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Benedetto Ratzinger

Benedetto Ratzinger
Benedetto XVI (Marco Secchi/Getty Images)
Ha parlato poco, però quando lo ha fatto ha scolpito i concetti nella pietra. Impose trasparenza e rigore. Il suo percorso è stato disseminato di ostacoli, fino alla rinuncia al pontificato. Nato «come equilibrato progressista,» venne poi considerato un conservatore. Una nomea che non fu determinata dal suo cambiamento, ma da quello di teologi e prelati che hanno fatto di tutto per aggiornare la Chiesa in chiave moderna. Era un gigante del pensiero, sembrava avere un sesto senso nel capire l’evoluzione della società. Più volte mise in guardia il gregge dai pericoli del modernismo a tutti i costi. Gli fu impedito di fare un discorso alla Sapienza, macchia indelebile per l’ateneo.
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Alleanza tra vescovi, magistrati e Ong per far ripartire l’invasione di migranti
Luca Casarini (Ansa)
Complici i tribunali che continuano ad annullare i fermi alle navi, i taxi del mare riprendono con prepotenza a imporci gli sbarchi, forti del supporto della Cei. Il solito disegno che provoca morti e arrivi ingestibili.

Complici anche le gentilezze di alcuni tribunali che continuano da alcune settimane ad annullare i fermi disposti dalle autorità e a concedere risarcimenti agli attivisti, le Ong hanno ripreso le antiche e mai dimenticate abitudini. L’altro giorno la nave Aurora di Sea Watch ha recuperato 44 persone che si trovavano a bordo della piattaforma abbandonata Didon, tra la Libia e la Tunisia.

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Lo scarrafone trasformista mai più povero
Luigi Di Maio (Ansa)
Luigi Di Maio Re delle gaffe ed ex campione di proclami populisti, ha saputo «lisciare» il potente di turno per collezionare incarichi a 5 stelle. Un camaleonte sempre in poltrona anche se trombato dagli elettori, a cui diceva: «Se mi vedete a bordo di un’auto blu, linciatemi».

Cognome e nome: Di Maio Luigi. Attuale rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo Persico.

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In Germania i maschi devono chiedere il permesso allo Stato per lasciare il Paese
Friedrich Merz (Ansa)
La norma riguarda giovani e adulti in età militare. Il servizio rimane volontario, ma non sarebbe ostico renderlo obbligatorio.

Molti giovani uomini tedeschi hanno scoperto ieri che, per loro, lasciare il Paese non è più una decisione del tutto libera. Se il soggiorno all’estero supera una certa durata, infatti, servirà un’autorizzazione. Non si tratta di una misura amministrativa qualsiasi, ma dell’effetto di una legge che riporta al centro del dibattito pubblico una parola che Berlino aveva accantonato da oltre un decennio: leva.

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Ungheria al voto e riecco le «manovre russe»
Viktor Orbán (Ansa)
Con le elezioni alle porte, rispunta la tesi della manina di Mosca per aiutare Viktor Orbán. Insinuazioni rilanciate senza prove, diffuse da organi anti Fidesz e finanziati dall’Ue. L’esperto Thomas Fazi: «Sondaggi sfavorevoli al leader per delegittimarne un’eventuale vittoria».

Spie russe, agenti disturbatori. Una poderosa macchina di interferenza nel voto in Ungheria. Tutto manovrato dal Cremlino pronto a qualunque cosa pur di aiutare Viktor Orbán a vincere le elezioni del prossimo 12 aprile. La tesi rimbalza da settimane nelle redazioni e di titolone in titolone è già diventata un nuovo Russiagate. L’ultima chicca la offre un’indagine del Washington Post secondo cui i servizi segreti russi avrebbero addirittura suggerito agli ungheresi di inscenare un attentato a Orbán.

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