Cacciare la Turchia dalla Nato è impossibile, ma sarebbe giusto

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L'abilità del presidente turco Recep Tayyip Erdogan è senza dubbio quella di riuscire quasi sempre a tenere il piede in molte scarpe. Soprattutto quando si parla di Difesa e di armi. L'espulsione dal programma F-35 da parte degli Usa avvenuta nel luglio scorso è stato un colpo che pare aver fatto più rumore che danni, stante che la Turchia, con 335.000 militari in servizio, rimane il secondo esercito della Nato. Ma non soltanto: spende in armi 19 miliardi di dollari l'anno (settimo contribuente del Patto atlantico), ospita ancora 2.500 militari americani e cinquanta testate nucleari nella base di Incirlik.

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