Beni rifugio, quando i vini di pregio fanno meglio di arte e gioielli

I vini di pregio sono un bene rifugio
Non c’è solo l’oro: tra i “beni rifugio” ricercati dagli investitori durante i periodi di incertezza economico-finanziaria per diversificare il proprio portfolio e proteggersi dall’inflazione spicca il mercato dei vini di pregio. Ed è quello che si sta registrando in questo tornante, tra crisi pandemica non ancora superata e venti di guerra. Ad essere attirati non sono solo collezionisti e appassionati ma anche chi è in cerca di rendimenti e vuol proteggere i risparmi dall’aumento dei prezzi.
«Il potenziale degli investimenti in vino risiede nella sua capacità di emulare altri asset finanziari. Come l’oro, il vino è un bene rifugio e rappresenta un’efficace protezione contro l’inflazione. I vini pregiati possono anche essere paragonati a proprietà immobiliari o azioni blue chip, che hanno il potenziale di raddoppiare o triplicare il loro valore in 10 o più anni», spiega Justin Knock MW, Director of Wine di Oeno Group.Si tratta di un mercato in forte e costante espansione, che porta gli investitori a “sfidarsi” per aggiudicarsi le bottiglie più pregiate, rare e difficili da ottenere, e intuire in anticipo su quali vini e cantine emergenti puntare, scommettendo su un potenziale ancora da esprimere in termini di qualità e rendita, così da massimizzare gli investimenti e ampliare gli asset disponibili.
E sono proprio questi gli obiettivi di Oeno Group, leader nel settore degli investimenti in fine wine. Fondato a Londra nel 2015, in Italia il gruppo è presente con un team di professionisti internazionali, che comprende, tra gli altri, ben tre Master of Wine: Gabriele Gorelli MW, primo e unico Master of Wine italiano e Brand Ambassador del Gruppo in Italia, Almudena Alberca MW, prima donna spagnola a diventare Master of Wine, e Justin Knock MW, Director of Wine di Oeno Group.Il prezzo medio del fine wine è cresciuto del 13% solo nella prima metà del 2021 - come certificato dal Knight Frank’s luxury investment index - ponendo questo segmento al primo posto nell’industria degli investimenti di lusso. Il settore dal 2005 ha registrato una crescita del 198%. Due delle caratteristiche del vino pregiato sono la sua capacità di migliorare nel tempo, combinata al fattore “consumo”.
Con il trascorrere degli anni, gli esemplari di una specifica etichetta diventano sempre meno: ciò aumenta la rarità del bene che, parallelamente all’invecchiamento, ne accrescono la desiderabilità. Questo trend positivo è confermato anche dal fatto che negli ultimi 15 anni l’indice Liv-ex su 1000 vini pregiati ha registrato una crescita del 13,6%, superando il 7,8% del Dow Jones S&P 500 (esclusi i dividendi). Anche il bilancio annuale di UniCredit conferma una buona performance del settore, che ha “sovraperformato” il 98% di tutti i mercati finanziari. Se confrontato direttamente con altri asset alternativi, il vino pregiato ha ottenuto una crescita del 231% negli ultimi 10 anni, rispetto al 113% per l’arte o al 142% per i gioielli.
Secondo i parametri di Oeno Group, le prospettive di un ipotetico investimento di una somma di 50.000 dollari nel medio termine, con una prospettiva di 5 anni, vedono un ritorno di più del doppio del capitale: 118.817 dollari. Se il capitale iniziale viene raddoppiato, arrivando a 100.000 dollari, il ritorno potenziale raggiunge i 237.634 dollari. Se su scommette sul lungo periodo, quindi 15 anni, le prospettive di guadagno aumentano: con un investimento di 50.000 dollari si avrebbe potenzialmente un ritorno di 670.061 dollari.
Dieci persone sono state condannate per aver pubblicato o diffuso sui social network e contenuti insultanti o che insinuavano dubbi sull’identità sessuale della première dame, Brigitte Macron. È stata sanzionata anche la pubblicazione e la condivisione su internet di rumor sulla differenza di età tra la moglie di Macron e il presidente transalpino (Emmanuel Macron è nato il 21 dicembre 1977, sua moglie il 13 aprile 1953). Le condanne emesse dal tribunale di Parigi sono comprese tra i quattro e gli otto mesi di carcere con la condizionale. Un condannato ha invece riportato una pena carceraria di sei mesi, senza misure alternative. Previsto anche il pagamento dei danni e degli interessi. Come indicato dal presidente del tribunale, Thierry Donnard, i prevenuti avevano la «volontà di nuocere la querelante» usando «termini malevoli, degradanti e insultanti» sulla «presunta pedocriminalità» della signora Macron. I giudici hanno anche ritenuto che gli insulti e le affermazioni dirette via internet alla moglie del leader transalpino «hanno avuto l’effetto di degradare le condizioni di vita di Brigitte Macron» e che «l’alterazione della sua salute fisica e mentale era effettiva».
Dei commenti malevoli nei confronti della first lady transalpina circolavano già poco tempo dopo la prima elezione di Emmanuel Macron all’Eliseo, nel 2017. Poi, nel 2021, su Youtube, è stato pubblicato un video che faceva insinuazioni nei confronti di Brigitte Macron. L’autrice del video, della durata di quattro ore, è Delphine J., conosciuta sui social con lo pseudonimo di Amandine Roy. Il video, successivamente cancellato, insinuava che Brigitte Macron non sarebbe mai esistita. Al suo posto ci sarebbe stato invece il fratello, Jean-Michel Trogneux. Sempre secondo queste illazioni, l’uomo avrebbe cambiato sesso e dato vita all’identità della première dame. Come riportato dalla tv pubblica France info, Delphine J. aveva dichiarato in un’udienza precedente che «in quanto donna anatomica» si era sentita «attaccata» dalla presunta identità transgender della moglie del presidente francese. Ieri, dopo la lettura della sentenza, la youtuber non ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti, ma ha preferito lasciar parlare una delle sue sostenitrici che ha dichiarato: «Siamo in un sistema monarchico».
Bertrand Scholler, presentato come «gallerista» da vari media transalpini, tra i quali Bfm tv e Le Monde, è stato condannato a sei mesi di carcere con la condizionale per un fotomontaggio di Brigitte Macron, realizzato nel 2024. La reazione del condannato non si è fatta attendere. Uscendo dall’aula del tribunale Scholler ha dichiarato che «se ciò che dite non piace» allora «sarete condannati. È un fatto del principe!». E ancora che «in Francia non si ha più il diritto di pensare!»
Delphine J. e Scholler erano i soli imputati presenti ieri in tribunale. Mancava invece Aurélien Poirson-Atlan, noto sui social come Zoé Sagan e ritenuto colpevole per aver pubblicato dei testi su X riguardanti la moglie del presidente francese. Nelle fasi precedenti del processo, ha ricordato ancora il canale pubblico, Poirson-Atlan aveva affermato che esisteva un «segreto di Stato scioccante» che implicava «una pedofilia tollerata dallo Stato».
Come Poirson-Atlan mancavano dall’aula anche tutti gli altri imputati. In primo luogo Jean-Christophe P., condannato a sei mesi di carcere «puri» anche in relazione alla sua assenza all’udienza. Un quasi omonimo, Jean-Christophe D., è stato invece condannato semplicemente a partecipare ad uno stage di sensibilizzazione sui comportamenti da tenere su internet. Quest’ultimo era stato l’unico a presentare delle scuse a Brigitte Macron. Gli altri imputati, che hanno ottenuto la condizionale, erano Christelle L., Philippe D., Jean-Luc M., Jérôme A. e Jérôme C.
Come ricordato da Le Monde, il processo conclusosi con la sentenza di ieri non ha riguardato il giornalista Xavier Poussard, il cui caso è stato separato perché risiede a Milano. Il quotidiano francese ha scritto che Poussard, autore del best seller Becoming Brigitte (che tradotto in italiano significa «diventando Brigitte») è «l’altro grande istigatore della fake news di portata mondiale» contro la première dame. Tra l’altro, alcuni dei condannati di ieri avevano ripreso delle pubblicazioni di Poussard. I media francesi hanno ricordato anche la denuncia presentata da Macron e dalla moglie negli Stati Uniti contro l’influencer americana Candace Owens.
Domenica sera, Brigitte Macron era intervenuta al tg della prima rete privata francese, Tf1, per parlare di un’iniziativa solidale. La conduttrice le ha però posto delle domande sul processo, alle quali la première dame ha risposto: «mi batto costantemente. Voglio aiutare gli adolescenti a battersi contro il bullismo». La moglie del presidente ha anche detto che nessuno «toccherà la mia genealogia» perché «con questo non si scherza».
Dimmi La Verità | Giampiero Zinzi (Lega): «Quella di Fico in Campania è una falsa partenza»
Ecco #DimmiLaVerità del 6 gennaio 2026. Il deputato della Lega Giampiero Zinzi commenta la falsa partenza di Fico in Campania tra incompatibilità e conflitti di interesse.
Aurora uccisa da un serial killer? Chi è il presunto strangolatore di Milano | Segreti - Ep. 21
In questa puntata di Segreti si ricostruisce il delitto di Aurora a Milano: un omicidio brutale, preceduto da aggressioni, segnali ignorati e una lunga scia di precedenti. Un’analisi che mette al centro il profilo dell’assassino, le falle del sistema e una domanda che resta aperta: come è stato possibile che un soggetto così pericoloso fosse ancora libero di colpire?














