Marco Carrai contro l’Espresso di Danilo Iervolino. L’imprenditore, già collaboratore di fiducia di Matteo Renzi ha dato mandato ai suoi legali di denunciare in sede penale e in sede civile, con richiesta di risarcimento del danno la testata L’Espresso per l’articolo dal titolo “Consoli onorari intoccabili”. “Ciò che è riportato nell’articolo è falso, e frutto di una ricostruzione altrettanto falsa. Non lo dice il console onorario Carrai ma anzitutto tre sentenze della Cassazione che hanno annullato per ben tre volte il decreto di perquisizione e sequestro a danno di Carrai nell’ambito dell’inchiesta Open, l’ultima della quale in via definitiva, disponendo non solo l’inutilizzabilità del frutto dei sequestri e delle perquisizioni nel processo Open, ma anche la restituzione di quanto sequestrato all’avente diritto senza trattenimento di copia dei dati”, si legge in una nota.
C’è di più. La Suprema Corte ha detto che le tesi della procura fiorentina “paiono prive di fondamento legale”, e che non “è stato dimostrato alcun carattere illecito”. “Ancora, l’inchiesta de L’Espresso ha dimenticato di scrivere – si l legge nella nota diffusa alla stampa, “che la Suprema Corte ha stabilito che “la generalizzata acquisizione del materiale informatico del Carrai pare, dunque, irrelata rispetto alle verifiche documentali necessarie per affermare la sussistenza del reato di finanziamento illecito dei partiti, tanto da fare assumere al vincolo cautelare reale carattere esplorativo e sproporzionato.”. Entrando ancora più nel merito di una perquisizione che è stata annullata perché condotta in modo illecito, occorre sottolineare, come può essere dichiarato da testimoni, che il sottoscritto invitò la Guardia di Finanza ad entrare anche nell’ufficio consolare, non avendo nulla da nascondere. Furono i finanzieri ad obiettare che lì non potevano andare. Gli stessi finanzieri che peraltro hanno acquisito anche il cellulare utilizzato per funzioni consolari senza che il sottoscritto dicesse nulla.
“Forse i giornalisti dell’ Espresso dovrebbero volgere il loro sguardo sui soprusi che il sottoscritto ha subito e che sono stati verificati per ben tre volte , come detto, dalla Corte di cassazione”, ha concluso Carrai aggiungendo che l’eventuale risarcimento danni andrà in beneficienza. L’articolo a più firme non si sofferma soltanto sulla figura dell’imprenditore toscano, ma anche su quelle di Antonio Fallico e dell’ex console per la Bielorussia, il deputato Fdi Fabrizio Comba,
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