- Tutti i partiti contro il divieto europeo che paralizzerà il Nord. La Lega: «A partire da Salvini, siamo al lavoro a ogni livello».
- Levata di scudi in reazione al blocco: «Metterà in ginocchio camionisti e piccole ditte».
Lo speciale contiene due articoli.
L’allarme lanciato ieri dalla Verità sull’imminente stop alla circolazione delle autovetture Euro 5 dal prossimo ottobre in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna scuote dal torpore le forze politiche di maggioranza, che promettono interventi. A partire dal Carroccio, che ha diffuso una nota combattiva: «Come già ribadito, la Lega è impegnata a livello locale e nazionale (a partire dal vicepremier e ministro Matteo Salvini) per scongiurare il blocco dei diesel Euro 5 previsto nei prossimi mesi in alcune regioni». «Siamo al lavoro», aveva detto l’altro ieri Salvini, «per fermare il blocco delle auto con motore Euro 5. È una delle follie della Commissione Von der Leyen, che ha approvato quella fesseria economico-industriale che si chiama Green deal. La strada è un emendamento al decreto Infrastrutture».
Come abbiamo scritto ieri, dal 1° ottobre e fino al 15 aprile nel Nord Italia scatterà il divieto di circolazione dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30 (con alcune variazioni di orario in certe regioni) per le auto Euro 5 alimentate a gasolio, costruite tra 2011 e il 2015, che non potranno circolare nei Comuni al di sopra del 30.000 abitanti. Alla prima infrazione la multa sarà di 168 euro; in caso di recidiva in due anni, si pagheranno altri 168 euro con la sospensione della patente da 15 a 30 giorni. In Veneto il blocco parte il 20 ottobre nelle fasce orarie dei giorni lavorativi dalle 8 alle 18 fino al 15 aprile. In tutto rischiano lo stop 7.609.000 veicoli.
Manco a dirlo, le Regioni applicano una direttiva europea, recepita dal governo guidato da Giorgia Meloni, con tanti saluti ai proclami sul «cancelleremo i deliri del Green deal!», con la variante «Ursula von der Leyen ha deciso di cambiare rotta». Come dicevamo, il nostro articolo pubblicato ieri ha smosso le acque e il centrodestra si è mobilitato. «Noi vogliamo rivedere dalle fondamenta», dice alla Verità il capogruppo al Senato di Forza Italia, Maurizio Gasparri, «le folli regole europee sulla transizione ecologica. Riteniamo in particolare che si debbano riconsiderare le tempistiche: vanno riviste tutte, non solo quelle che riguardano come in questo caso Piemonte, Lombardia, Veneto e Emilia Romagna». Da un capogruppo all’altro, anche il leader dei senatori della Lega, Massimiliano Romeo, illustra alla Verità il suo punto di vista: «Chiediamo al governo un piano di investimenti forti, un programma strutturale, per migliorare la situazione dell’inquinamento nel bacino padano, dove si sa benissimo che la circolazione dell’aria è più difficoltosa. Chiediamo che si prendano misure alternative, perché non si può andare a penalizzare in maniera così pesante chi non ha i soldi per acquistare un’auto più nuova». Una proposta concreta arriva anche da Tullio Ferrante, sottosegretario ai Trasporti e alle Infrastrutture di Forza Italia: «Il tema della sostenibilità», dice, «richiede un approccio pragmatico, in grado di coniugare le esigenze di salvaguardia ambientale con la tutela del tessuto economico. Lo stop per i veicoli Euro 5 avrebbe un impatto inaccettabile per i cittadini, per questo è necessario adottare una soluzione in grado di evitare il blocco alla circolazione degli stessi veicoli già in sede di conversione del decreto Infrastrutture. Occorrerà poi lavorare anche per cambiare il Green deal, frutto di una visione dogmatica che non combatte il cambiamento climatico ma affossa l’economia reale. Come ha ribadito il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, la decisione di imporre il passaggio all’auto elettrica nel 2035 va rivista. L’impegno di Forza Italia sarà massimo per fissare obiettivi realizzabili e non meramente ideologici che penalizzano in maniera sconsiderata milioni di persone».
La Lega si muove in Regione Lombardia: «Non possiamo essere i soli in Europa», sottolinea l’assessore regionale all’Ambiente Giorgio Maione, «con un blocco che coinvolgerebbe più di mezzo milione di veicoli. Bisogna riaprire la discussione con Bruxelles e Roma per trovare più risorse e soluzioni condivise». Ieri il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato una mozione sull’argomento che ha come primo firmatario il capogruppo della Lega Alessandro Corbetta: «La Lombardia decide di non piegarsi alle euro follie sull’ambiente imposte da Bruxelles», commenta Corbetta, «e chiede al governo di annullare il blocco Euro 5 diesel in Pianura Padana che colpisce lavoratori, pensionati e studenti. Vanno sospese e rinviate le limitazioni ai diesel Euro 5 e trovate soluzioni alternative che tengano in considerazione le caratteristiche geografiche, economiche e sociali della Pianura Padana». La mozione approvata ieri «impegna il presidente e la giunta regionale a chiedere al governo italiano l’istituzione di un tavolo tecnico/politico composto dalle Regioni aderenti all’Accordo di bacino padano e al ministero dell’Ambiente che, in tempi rapidi, concordi e definisca, anche sulla base delle migliori tecnologie oggi disponibile e con l’obiettivo di un costante incremento della qualità dell’aria, soluzioni alternative al blocco strutturale dei veicoli N1, N2 e N3 alimentati a diesel di categoria Euro 5».
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