
Saipem distribuisce bonus ai dirigenti
Mentre il Titanic Saipem si inabissava sempre più, con perdite anno su anno, sulla tolda di comando si è continuato a festeggiare a pioggia di bonus. I dati del 2021, l’anno nero della perdita per 2,4 miliardi di euro, non sono ancora disponibili, ma i bonus non sono mai mancati.
Nel 2020 l’amministratore delegato Stefano Cao ha incassato 565 mila euro di bonus oltre al fisso da 1 milione di euro. L’anno prima il bonus riconosciuto a Cao è stato di 1,1 milioni più il fisso da 1 milione. E nel 2018 altro bonus da 491 mila euro. Insieme con l’amministratore delegato anche i principali dirigenti strategici del gruppo Saipem hanno continuato a incamerare bonus per oltre 5 milioni di euro nel periodo 2018-2020.
Vedremo se nel bilancio 2021, che verrà approvato a maggio e che conterrà la relazione sulla remunerazione dei vertici, saranno stati riconosciuti bonus.
«Fabbrica del futuro? Più veloce, connessa e sostenibile: la sfida della logistica e delle reti digitali»
Georg Gufler, Chief Executive Officer di Doppelmayr Italia; Fulvio Giuliani, giornalista e responsabile comunicazione di Interporto Rivers; e Stefano Paggi, Chief Technology & Operation Officer di FiberCop, insieme al vicedirettore de La Verità Giuliano Zulin che ha moderato il panel. Sono i protagonisti del confronto La fabbrica del futuro, andato in scena al «Giorno della Verità», dedicato alla sfida della competitività nella rivoluzione digitale italiana.
Al centro del dibattito l’idea di una fabbrica del futuro più veloce, connessa e integrata tra sistemi di trasporto, logistica e infrastrutture digitali. Un modello in cui, è stato sottolineato, la circolazione delle merci e delle informazioni diventa elemento decisivo di sviluppo.
Gufler ha descritto la mobilità come una sfida centrale per lo sviluppo sostenibile dei territori, illustrando l’attività di Doppelmayr Italia, società attiva da oltre 130 anni e con più di 600 installazioni realizzate in Italia tra impianti turistici e urbani. Tra i punti chiave del suo intervento, il ruolo dei sistemi a fune come soluzione complementare alle infrastrutture tradizionali, con tempi di realizzazione più rapidi e costi inferiori rispetto ad altre opere, oltre a benefici in termini di impatto ambientale e consumo di suolo.
Nel panel è stato inoltre citato un progetto realizzato a Parigi, con cinque stazioni collegate alla rete metropolitana e ferroviaria, che avrebbe consentito una riduzione dei tempi di percorrenza di circa 22 minuti.
Ampio spazio anche alla digitalizzazione delle infrastrutture. Paggi ha richiamato il ruolo di FiberCop e l’obiettivo di estendere la connessione veloce a circa 20 milioni di unità tra famiglie e imprese, sottolineando la centralità della rete come infrastruttura strategica per la competitività del Paese.
Sul fronte logistico, Giuliani ha illustrato il ruolo degli interporti come nodi fondamentali per lo smistamento delle merci. In Italia ne esistono circa trenta, ha ricordato, e rappresentano una componente ancora poco conosciuta ma strategica della catena logistica nazionale. L’interporto di Marghera è stato indicato come esempio di crescita recente, con oltre un milione e mezzo di tonnellate movimentate nell’anno.
Nel dibattito è emersa anche la necessità di rafforzare il trasporto intermodale e le connessioni con i traffici marittimi e le direttrici europee, così come la possibilità di utilizzare sistemi innovativi anche per il cosiddetto «ultimo miglio» urbano.
Infine, è stato affrontato il tema delle tecnologie avanzate, dall’intelligenza artificiale alla crittografia quantistica, considerate strumenti destinati a incidere sia sull’elaborazione dei dati sia sulla sicurezza delle reti digitali.
In chiusura, una riflessione sul bisogno di accelerare il cambiamento infrastrutturale e produttivo del Paese, tra investimenti, innovazione e superamento delle resistenze alla trasformazione.
L’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, al Giorno della Verità, annuncia il piano per ridurre l’impatto dei cantieri nei periodi di maggiore traffico e rilancia sulla digitalizzazione della rete: «L’80% delle transazioni è già elettronico, possibile superare le barriere ai caselli».
Con l'avvento dell'estate e gli italiani che lasciano le città per recarsi in villeggiatura in mare o in montagna, il tema dell'innovazione dell'apparato autostradale diventa imprescindibile. Che succederà quest'estate sulle autostrade? Per questo, in occasione de Il giorno della Verità, il direttore Maurizio Belpietro ha dialogato con l'amministratore delegato di Autostrade per l'Italia Arrigo Emilio Giana proprio sulla necessità di dare il giusto peso a questo tema troppo spesso sottovalutato.
L'idea per l'estate 2026, spiega innanzitutto Giana, è quella di «togliere i cantieri e le attività di manutenzione più impattanti per minimizzare l'impatto turistico, fondamentale per l'economia del Paese». Autostrade per l'Italia ha una quantità di cantieri davvero straordinaria, che hanno l'obiettivo di mettere in sicurezza le autostrade, ma che purtroppo minano spesso la viabilità. Eppure, dice Giana, questo sarebbe dovuto al fatto che gestisce la rete «più complessa e vecchia in assoluto. Basti pensare» afferma con orgoglio «che prima autostrada del mondo (risalente al 1924) è la Milano-Laghi, e che l'Autostrada del Sole (che collega Milano e Napoli) è stata costruita in appena 8 anni».
«Un tempo si pensava che le infrastrutture autostradali fossero pressoché eterne», sostiene l'Ad di Autostrade per l'Italia. «Oggi abbiamo scoperto che non lo sono, che abbiamo bisogno di rigenerarle. Consideriamo che l'80% degli impiegati nel settore manifatturiero vive e lavora nel raggio di 20 km da un impianto autostradale: significa che l'economia e la ricchezza si generano proprio attorno a queste reti».
Per ridurre inoltre l'impatto sugli utenti delle autostrade, Giana sottolinea ad esempio che «stiamo cercando di concentrare le attività più impattanti nelle fasce notturne».
Belpietro introduce poi un altro dei temi centrali del dialogo: quello della necessità di innovazione tecnologica e della digitalizzazione delle autostrade. «Ci stiamo arrivando, oggi l'80% delle transazioni sono digitali (per esempio Telepass), e questo non implica lo stop al casello. Potrebbe addirittura essere abolita la barriera, è uno dei fattori tecnologici che portiamo avanti. La digitalizzazione consente un innovamento anche sui flussi di traffico, la possibilità di informare ex ante i clienti su criticità e sicurezza delle infrastrutture, al fine di compiere interventi mirati ed essere più efficaci negli interventi».
L'attenzione si sposta successivamente su una possibile abolizione dei caselli autostradali: «Le code nelle corsie che si pagano in contanti sono davvero inspiegabili. Ma noi saremmo in grado di garantirne uno smaltimento grazie a modalità di pagamento alternative: speriamo che i consumatori virino su questi nuovi sistemi, anche se non spetta a noi definirlo. Purtroppo, si tratta di abitudini difficili da sradicare».
Giorgetti: «Superbonus? Truffe per 10 miliardi e un conto da 195. Possibile chiusura della procedura d’infrazione»
Al «Giorno della Verità» il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è intervenuto su Superbonus, Pnrr e debito pubblico, soffermandosi sull’impatto delle misure dell’epoca Covid, sulla natura dei prestiti europei e sullo spread. Nel suo intervento anche un passaggio sulla possibile chiusura della procedura d’infrazione, oltre al richiamo alla fase successiva agli acquisti straordinari di titoli da parte della Bce, ai tassi e all’inflazione legata al contesto geopolitico, e un riferimento alla Lega.
Nessun attrito con il ministro della Difesa Guido Crosetto sul tema dei fondi per il comparto militare. Lo ha chiarito il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti intervenendo al «Giorno della Verità», rispondendo a una domanda sulle presunte tensioni interne al governo.
«Il mestiere del ministro dell’Economia è vedere che tutti i ministri, legittimamente, chiedono stanziamenti e finanziamenti, e chi deve quadrare il bilancio deve utilizzare in modo saggio e opportuno le risorse», ha spiegato Giorgetti, sottolineando come non vi sia «nessun conflitto in particolare».
Nel suo intervento il titolare del Mef ha richiamato anche il contesto internazionale e gli impegni dell’Italia, che hanno inciso sulle scelte di bilancio e sul confronto con le istituzioni europee. In questo quadro, ha ricordato, si è sviluppato un negoziato con la Commissione Ue, che avrebbe recepito le richieste italiane legate alla gestione della spesa e alla considerazione di alcuni capitoli come parte del più ampio concetto di sicurezza nazionale.
Giorgetti ha insistito sulla necessità di una gestione «saggia» delle risorse pubbliche, soprattutto in una fase in cui le richieste di spesa aumentano in diversi settori e i margini di bilancio restano limitati.
Ampio spazio anche al tema dei conti pubblici e del debito, con riferimento alle dinamiche legate alle revisioni statistiche e agli effetti delle politiche fiscali adottate negli ultimi anni. Il ministro ha ricordato come alcuni dati siano ancora provvisori e soggetti a revisione da parte di Istat ed Eurostat, con una definizione attesa nei prossimi mesi.
Nel corso del dialogo è emersa anche la questione del Superbonus, richiamato da Giorgetti come esempio di misura che ha avuto un impatto rilevante sui conti pubblici e che ha richiesto successivi interventi correttivi. Una scelta che, nelle sue parole, si inserisce nel contesto delle decisioni prese in fase emergenziale e poi ritarate dai governi successivi.
Più in generale, il ministro ha ribadito l’esigenza di tenere insieme crescita, sostenibilità del debito e rispetto dei vincoli europei, in un quadro che resta complesso e condizionato da variabili economiche e geopolitiche. Le previsioni, ha osservato, dipendono infatti da molteplici fattori e possono cambiare in base all’evoluzione dello scenario internazionale.













