Basta virologi in tv, tornino a lavorare in corsia

Lo ammetto: non sopporto più i virologi. Passano la maggior parte del loro tempo in tv a sostenere le loro tesi come se fossero dogmi, salvo poi smentirle di lì a qualche giorno. Ovviamente con la stessa perentorietà con cui in precedenza avevano sentenziato il contrario. Prendo ad esempio Massimo Galli, infettivologo in servizio presso l'ospedale Sacco di Milano, noto per le sue apparizioni in camice bianco a sottolineare con un abbigliamento da corsia la propria autorevolezza di primario: uno che per sua stessa ammissione concede 7-8 interviste al giorno.

Ansa
Con «Anna», Niccolò Ammaniti racconta su Sky un virus che stermina gli adulti e lascia il mondo in mano ai bimbi. La chiave è il passaggio di contenuti e speranze dai genitori ai figli, ma echeggia pericolosamente (per l'audience) il moralismo dell'«andrà tutto bene»
Nel libro di Paolo Nori su Dostoevskij, le parole con cui l'autore di «Delitto e castigo» si sdebita con la tata del suo «collega»
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