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La più amata dagli italiani si conferma la carbonara (ma guai a metterci la panna)

La più amata dagli italiani si conferma la carbonara (ma guai a metterci la panna)
(IStock)
Un sondaggio recente la pone ancora al vertice, prima degli spaghetti alle vongole e della pasta al ragù. E ormai il suo «culto» si è diffuso oltre i confini del Belpaese.

Il Carbonara Day, che si celebra il 6 aprile, giorno che quest’anno ha coinciso con la Pasquetta e non ha visto i quotidiani in edicola, ha compiuto 10 anni. Celebrato per la prima volta il 6 aprile del 2016 (vi sveliamo nel boxino di Food Talk come è nato), in un decennio ha seguito e forse guidato questo sentimento di «carbonara pride» e questa «carbonarizzazione» della pasta italiana che ha visto la carbonara diventare oggetto d’amore mangereccio e culto fuori dai confini della capitale, Roma, dove già era tale.

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Città vietate ai bambini
Getty Images
  • Ristoranti, spiagge, aerei, vagoni ferroviari, aree residenziali... Si moltiplicano gli spazi urbani nei quali è proibito l’accesso ai più piccoli. È il segnale di una insofferenza preoccupante nei confronti di chi si ostina a mettere al mondo figli.
  • Il saggista Gianluca Pietrosante: «Dietro la crisi demografica c’è un mutamento antropologico. I conservatori danno risposte troppo timide».
  • In un «memo» del 1969, Frederick Jaffe (Planned Parenthood) mostrava i modi con cui «alterare la demografia». Tra i punti, incentivare l’omosessualità e posticipare o evitare le nozze.

Lo speciale contiene tre articoli.

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Il pride ligure contro gli alpini. Alle penne nere preferiamo le piume
Ansa
Gli organizzatori della sfilata che celebra l’orgoglio omosessuale, che si terrà nella Regione dal 6 al 13 giugno, accusavano i militari di «machismo». Eppure Genova smentisce i «timori»: non c’è stata nessuna molestia.

Le penne nere hanno lasciato Genova. L’adunata è finita, andate in pace. O quasi. Perché c’è chi, sfruttando la presenza degli alpini, ha deciso di farsi, per l’ennesima volta, un po’ di pubblicità.

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Da una prigione siriana un’ondata di jihadisti che mirano a Occidente
Il campo profughi di Al Hol in Siria (Getty Images)
  • Nel campo di Al Hol sono passati i familiari dei combattenti delle bandiere nere. Dopo la caduta di Assad sono stati liberati. E ora potrebbero tornare a colpire l’Occidente.
  • Nel suo ultimo libro, Il nuovo volto dello Stato islamico. Strategie, reti e risposte delle intelligence (Fallone editore), l’analista Fabrizio Guacci spiega come l’Isis sia stato capace di adattarsi nuovamente nell’ecosistema internazionale dopo la perdita territoriale e come l’intelligence stia affrontando questa sfida.
  • I cristiani massacrati nel silenzio. L’esperto Luigi Trisolino: «Nel continente nero le maggiori persecuzioni, ma attenzione alla Cina. Xi costringe i fedeli a vivere celati per sfuggire a biosorveglianza e manipolazioni».

Lo speciale contiene tre articoli.

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Marco Tarchi: «Russi in Biennale? Chance per l’Italia»
Marco Tarchi (Ansa)
Il politologo: «La decisione di Buttafuoco può facilitare la ripresa del dialogo con la Russia. La Meloni dovrebbe cogliere l’occasione e svincolarsi dai diktat di Bruxelles: governo e Paese ne avrebbero tutto da guadagnare».
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