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Così i big della finanza giocano la partita Quirinale

Così i big della finanza giocano la partita Quirinale
Francesco Gaetano Caltagirone, Leonardo Del Vecchio e Giuseppe Guzzetti (Ansa)
Anche i «vecchietti arzilli» del capitalismo italiano seguono la partita per il nuovo presidente. Ed esprimono i loro «voti». Da Giuseppe Guzzetti a Francesco Gaetano Caltagirone a Leonardo Del Vecchio, faro puntato sulle manovre per il Colle.
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Il rapporto Eurispes mostra un Paese angosciato dai risvolti economici futuri, mentre già oltre sei cittadini su dieci fan fatica a far quadrare i conti tra bollette, mutui e affitti. Forte fiducia verso il Colle, meno per le toghe.

Non sono né Vladimir Putin né i carri armati russi che scorrazzano per l’Europa a popolare gli incubi degli italiani. Semmai, più prosaicamente, ci sono la paura di impoverirsi, il terrore di affitti sempre più costosi, la rinuncia alla prevenzione medica.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 29 maggio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 29 maggio con Carlo Cambi

Lega e Fi litigano sull’allargamento Ue. Duello Fitto-Regioni sul caro energia
Antonio Tajani (Ansa)
L’eurocommissario: «Usare i fondi di coesione per le bollette». I governatori replicano: «Non sono un bancomat, già impiegati».

Chi pensa davvero che il centrodestra stia litigando sull’ingresso dell’Ucraina in Europa non ha ancora ben compreso i termini della questione: il processo di adesione è talmente lungo che i partiti di governo possono tranquillamente permettersi di offrire agli elettori tutto il ventaglio di posizioni possibili e immaginabili, in vista delle elezioni politiche del prossimo anno.

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Iran-Usa: stavolta l’accordo c’è ma nessuno lo firma per primo
Donald Trump (Ansa)
Raggiunta una bozza d’intesa: tregua di 60 giorni, riapertura di Hormuz, niente più blocco navale e trattativa sul nucleare (senza bomba). Manca però l’ok di Trump, che aspetta quello di Khamenei.

Resta preda delle incognite il processo diplomatico tra Washington e Teheran. Ieri, Axios ha riferito che i due contendenti avrebbero raggiunto finalmente un accordo, ma che Donald Trump non avrebbe ancora dato la propria approvazione. Una rivelazione, questa, che è stata confermata in serata dalla Casa Bianca.

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