Il Bayesian svela il doppiopesismo dei giudici
Lo yacht Bayesian (Ansa). Nel riquadro il capitano James Cutfield
Il capitano dello yacht, indagato per la morte di sette persone, resta libero. Per i magistrati non c’è pericolo di fuga nonostante sia neozelandese e viva in Spagna. Mentre Giovanni Toti, per un’inchiesta sui fondi elettorali, è finito agli arresti finché non si è dimesso.

Strana la magistratura. Prima difende il principio che se uno è indagato, quando ricorra il pericolo di fuga o di inquinamento delle prove, va messo in galera, anche se è accusato di aver intascato, dichiarandole, poche decine di migliaia di euro. Poi, di fronte a un tizio che è accusato di aver fatto colpevolmente morire sette persone, lo lascia in libertà, libero di espatriare e, nel caso, di sottrarsi alle indagini. Capisco che, con la storia dell’autonomia e dell’indipendenza dei magistrati, ogni pm è giudice di sé stesso e nessuno può dirgli cosa fare. Tuttavia, la vicenda del Bayesian, la barca super lusso affondata in Sicilia con parte dei suoi passeggeri, appare incredibile e contribuisce a consolidare, in quella metà degli italiani che guarda con sospetto l’azione delle toghe, il convincimento che spesso i pm agiscano con intenti politici.

Provate a mettere a confronto il caso di Giovanni Toti, governatore della Liguria, con quello di James Cutfield. Il primo è stato messo ai domiciliari per tre mesi con l’accusa di essersi fatto finanziare le campagne elettorali da un imprenditore portuale al quale avrebbe concesso favori. Da scoprire non c’era nulla, perché i soldi erano regolarmente registrati dal comitato elettorale dello stesso Toti e i pagamenti erano avvenuti con regolari bonifici. C’era poco da indagare pure sui rapporti fra il governatore e l’imprenditore, in quanto i colloqui tra i due erano stati registrati per mesi, se non per anni. Tuttavia, con la scusa del pericolo di fuga, di reiterazione del reato e inquinamento delle prove, il presidente ligure è stato ristretto in casa sua fino a che si è dimesso, dando via libera a nuove elezioni.

Nel caso di Cutfield, capitano di lungo corso, invece che a 75.000 euro di contributo elettorale, siamo di fronte a sette cadaveri e a un mistero piuttosto fitto. Nonostante ufficialmente a far andare a fondo la barca sia stata una improvvisa tempesta, diversi esperti sostengono che a causare il disastro sia stata l’azione del capitano il quale, invece di mettere in atto alcune manovre per evitare che lo yacht fosse esposto al vento, se ne sarebbe stato tranquillo a dormire, lasciando l’imbarcazione in rada con l’ancora gettata e i portelloni aperti. Così che, appena la burrasca è cominciata, l’acqua ha inondato la sala macchine e reso ingovernabile il vascello. Di qui l’indagine con l’accusa a lui e ai suoi vice di disastro e omicidio colposo, reati gravi, per cui il codice penale prevede pene pesanti, che sommate possono arrivare anche a dieci anni di carcere. Certo, Cutfield non rischia di reiterare il reato, visto che il Bayesian è in fondo al mare e che, molto probabilmente, per un po’ nessuno lo incaricherà di condurre altri yacht. Ma il resto, l’inquinamento delle prove (potrebbe parlare con altri membri dell’equipaggio) e il pericolo di fuga, cioè espatriare per raggiungere la Nuova Zelanda, Paese dove è nato, o la Spagna, Paese in cui vive, oppure un posto dove non esista un trattato di estradizione con l’Italia, queste sono circostanze possibili. Eppure i magistrati si sono guardati bene dal disporre gli arresti o anche solo dal ritirargli il passaporto, forse convinti dalle lacrime versate da colui che qualcuno ha ribattezzato il nuovo Schettino. Un po’ come è successo con Giacomo Bozzoli, l’imprenditore condannato per aver bruciato lo zio nel forno della sua fabbrica, i pm non si esprimono nei confronti dell’indagato, applicando fino in fondo la Costituzione, che considera innocente chiunque fino a quando non sia intervenuta una sentenza definitiva che dica il contrario.

Tuttavia, se sei un politico questa presunzione di innocenza non funziona. Se sei sospettato di aver incassato dei soldi, anche se li hai dichiarati ufficialmente, devi essere arrestato, perché sei un pericolo pubblico. Se invece sei accusato di aver contribuito con il tuo comportamento a far affogare sette persone, dandotela a gambe appena il mare si è fatto grosso, allora puoi stare tranquillo fino a quando, fra cinque o dieci anni, il processo a tuo carico sarà concluso. Sempre ovviamente che un processo ci sia.

E poi si chiedono perché solo una minoranza di italiani ha fiducia nella magistratura.

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