{{ subpage.title }}

True

«Calamelli non gestiva appalti». Però è nelle carte

Egregio direttore,

scrivo la presente lettera in nome e per conto del dottor Calamelli che ha conferito specifico incarico professionale all'intestato studio legale per tutelare la propria persona e la propria immagine e rappresentarle quanto segue.

Con estremo stupore e sdegno abbiamo avuto modo di constatare che il dottor Calamelli è stato, infondatamente ed ingiustificatamente, coinvolto nell'inchiesta denominata «Nello scandalo Becciu si apre la pista dei soldi nella sanità». Numerose inesattezze, al limite della calunnia e della diffamazione, sono state perpetrate dal giornalista che ha redatto l'articolo e dal suo giornale che l'ha pubblicato.

A fronte di tale situazione e del notevole imbarazzo che tali falsità hanno prodotto e continuano a produrre al dottor Calamelli, sia in ambito personale/familiare che lavorativo, è necessario procedere, immediatamente, alla rettifica del suddetto articolo, almeno in parte qua.

In primo luogo, il maldestro tentativo di inserire il dottor Calamelli tra i soggetti segnalati dal sodalizio Tirabassi/Milanese/Diddi per la sua assunzione all'Ospedale pediatrico Bambino Gesù nel 2016 è destinato a naufragare innanzi ad inconfutabili elementi di fatto dimostrabili per tabulas. Il dottor Calamelli, infatti, risulta essere in forza presso il predetto Ospedale pediatrico già dall'anno 2005; egli è stato assunto precisamente il 13.06.2005. Ogni riferimento operato dal giornalista, redattore dell'articolo in commento, pertanto, è falso e merita di essere immediatamente rettificato.

Un altro aspetto merita di essere chiarito con la massima trasparenza. Il dottor Calamelli non ha mai assunto, e non assume tutt'ora, alcun ruolo direttoriale all'interno del nosocomio. Egli, infatti, non è mai stato nominato direttore di alcunché. Il ruolo che il dottor Calamelli svolge all'interno dell'Opbg è quello di dirigente. Non corrisponde al vero, pertanto, che egli sia stato nominato direttore nel 2018.

Per quanto riguarda, inoltre, la funzione amministrativa che è stata affidata al dottor Calamelli in data 29.01.2018 occorre chiarire quanto appresso: da una parte essa rientrava in una più ampia e profonda riorganizzazione della struttura amministrativa dell'ospedale in questione; dall'altra la funzione attribuita rappresentava solo ed esclusivamente la riassegnazione al dottor Calamelli, dopo una breve parentesi lavorativa presso l'Ospedale israelitico, dello stesso ruolo amministrativo che egli ha sempre svolto per l'Opbg. Il tutto, peraltro, anche con il diretto interessamento e coinvolgimento dei preposti organi e rappresentanti sindacali.

Ancora, in merito alla questione relativa all'appalto Osa assegnato dall'Opbg è bene chiarire due aspetti fondamentali che sono stati artatamente tralasciati nell'articolo in commento: in primo luogo la cooperativa Osa collabora con il nosocomio già dal 2005; in secondo luogo, dal momento della sua assunzione ad oggi, il dottor Calamelli non ha mai avuto la responsabilità amministrativa e/o gestionale degli appalti di servizi rispetto ai quali è sempre stato del tutto estraneo.

In considerazione di tutto quanto sopra riferito, invito e diffido il giornale L'Espresso, nella persona del suo direttore dottor Marco Damilano, affinché provveda immediatamente a pubblicare la presente lettera come rettifica all'articolo del 15.11.2020 inerente «lo scandalo Vaticano» a firma del signor Massimiliano Coccia anche nell'esercizio del diritto di replica del diretto interessato. Si invita e diffida, inoltre, lo stesso giornale affinché non pubblichi ulteriori notizie inerenti la persona del dottor Calamelli senza prima aver verificato la fondatezza della fonte delle informazioni in oggetto e senza un preventivo confronto con la persona interessata, anche tramite lo scrivente studio legale.

Enrico Saracini

Avvocato

Gentile avvocato, la fonte dell'informazione che lei contesta è un atto ufficiale del Vaticano, la rogatoria inviata presso la procura di Roma dove viene citato il suo assistito. Si tratta di indagini che i promotori di giustizia vaticani stanno portando avanti. Oltre a questa precisazione mi sento in dovere di avvertirla che non è chiaro a quale giornale stia chiedendo la rettifica. È inviata alla Verità, si parla del mio articolo nel titolo, ma in fondo al testo lei scrive che la diffida è rivolta al direttore dell'Espresso, Marco Damilano, e parla del signor Massimiliano Coccia, persone che non ho mai avuto modo di conoscere. Insomma chi sta diffidando?

A. Dar.

«Troppi luoghi comuni sugli allevamenti intensivi. Gli animali sono curati e seguiti come astronauti»
iStock

I due professori universitari Riccardo Negrini e Paolo Ajmone Marsan smontano le fole: «Vivere in stalla dà benessere, ci sono ventilatori e nutrimenti. In futuro il consumo di carne aumenterà».

Riccardo Negrini insegna zootecnia generale, Paolo Ajmone Marsan è professore di miglioramento genetico animale. Entrambi lavorano all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza-Cremona e insieme hanno scritto Fabbricare carne. Tecnologia e allevamenti del futuro (Il Mulino) con l’obiettivo di smontare alcuni luoghi comuni sull’allevamento e il consumo di carne.

Continua a leggereRiduci
Luisa Corna: «Scrivo per i bimbi, ci danno il futuro»
Luisa Corna (Ansa)
La conduttrice e showgirl: «Ho inciso anche canzoni per i più piccoli, oggi c’è la tendenza di sentirli intonare pezzi per gli adulti ma ogni cosa deve avere il suo tempo. Noi donne siamo gelose? Soltanto per insicurezza».
Continua a leggereRiduci
«Macché giochi, i droni sono industria»
Nel riquadro l'amministratore delegato di Impianti Simone Lo Russo (iStock)
Nati come balocchi, oggi rappresentano un pilastro bellico. L’ad di Impianti Simone Lo Russo: «L’espansione va verso nuove frontiere in ambito civile per logistica e sicurezza. Ma servono delle regole all’avanguardia che nessuno scrive».
Oggi i droni richiamano due immagini opposte: da una parte le cronache dei conflitti, dove sono diventati strumenti decisivi sui campi di battaglia; dall’altra piccoli velivoli da utilizzare come gadget tecnologici. Tra queste due rappresentazioni, però, esiste una terza dimensione ancora poco compresa ma destinata a incidere profondamente sull’economia e sull’organizzazione dei trasporti moderni.
Continua a leggereRiduci
Il Tigray si riarma e l’Etiopia torna sull’orlo del baratro
Getty Images
Miliziani armati sarebbero tornati a reclutare giovani con la forza nella capitale regionale Mekelle. L’ex presidente nigeriano Obasanjo prova a salvare gli accordi di pace mentre crescono le tensioni con l’Eritrea e nelle altre regioni del Paese.

La pace in Etiopia, faticosamente raggiunta dopo due anni di guerra, sembra davvero appesa a un filo. Da alcuni giorni un gruppo secessionista del Fronte Popolare di Liberazione del Tigray (FPLT), il movimento che ha combattuto l’esercito federale, ma che aveva accettato la pace, ha deciso di riprendere le armi.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy