Il colpevole secondo il Pd: i soliti fascisti
Lia Quartapelle (Imagoeconomica)
Per i dem Lia Quartapelle e Giorgio Gori, gli aggressori sono di estrema destra. E non importa che, invece, siano legati al comunismo: il nemico deve stare sempre dall’altra parte.

È davvero incredibile che nessuno sia riuscito ad arrivarci in precedenza ma finalmente, dopo quasi un secolo, abbiamo la soluzione dell’apparentemente eterno conflitto israelo-palestinese. E tutto, pensate, esclusivamente grazie al Partito democratico. Il quale è riuscito a svelare i colpevoli, i sotterranei agitatori, gli incogniti fomentatori dell’intera faccenda. Per farla breve: sono stati i fascisti. Anzi, per la precisione è stata (o «ha stato», a seconda delle versioni) «l’estrema destra», che è in definitiva è un altro modo per dire che ci sono i fasci di mezzo.

Essi, perfidi, hanno scatenato l’attacco terroristico di Hamas. Sempre loro, infidi, hanno fomentato la violenza israeliana. E mica da ieri, certo che no. La destra estrema agisce nell’ombra fin dalla notte dei tempi ed è responsabile di tutto. Che sia araba, israeliana, iraniana, egiziana, giordana o italiana fa poca differenza: i fascistoni sono uguali e ugualmente deleteri a ogni latitudine. A chiarire i termini della questione ci ha pensato Lia Quartapelle, che si occupa con profondità di politica estera per il Pd. «Quella scatenata ieri non è la guerra tra due Paesi e tantomeno tra due popoli», ha spiegato sui social. «L’attacco è venuto da Hamas, un’organizzazione terroristica islamica di estrema destra, sostenuta dall’Iran, il cui obiettivo è la “distruzione di Israele”». Ovvio: il gruppo armato palestinese è di estrema destra, dunque fascista, e fascismo significa guerra e intolleranza.

Non importa che, storicamente, i combattenti palestinesi siano legati a doppio filo ai movimenti comunisti e sinistrorsi di ogni ordine e grado: una spessa linea rossa che va da Carlos lo Sciacallo e le Brigate rosse fino ai leader istituzionali di più recente incoronazione. Al solito, la realtà dei fatti e della Storia non conta nulla: importa il racconto, la narrazione. E nel racconto il cattivo è sempre fascista.

L’aspetto curioso è che, per l’esponente dem, non sono fasci solo i palestinesi di Hamas. Ma pure gli israeliani. «L’occupazione dei territori palestinesi da parte dei coloni israeliani è un tema grave, che allontana le possibilità di pace e che interroga la comunità internazionale», aggiunge la Quartapelle. «La posizione di fronte alla guerra in corso non può però essere ambigua e ci deve vedere vicini a Israele». Tutto cristallino: se non ci fosse l’estrema destra ogni cosa andrebbe per il meglio e se deflagra il caos è colpa soltanto di estremisti destrorsi quali Netanyahu da una parte e Hamas dall’altra.

La tesi è per lo meno ardita ma ha sedotto anche un altro illustre esponente democratico, ovvero Giorgio Gori. Il quale, forse, condivide con la Quartapelle il ghost writer o forse si fa scrivere i tweet direttamente da lei per risparmiare sui collaboratori. «C’è una cosa che da oggi sarà più chiara a tutti, ed è la natura di Hamas», dice Gori. «Hamas è un movimento terrorista e fondamentalista, con ideologia di estrema destra, che prende in ostaggio i civili e che esibisce come trofeo una donna anziana rapita per le strade di Gaza». In che cosa consista questa ideologia destrorsa non è dato sapere, ma in fondo non importa.

Quel che conta, fuori dal sarcasmo, è l’individuazione del nemico. Tirare in ballo la destra e il fascismo – come avvenuto anche nel caso ucraino – serve a un unico scopo. E cioè identificare l’Avversario Assoluto, quello responsabile di ogni male, con cui dialogare non si può e non si deve. Se il nemico è fascista, va semplicemente annientato. Il richiamo al fascismo, dunque, serve a giustificare la pioggia di bombe, il massacro, la devastazione. La si può vedere anche dalla prospettiva opposta: se devi massacrare, devi per forza attribuire al massacrando caratteristiche disumane, così tanto mostruose da giustificare una inaudita violenza.

Sono stati i fascisti, maledetti. Fortuna che adesso arrivano i sinceri democratici a rimettere a posto le cose.

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