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Buoni tata e più congedi: nebbia sugli aiuti ai genitori lasciati a piedi dalla scuola

Buoni tata e più congedi: nebbia sugli aiuti ai genitori lasciati a piedi dalla scuola
Elena Bonetti (Ansa)
Roberto Gualtieri stanzia 7,5 miliardi per famiglie e imprese, ma non si sa come verranno divisi: cruciale il nodo degli autonomi. La serrata può proseguire oltre il 15 marzo.
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Con i 120 euro al giorno che diamo alle coop per gestire oltre 17.000 minori stranieri, potremmo davvero fare integrazione. Eppure, la maggior parte di loro (che spesso mentono sull’età) finisce a delinquere.

Sono 17.504 i minori stranieri non accompagnati presenti in Italia, sono quasi tutti maschi e il 74% di loro ha più di 16 anni. Sono arrivati da soli e illegalmente nel nostro Paese, certamente hanno un passato non facile, ma ora che sono parcheggiati nelle strutture di accoglienza gestite dalle solite cooperative, a tutto sembrano pensare fuorché a costruirsi un futuro onesto.

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Meglio punire che curare per finta
Nel riquadro Abanoub Youssef (a destra), ucciso dal compagno di scuola Zouhair Atis (a sinistra). Sullo sfondo l'ingresso dell'Istituto professionale Domenico Chiodo di La Spezia (Ansa)
  • Distrutte patria (a mezzo immigrazione), istruzione e famiglia, i progressisti invocano rimedi sociologici al disagio dei giovani. Cui dovremmo far riscoprire sanzioni e autorità.
  • «Zero risarcimenti a chi delinque». Questa è la legge che può tutelare. Un aggressore deve essere consapevole dei rischi che corre se ci difendiamo.

Lo speciale contiene due articoli.

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Mai dire Blackout | L’accesso all’energia frena i data center

Svezia, frena il green. Data center, chi paga l’energia? Il ritorno dell’uranio. Petrolio giù, Permiano in difficoltà. La Cina stringe la morsa sul ferro.

Un marocchino ben integrato massacra a morte un pensionato
Nel riquadro, la vittima Mauro Sbetta (IStock)

Un 68enne in provincia di Trento fa entrare in casa un immigrato residente da 30 anni in zona, dove lavora come operaio. Bevono qualcosa, poi scatta la furia omicida quando non ottiene i soldi che aveva chiesto.

Gli ha aperto la porta della villetta su due piani con giardino che aveva ereditato dal padre e in cui viveva da solo in via Marconi, nella piccolissima frazione di Strigno, a Castel Ivano, località trentina che era meta ottocentesca della borghesia austriaca. Una casa defilata, l’ultima del paese, affacciata sulla provinciale. Lo ha fatto accomodare e insieme hanno bevuto qualche birra.

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