«Bella Ciao», l’inno alla paura della sinistra

«Bella Ciao», l’inno alla paura della sinistra
Ansa
I progetti di unità del centrodestra e il nuovo clima politico terrorizzano i «compagni», che prosperano solo se c'è conflitto sociale. Non esistono ragioni storiche per affiancare a «Fratelli d'Italia» un finto canto partigiano a 76 anni dalla caduta del fascismo.
  • Cinque anni fa in Lombardia e Veneto un plebiscito approvò i referendum. Si unì anche l’Emilia Romagna. Ora la legislatura è agli sgoccioli. E i ministri di centrodestra non riescono a dare una risposta seria alle richieste dei cittadini.
  • «Salvini doveva metterci la faccia. Ora siamo su un binario morto». Paolo Franco, l'ex senatore leghista responsabile dei Comitati veneti: «Il progetto è rimasto lettera morta già dal governo Conte 1. Il testo presentato dalla Gelmini è annacquato e incostituzionale. C’è imbarazzo tra i governatori».
  • «La legge va approvata in fretta. Dopo non si può tornare indietro». L’assessore lombardo Stefano Bruno Galli: «Chiediamo poteri simili agli enti locali con Statuto speciale».

Lo speciale comprende tre articoli.

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