2023-08-29
Manovra, Euro 5, Tim: è tornato il governo
Giorgia Meloni durante il Cdm del 28 agosto (Ansa)
Cdm, Giorgia Meloni dura: «Superbonus disastro da 12 miliardi, ma taglieremo il cuneo fiscale». Oggi vertice contro il blocco dei veicoli. Migranti, convocato il Cisr. Giorgetti scettico sulla riforma del Patto Ue. Dpcm sulla rete.La Meloni indica la linea sulla manovra. Giorgetti: «Difficile che la riforma del Patto di stabilità arrivi entro fine anno».Lo speciale contiene due articoli.Dopo il cdm al rientro, il premier ha convocato il Comitato di sicurezza sui migranti. Sì al dpcm su Kkr-Tim. Giorgia Meloni attacca il Superbonus ma promette misure di sostegno ai redditi. Oggi vertice tecnico contro lo stop alle Euro 5. Giancarlo Giorgetti scettico sulla riforma del Patto di stabilità. Soldi per i lavoratori dello spettacolo.La questione del divieto di circolazione per i veicoli diesel Euro 5, che dovrebbe scattare il prossimo 15 settembre a Torino e in altri 75 Comuni del Piemonte, è stata affrontata ieri per la prima volta in Consiglio dei ministri. È stato il vicepremier Matteo Salvini a sollevare il problema, che sarà approfondito oggi nel corso di una riunione dei tecnici dei ministeri dei Trasporti e delle Infrastrutture (guidato da leader della Lega), dell’Ambiente e degli Affari europei. «Si tratta», ha detto Salvini, «di un dossier seguito anche dai colleghi Pichetto e Fitto. Già domani (oggi, ndr) ci saranno approfondimenti tecnici per evitare di danneggiare centinaia di migliaia di famiglie e lavoratori». «Il governo», hanno fatto sapere fonti del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, «è impegnato a scongiurare lo stop al divieto di circolazione per i veicoli diesel euro 5 in Piemonte dal prossimo 15 settembre. L’obiettivo è scongiurare un provvedimento ritenuto l’ennesima forzatura europea a proposito di soluzioni green, una scelta che non migliorerà l’ambiente ma causerà grossi problemi a centinaia di migliaia di famiglie e lavoratori». Il provvedimento, adottato dalla giunta regionale del Piemonte, guidata dal presidente Alberto Cirio, cumulato con gli altri divieti già in vigore farebbe salire a 650.000 il totale dei veicoli costretti a restare fermi dalle ore 8 alle 19 dal lunedì al venerdì per quel che riguarda i mezzi adibiti al trasporto di persone e con omologazione fino a Euro 5 compresa e per tutte le 24 ore di tutti i giorni, compresi i festivi, per i motoveicoli con classe d’inquinamento fino a Euro 1. Una batosta che andrebbe a colpire famiglie e lavoratori, soprattutto le fasce sociali più deboli, che possiedono vetture più vecchie. La decisione della giunta regionale piemontese, a guida centrodestra, è stata per certi aspetti obbligata. Non procedere con lo stop, infatti, esporrebbe gli amministratori regionali al concreto rischio di finire sotto inchiesta. Lo scorso 21 luglio, ricordiamolo, la Procura di Torino ha notificato un avviso di chiusura indagini agli ex sindaci di Torino Chiara Appendino e Piero Fassino, all’ex governatore Sergio Chiamparino, agli ex assessori comunali torinesi Enzo La Volta, Stefania Giannuzzi e Alberto Unia e all’ex assessore regionale Alberto Varmaggia: il reato ipotizzato, per il quale rischiano il rinvio a giudizio, è inquinamento colposo. Secondo l’accusa, i destinatari dell’avviso non avrebbero preso i dovuti provvedimenti in materia di contenimento dell’inquinamento, in particolare dello smog. Gli attuali vertici della Regione Piemonte sono rimasti esclusi dal provvedimento poiché l’inchiesta riguarda un periodo che va dal 2015 al 2019. Il problema è spinoso, e non sembra convincente come rimedio l’esclusione dal blocco della circolazione delle auto che montano un «Move in», una «scatola nera» che permette di verificare il numero di chilometri percorsi, e che consente così di usufruire di un «bonus» di 9.000 chilometri l’anno per le auto private e di 11.000 per i veicoli commerciali. Mentre il governo studia come poter risolvere il problema c’è il primo sindaco che si «ribella»: si tratta di Silvia Marchionini, primo cittadino di Verbania, esponente del Pd: «Come amministrazione comunale di Verbania», sottolinea la Marchionini, «stante questa situazione, non adotteremo per ora nessuna ordinanza in applicazione di una delibera regionale pasticciata. La misura adottata dalla giunta regionale di centrodestra del Piemonte del presidente Cirio, che prevede il divieto di circolazione dal 15 settembre allargato alle auto diesel euro 5, in molti centri del Piemonte, va sospesa. È intempestiva e a pagarne le conseguenze saranno i lavoratori e i cittadini delle fasce economicamente più deboli». In Consiglio dei ministri non si è discusso invece dei nuovo decreti sicurezza annunciati da Salvini per contrastare la crescita dell’immigrazione clandestina, ma al termine si è riunito il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica per affrontare la questione: il Cisr resterà operativo in maniera permanente. Approvata infine l’indennità di discontinuità per il lavoratori dello spettacolo: autonomi, co.co.co. e subordinati a tempo determinato, circa 21.000 persone, potranno beneficiare di un’indennità legata alla loro «discontinuità» lavorativa che avrà un valore, in media, di circa 1.500 euro «Lo schema di decreto legislativo varato dal Consiglio dei ministri», ha commentato il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, «ha un’importanza grandissima e rappresenta una norma di giustizia sociale da troppi anni attesa. Siamo riusciti, in tempi rapidissimi, a dare seguito alla nostra promessa di intervenire per tutelare una delle categorie più esposte e che da tempo reclamava un intervento. Abbiamo voluto occuparci delle tante lavoratrici e lavoratori dello spettacolo che non sono sui palchi», ha aggiunto Sangiuliano, «che non hanno visibilità, ma il cui lavoro oscuro è indispensabile e consente a questi momenti di cultura di realizzarsi».<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/cdm-meloni-manovra-2664587570.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="taglieremo-il-cuneo-superbonus-disastro-truffe-da-12-miliardi" data-post-id="2664587570" data-published-at="1693304456" data-use-pagination="False"> «Taglieremo il cuneo. Superbonus disastro, truffe da 12 miliardi» Un cdm con tanta carne al fuoco. La riunione dell’esecutivo di ieri è stata quella che ha sancito il rientro del governo alla piena attività, dopo la pausa estiva, e soprattutto ha consentito al premier Giorgia Meloni di dare la linea. Ovviamente, i temi più caldi sono la legge di bilancio, l’immigrazione illegale e l’emergenza sicurezza. La scadenza più urgente è la manovra. «L’anno scorso», ha detto la Meloni, «abbiamo vissuto un momento di eccezionalità: il governo si è insediato il 25 ottobre e abbiamo dovuto scrivere la legge di bilancio in pochissimo tempo, e sulla base di emergenze che dovevamo affrontare, prima tra tutte quella energetica, che ha assorbito due terzi della manovra. Una scelta che ha consentito di mettere in sicurezza famiglie e imprese, il nostro tessuto produttivo. Questo non ci ha impedito di lanciare alcuni segnali importanti e di tracciare una direzione: penso al taglio del cuneo fiscale o alle risorse che abbiamo scelto di destinare alla famiglia, a partire dall’aumento dell’assegno unico. Misure che hanno tracciato una direzione. Direzione che ora dobbiamo consolidare e rafforzare». Detto questo, la Meloni non ha mancato di indicare i capisaldi della manovra che dovrà «supportare la crescita, aiutare le fasce più deboli, dare slancio a chi produce e mettere soldi in tasca a famiglie e imprese. Finora abbiamo conseguito risultati molto importanti, superiori a quelli della Germania e della Francia, i mercati hanno premiato le nostre scelte, lo spread è basso, i dati sull’occupazione sono ottimi, il Pil nel primo semestre ha sorpreso tutti gli analisti, l’andamento delle entrate fiscali è positivo. Ma dobbiamo tenere i piedi ben piantati a terra. Tutti gli osservatori ci dicono che la congiuntura si sta facendo più difficile, a partire dal rallentamento dell’economia tedesca che si ripercuote in tutta Europa e sul nostro tessuto industriale. Quindi le risorse disponibili devono essere usate con la massima attenzione». Il premier è poi entrato più nel dettaglio della road map: «La prima scadenza che abbiamo davanti è quella del 27 settembre. Entro quella data dovremo presentare alle Camere la Nadef, la Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza, il documento di riferimento per lo scenario macroeconomico che ci servirà per indirizzare il nostro lavoro. È un documento importante che descriverà in che modo vogliamo orientare la nostra azione. È un governo che è stato scelto dagli italiani anche per fare scelte di rottura con il passato, per cambiare direzione e rompere quello status quo che abbiamo ereditato». Ovvero, «una manovra incentrata sulle famiglie, sulla lotta alla denatalità e sui sostegni alle fasce deboli. È un lavoro complesso», ha concluso, «me ne rendo conto, ma dobbiamo avere il coraggio di farlo». A rendere tutto più difficile, l’eredità dei passati governi. «Stiamo pagando in maniera pesante il disastro del Superbonus 110%», ha detto la Meloni, «e invito Giorgetti a illustrarci i numeri di questa tragedia contabile che pesa sulle spalle di tutti gli italiani. Nel complesso dei bonus edilizi introdotti dal governo Conte 2, compreso il bonus facciate, i documenti dell’Agenzia delle entrate ci dicono esserci più di 12 miliardi di irregolarità». All’inizio della riunione il presidente del Consiglio ha avuto anche occasione di annunciare una sua prossima visita a Caivano, teatro dello stupro di gruppo ai danni di due cugine minorenni, per manifestare la propria sensibilità sul tema della sicurezza. Nella conferenza stampa che è seguita al Consiglio dei ministri, hanno parlato tra gli altri il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e quello dell’Interno Matteo Piantedosi. Il primo ha tenuto a sottolineare che «l’ammontare della manovra dipenderà anche da fattori di tipo europeo, a metà mese discuteremo, forse troveremo un accordo forse no, sulle nuove regole di bilancio Ue», per poi aggiungere: «Sul Patto di stabilità è più probabile che non si arrivi all’accordo per fine anno». Invece Piantedosi, che ha presenziato dopo il cdm a una riunione del Cisr (Comitato per la sicurezza della Repubblica, che diventerà permanente) ha parlato dell’emergenza sbarchi, mostrando ottimismo: «Abbiamo avuto nel corso dell’anno un trend che segnava il 300%, oggi la curva si è abbassata: questo segnala un calo della curva di crescita che ci incoraggia». Sulla stessa linea il sottosegretario Alfredo Mantovano, che ha sottolineato: «Dall’inizio dell’anno al 28 agosto si è registrato un aumento del 103% degli arrivi via mare rispetto allo stesso periodo dello scorso anno», ma «la lettura dei numeri - oggettivamente preoccupanti - non può però non far vedere la dinamica degli arrivi stessi che ha conosciuto un picco nel mese di maggio e poi un abbassamento». Novità, infine, anche sul fronte delle riforme: «Il ministro Casellati», ha annunciato il premier, «è pronta con una proposta che centra i due obiettivi che ci prefiggiamo: dare stabilità ai governi e far decidere ai cittadini chi debba governare. Sarà uno dei primi provvedimenti che vareremo».
Fiori e un camioncino giocattolo dei pompieri sono stati messi sotto il portone della casa dove una donna ha ucciso il figlio, di nove anni, tagliandogli la gola, a Muggia, in provincia di Trieste (Ansa). Nel riquadro Olena Stasiuk
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti (Ansa)