con la Fase 1B, ma vuole essere riconosciuto come partner del progetto e non soltanto come fornitore. Nel frattempo, il ministro della Difesa francese Sebastien Lecornu ha riconosciuto il blocco del programma davanti alla Commissione per la difesa e gli affari esteri del Senato francese mercoledì 20 luglio, ma ha affermato di essere al lavoro con i suoi omologhi in Germania e Spagna per sbloccare la situazione.
Continua a leggereRiduci
Il presidente Dassault, Eric Trappier, in una conferenza stampa tenutasi durante il salone di Farnborough: «Programma paralizzato». Airbus: «Siamo partner, non fornitori».Al contrario di quello Anglo-italo-svedese e nipponico chiamato Fcas Tempest, Il programma franco-tedesco-spagnolo per il caccia di sesta generazione (Scaf o Ngf, da Next generation fighter, caccia di prossima generazione) rimane congelato da quasi un mese che, ritardando decisioni importanti, finirà per trasformarsi in un ritardo di anni. Del resto, guardando alla storia dell’aviazione, le alleanze italo inglesi hanno sempre funzionato meglio di quelle franco tedesche. Il programma Dassault-Airbus-Indra avrebbe dovuto entrare nella sua fase successiva alla fine dell'anno scorso, ma è stato bloccato poiché i primi appaltatori, ovvero Dassault Aviation e Airbus Defence and Space, non si sono accordati riguardo la divisione delle commesse di lavoro e delle proprietà intellettuali. Lo ha detto il presidente di Dassault Eric Trappier in una conferenza stampa tenutasi durante il salone di Farnborough (dove era presente soltanto Dassault Systemes) ma dedicata alla presentazione degli utili di metà anno. Trappier ha dichiarato: «Sul caccia di nuova generazione Dassault deve essere il leader incontrastato e abbiamo avuto problemi d’interpretazione tra le due società su che cosa significhi essere il capocommessa, che deve ancora essere chiarito». Dello Ngf va ancora deciso quale azienda costruirebbe il motore, quale il nuovo sistema d'arma e il nome dell’azienda che si occuperà di sviluppare i droni che potranno operare in stormo con il caccia, ma anche i sensori avanzati, la tecnologia stealth e la rete cloud dedicata allo scambio di informazioni per il combattimento aereo. Ma mentre Dassault rappresenta la partecipazione della Francia al programma, Airbus rappresenta la Germania e Indra Systems costituisce la partecipazione del settore spagnolo. Quando il programma Scaf-Ngf fu annunciato, nel 2017, l'obiettivo era di far volare un dimostratore tecnologico entro il 2025.L'anno scorso, quella data è stata spostata al 2027 e ora al 2028. «Abbiamo già perso tre anni in due anni», ha ricordato Trappier, aggiungendo che se queste controversie sulla condivisione del lavoro riemergono periodicamente, alla fine diventerà impossibile completare il programma. I tecnici di Airbus e Dassault, che collaborano tra loro per altri programmi, sostengono che ad accordarsi debba essere la politica e soprattutto chi prende le decisioni sul piano finanziario, poiché per loro lo Ngf, al momento potrebbe essere concretizzato soltanto nel 2040, essendo stata completata soltanto la fase 1A, quella di ricerca di 18 mesi, alla fine dello scorso anno. E poi più nulla. Airbus, da parte sua, sarebbe pronto per andare avanti con la Fase 1B, ma vuole essere riconosciuto come partner del progetto e non soltanto come fornitore. Nel frattempo, il ministro della Difesa francese Sebastien Lecornu ha riconosciuto il blocco del programma davanti alla Commissione per la difesa e gli affari esteri del Senato francese mercoledì 20 luglio, ma ha affermato di essere al lavoro con i suoi omologhi in Germania e Spagna per sbloccare la situazione.
(Arma dei Carabinieri)
L'attività investigativa - avviata nell’ottobre 2024 e conclusa nell’aprile 2025 – è stata condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria con il supporto dei militari della Stazione Carabinieri di Reggio Calabria – Catona sotto il coordinamento della Procura della Repubblica.
Durante il corso dell’indagine si è proceduto ad un’articolata e costante attività di monitoraggio e controllo del quartiere Arghillà di Reggio Calabria, teatro, negli ultimi anni, di una recrudescenza criminale.
Grazie all’indagine è stata scoperta la pratica di reati contro il patrimonio nel quartiere di Arghillà secondo uno schema operativo sostanzialmente identico e ripetuto nel tempo. Alcuni degli indagati individuavano e successivamente sottraevano dalle vie della città uno o più veicoli di interesse, che venivano poi subito portati ad Arghillà. Come ricostruito dal Gip una volta trasferiti i veicoli rubati venivano sottoposti ad una rapidissima e professionale attività di cannibalizzazione. In almeno due casi si è assistito in diretta (grazie alle telecamere) ad episodi cosiddetti di «cavallo di ritorno», in cui gli indagati hanno praticato l'estorsione per costringere i proprietari delle auto rubate a pagare un compenso per ottenerne la restituzione.
È inoltre stato riconosciuto dal Gip come alcuni indagati adottassero costantemente contromisure per eludere controlli di polizia nel corso delle operazioni di ricettazione, informandosi a vicenda sulla presenza delle Forze dell'ordine in vari punti del quartiere o sui controlli subiti dai co-indagati.
Si è ritenuto degno di particolare allarme sociale il fatto che gli indagati abbiano commesso i reati per cui si procede con cadenza quotidiana anche durante le festività natalizie, sia di giorno che di notte. Si aggiunga che alcuni episodi hanno inoltre interessato i veicoli in sosta presso i parcheggi di ospedali e che, in un caso, ad essere vittima dei reati è stata una troupe televisiva intenta a realizzare un servizio giornalistico nel quartiere di Arghillà.
Nell’ordinanza è inoltre ben evidenziato come la costante cannibalizzazione dei mezzi rubati rappresenti sicuramente un impatto ambientale, per la creazione di una discarica di carcasse di veicoli a cielo aperto in un quartiere ad altissima densità abitativa.
Si sottolinea, inoltre, come le molte attività di riscontro compiute nel corso del periodo di monitoraggio hanno portato al ritrovamento di più autovetture oggetto di furto, di molte parte di ricambio e anche al reperimento ad al sequestro di armi.
Continua a leggereRiduci
«So che l’Anm si è rifiutata di avere un confronto one to one con me in televisione, con la motivazione che non vuole avere interlocuzione politica per non dare a questo confronto un significato politico. Questo mi fa credere che rifiutino qualsiasi altro confronto con esponenti politici o vuol dire altrimenti che hanno paura di confrontarsi con me».
«L' Anm ha chiesto di essere ascoltata a Bruxelles? Io credo che stia un po’ annaspando in questi giorni. Per fortuna ha rinunciato a qualsiasi forma di manifestazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, a differenza di quello che ha fatto l’anno scorso. Cerca interlocutori a destra e a sinistra, che va bene, è loro diritto, ma mi dispiace che non lo facciano con me». Ha dichiarato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a margine del convegno «Una giustizia giusta» alla Sala della Regina a Roma.