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2023-12-25
L’unica sostenibilità si fa con il pranzo di Natale bis
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Partiamo proprio dal purè che id solito accompagna lo zampone e il cotechino. Ci si possono fare dee crocchette: basta rinforzarlo con un uovo, formare le crocchette, passarle nel pangrattato, in un altro uovo sbattuto e friggerle. Il purè può esser anche la base di ottimi gnocchi: si impasta con la farina e si formano gli gnocchetti. Da condire come? Oh bella, ma con lo zampone e il cotechino avanzati. Basta sbriciolarli in una padelli dove metteremo della salvia a ad aromatizzare del burro che si fonde aggiungere la granella di salame da pentola, con questo sughetto condire gli gnocchi e in tavola va un ottimo primo piatto di recupero. Se è avanzato tanto pane si possono percorrere diverse strade: la prima è la più comoda è di scaldarlo in forno farlo diventare croccante poi passarlo al mixer ed avere così una bella scorta di pangrattato. Ci si possono fare però degli ottimi crostini, o ancora se è davvero tanto una classica pappa al pomodoro. Serve un mezzo chilo di pomodori ben maturi, ma vanno bene anche dei pelati, il pane raffermo, un paio dispicchi d’aglio, del pepe, del basilico, un po’ d’olio extravergine, e un litro di brodo vegetale. Ma si è avanzato quello die tortellini basta filtrarlo, allungarlo con un po’ acqua e va bene anche quello. Non si fa altro che mettere in pentola l’olio extravergine con l’aglio, farci saltare il pane spezzato, aggiungere i pomodori e allungare col brodo aspettando che tutto sobbolla. Poi si porta a cottura facendo in modo che il pane si sfaldi. Dovrebbe diventare una crema da servire col basilico, il pepe, un altro giro d’extravergine a freddo e se piace del Pecorino grattugiato.
E se sonno avanzati i tortellini, peraltro rara avis? Niente paura: si può fare un piatto ricchissimo, e buonissimo. Certo attenzione alle quantità di pasticcio di tortellini – ma è un ottimo modo anche per riciclare le tagliatelle – ché il piatto è robusto. Servono due confezione di pasta brisè, farina, burro, Parmigiano Reggiano, noce moscata e latte per fare la besciamella, se ce li avete quattro o cinque cucchiai di piselli surgelati, del prosciutto cotto, ma anche i salumi avanzati dal pranzo di Natale che si possono tritare e volendo un po’ di funghi secchi. Si fa per prima cosa la besciamella, poi in n tegamino si scalda un po’ di burro e una mezza cipolla tagliata finissima che va fatta imbiondire a cui si aggiungono i piselli e i funghi fatti rinvenire. Quando sono cotti si aggiunge il prosciutto cotto o i salumi tritati. In una ciotola si condiscono con questo sugo e la besciamella i tortellini avanzati. Si sistema il primo impasto di pasta brisè in una corona da forno rivestita di carta forno, si farcisce con i tortellini che vengono chiusi a scrigno con il secondo impasto di brisè che avremo cura di pennellare con un rosso d’uovo e si manda tutto in forno a 180 gradi per il tempo necessario a dorare la pasta brisè. Se è avanzato il lesso ‘occasione è ghiotta. La prima opzione è farci una francesina. Ci vogliono delle cipolle, delle foglie di alloro, olio extravergine di oliva, un po’ di brodo un paio di pelati, sale e pepe. Si affettano finemente le cipolle che si mettono a imbiondire nell’olio con l’alloro, si aggiunge il lesso u po’ spezzettato, i pelati e un mestolo di brodo. Si aggiusta di sale e di pepe e quando il brodo è ritirato si serve. Mescolando bollito macinato e puré di patate avanzate, rinforzando con un rosso d’uovo e rinvigorendo con un battuto di prezzemolo si possono fare ottime polpette da friggere.
Sempre col lesso sfilettato si può fare un’insalata con i finocchi tagliati a lamelle, qualche oliva e tanto pepe, oppure si può passare il lesso fatto a fette in padella con aglio, salvia, olio extravergine e alla fine un po’ di succo di limone. Se vi è avanzato del pollo si può fare una cosa buonissima e molto elegante. Private della pelle il pollo, sfilacciatelo e poi fate un’insalata russa bollendo carota, patata, fagiolini tagliati a dadini piccoli. Una volta freddate le verdure si aggiunge maionese quanto basta, il pollo (che può essere sostituito anche dal pesce avanzato, meglio se lesso) volendo qualche semino di senape, si dà forma all’insalata russa in uno stampo a corona e si guarnisce con qualche chicco di melagrana. Se invece è sono avanzati spaghetti o tagliatele basta aggiungere delle uova e fare una gustosissima frittata di pasta alla napoletana, con il risotto (dipende condito come) si può fare il riso al salto cioè compattato in padella con una sorta di frittura nel burro e aggiunta di Grana Padano grattugiato, si possono fare degli arancini o arancine magari con cuore filante aggiungendo all’interno pezzetti di mozzarella, oppure una corona di riso semplicemente rinvenendo il riso con un po’ di burro e foraggio e infornandolo. Ma si può dare una seconda opportunità anche a panettone e pandoro. Col panettone sbriciolato e tostato in padella si possono fare le briciole per condire la pasta semplicemente passata nel burro, si possono fare dei toast dolce salati da farcire con dei paté, si possono fare le basi per delle torte da farcire con la crema, si possono fare dei meravigliosi zuccotti semifreddi, o si può fare il panettone in carrozza. Esattamente come si fa con la mozzarella in carrozza ovviamente omettendo l’alice ma aggiungendo se piace il prosciutto cotto. Un ‘ide sfiziosa con il pandoro è quella di bagnarlo nel latte ottenendo una specie d’impasto da cui ricavare delle palline da infarinare, passare nell’uovo e friggere, ma si può usare il dolce di Verona, anche per assonanza regionale, come base per un ottimo tiramisù. Perché a Natale la festa, anche in cucina, continua.
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E ora che ne facciamo di tutto questo ben di Dio? È la domanda che, finito il Natale, riecheggia in tutte le case, in tutte le cucine d’Italia con gli avanzi che invadono ogni spazio. Si può fare tanto e di ottimo. Proviamo a declinare qualche piatto che offre una seconda vita a ciò che resta nel forno.Partiamo proprio dal purè che id solito accompagna lo zampone e il cotechino. Ci si possono fare dee crocchette: basta rinforzarlo con un uovo, formare le crocchette, passarle nel pangrattato, in un altro uovo sbattuto e friggerle. Il purè può esser anche la base di ottimi gnocchi: si impasta con la farina e si formano gli gnocchetti. Da condire come? Oh bella, ma con lo zampone e il cotechino avanzati. Basta sbriciolarli in una padelli dove metteremo della salvia a ad aromatizzare del burro che si fonde aggiungere la granella di salame da pentola, con questo sughetto condire gli gnocchi e in tavola va un ottimo primo piatto di recupero. Se è avanzato tanto pane si possono percorrere diverse strade: la prima è la più comoda è di scaldarlo in forno farlo diventare croccante poi passarlo al mixer ed avere così una bella scorta di pangrattato. Ci si possono fare però degli ottimi crostini, o ancora se è davvero tanto una classica pappa al pomodoro. Serve un mezzo chilo di pomodori ben maturi, ma vanno bene anche dei pelati, il pane raffermo, un paio dispicchi d’aglio, del pepe, del basilico, un po’ d’olio extravergine, e un litro di brodo vegetale. Ma si è avanzato quello die tortellini basta filtrarlo, allungarlo con un po’ acqua e va bene anche quello. Non si fa altro che mettere in pentola l’olio extravergine con l’aglio, farci saltare il pane spezzato, aggiungere i pomodori e allungare col brodo aspettando che tutto sobbolla. Poi si porta a cottura facendo in modo che il pane si sfaldi. Dovrebbe diventare una crema da servire col basilico, il pepe, un altro giro d’extravergine a freddo e se piace del Pecorino grattugiato.E se sonno avanzati i tortellini, peraltro rara avis? Niente paura: si può fare un piatto ricchissimo, e buonissimo. Certo attenzione alle quantità di pasticcio di tortellini – ma è un ottimo modo anche per riciclare le tagliatelle – ché il piatto è robusto. Servono due confezione di pasta brisè, farina, burro, Parmigiano Reggiano, noce moscata e latte per fare la besciamella, se ce li avete quattro o cinque cucchiai di piselli surgelati, del prosciutto cotto, ma anche i salumi avanzati dal pranzo di Natale che si possono tritare e volendo un po’ di funghi secchi. Si fa per prima cosa la besciamella, poi in n tegamino si scalda un po’ di burro e una mezza cipolla tagliata finissima che va fatta imbiondire a cui si aggiungono i piselli e i funghi fatti rinvenire. Quando sono cotti si aggiunge il prosciutto cotto o i salumi tritati. In una ciotola si condiscono con questo sugo e la besciamella i tortellini avanzati. Si sistema il primo impasto di pasta brisè in una corona da forno rivestita di carta forno, si farcisce con i tortellini che vengono chiusi a scrigno con il secondo impasto di brisè che avremo cura di pennellare con un rosso d’uovo e si manda tutto in forno a 180 gradi per il tempo necessario a dorare la pasta brisè. Se è avanzato il lesso ‘occasione è ghiotta. La prima opzione è farci una francesina. Ci vogliono delle cipolle, delle foglie di alloro, olio extravergine di oliva, un po’ di brodo un paio di pelati, sale e pepe. Si affettano finemente le cipolle che si mettono a imbiondire nell’olio con l’alloro, si aggiunge il lesso u po’ spezzettato, i pelati e un mestolo di brodo. Si aggiusta di sale e di pepe e quando il brodo è ritirato si serve. Mescolando bollito macinato e puré di patate avanzate, rinforzando con un rosso d’uovo e rinvigorendo con un battuto di prezzemolo si possono fare ottime polpette da friggere.Sempre col lesso sfilettato si può fare un’insalata con i finocchi tagliati a lamelle, qualche oliva e tanto pepe, oppure si può passare il lesso fatto a fette in padella con aglio, salvia, olio extravergine e alla fine un po’ di succo di limone. Se vi è avanzato del pollo si può fare una cosa buonissima e molto elegante. Private della pelle il pollo, sfilacciatelo e poi fate un’insalata russa bollendo carota, patata, fagiolini tagliati a dadini piccoli. Una volta freddate le verdure si aggiunge maionese quanto basta, il pollo (che può essere sostituito anche dal pesce avanzato, meglio se lesso) volendo qualche semino di senape, si dà forma all’insalata russa in uno stampo a corona e si guarnisce con qualche chicco di melagrana. Se invece è sono avanzati spaghetti o tagliatele basta aggiungere delle uova e fare una gustosissima frittata di pasta alla napoletana, con il risotto (dipende condito come) si può fare il riso al salto cioè compattato in padella con una sorta di frittura nel burro e aggiunta di Grana Padano grattugiato, si possono fare degli arancini o arancine magari con cuore filante aggiungendo all’interno pezzetti di mozzarella, oppure una corona di riso semplicemente rinvenendo il riso con un po’ di burro e foraggio e infornandolo. Ma si può dare una seconda opportunità anche a panettone e pandoro. Col panettone sbriciolato e tostato in padella si possono fare le briciole per condire la pasta semplicemente passata nel burro, si possono fare dei toast dolce salati da farcire con dei paté, si possono fare le basi per delle torte da farcire con la crema, si possono fare dei meravigliosi zuccotti semifreddi, o si può fare il panettone in carrozza. Esattamente come si fa con la mozzarella in carrozza ovviamente omettendo l’alice ma aggiungendo se piace il prosciutto cotto. Un ‘ide sfiziosa con il pandoro è quella di bagnarlo nel latte ottenendo una specie d’impasto da cui ricavare delle palline da infarinare, passare nell’uovo e friggere, ma si può usare il dolce di Verona, anche per assonanza regionale, come base per un ottimo tiramisù. Perché a Natale la festa, anche in cucina, continua.
Ecco #DimmiLaVerità del 17 giugno 2026. Il deputato della Lega Andrea de Bertoldi, presidente dei Liberali Cristiano Democratici, illustra la sua proposta di legge per i professionisti.
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L'indice misura la percezione della corruzione nel settore pubblico attraverso una scala che va da 0 a 100. Più alto è il punteggio, maggiore è la trasparenza percepita delle istituzioni pubbliche. Più basso è il valore, maggiore è invece la convinzione che il sistema politico e amministrativo sia permeabile a favoritismi, clientelismo e abuso di potere.
In cima alla classifica si confermano i soliti noti. La Danimarca occupa il primo posto seguita da Finlandia, Singapore, Nuova Zelanda e Norvegia. Non si tratta di una coincidenza. Questi Paesi condividono alcune caratteristiche fondamentali: amministrazioni pubbliche efficienti, elevata fiducia dei cittadini nelle istituzioni, sistemi giudiziari indipendenti e una cultura politica che premia la trasparenza. In altre parole, sono Stati in cui il rispetto delle regole non dipende soltanto dalla presenza di leggi severe, ma da una consolidata cultura civica. All'estremo opposto della graduatoria troviamo invece Sudan del Sud, Somalia, Venezuela, Siria e Yemen. In questi casi la corruzione si intreccia con guerre civili, crisi economiche, fragilità istituzionale e spesso con la sopravvivenza stessa dello Stato. Quando le istituzioni si indeboliscono o collassano, la corruzione smette di essere una deviazione e diventa una componente strutturale del sistema.
Tuttavia, il dato più interessante del rapporto non riguarda i Paesi che occupano le prime o le ultime posizioni della classifica. La vera notizia è il progressivo deterioramento registrato in molte democrazie avanzate. Negli ultimi dieci anni il numero di Paesi che ottengono punteggi superiori a 80 punti è diminuito sensibilmente. Un segnale che, secondo Transparency International, riflette un indebolimento della fiducia nelle istituzioni pubbliche e nei meccanismi di controllo del potere. La percezione della corruzione non coincide necessariamente con la presenza di reati accertati. Rappresenta piuttosto il modo in cui cittadini, investitori e osservatori internazionali valutano il funzionamento delle istituzioni. È proprio questo elemento a rendere il dato particolarmente significativo. Quando cresce la convinzione che il potere sia influenzato da interessi privati, lobby o gruppi economici, diminuisce la fiducia nel sistema democratico.
Gli Stati Uniti rappresentano uno degli esempi più emblematici di questa tendenza. Pur rimanendo una delle principali democrazie del mondo, Washington ha registrato negli ultimi anni un progressivo peggioramento della propria posizione nell'indice. Secondo Transparency International, tra i fattori che alimentano questa percezione vi sono il crescente peso dei gruppi di pressione economica nel processo decisionale e la polarizzazione politica che caratterizza il dibattito pubblico americano. Anche l'Europa occidentale, che continua a essere la regione più virtuosa del pianeta, mostra segnali di affaticamento. Diversi Paesi hanno perso posizioni rispetto al passato e gli esperti evidenziano come il contrasto alla corruzione stia procedendo con minore efficacia rispetto agli anni precedenti. La crescente sfiducia verso le élite politiche, l'espansione delle campagne di disinformazione e la crisi di rappresentanza che attraversa molte democrazie contribuiscono a creare un clima favorevole alla percezione di una minore trasparenza. In questo contesto l'Italia continua a occupare una posizione intermedia. Il nostro Paese ha compiuto progressi rispetto al passato grazie a una serie di riforme normative e all'introduzione di strumenti più efficaci per il contrasto alla corruzione. Tuttavia resta distante dai livelli raggiunti dai Paesi nordici e continua a scontare problemi strutturali legati alla lentezza burocratica, alla complessità amministrativa e a una diffusa sfiducia nei confronti della politica.
La Svizzera, al contrario, continua a collocarsi tra i Paesi più virtuosi del mondo. La stabilità delle sue istituzioni, la qualità della pubblica amministrazione e la forte cultura della responsabilità individuale rappresentano elementi che contribuiscono a mantenere elevati standard di trasparenza. Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda l'impatto economico della corruzione. Secondo numerosi studi internazionali, la presenza di fenomeni corruttivi scoraggia gli investimenti esteri, aumenta i costi delle opere pubbliche e riduce la competitività delle imprese. Quando gli appalti non vengono assegnati sulla base del merito ma delle relazioni personali o politiche, il risultato è una minore efficienza della spesa pubblica e una riduzione della qualità dei servizi offerti ai cittadini. Le conseguenze sono visibili nelle infrastrutture incompiute, nei ritardi amministrativi e nella perdita di fiducia verso lo Stato.
La corruzione produce inoltre effetti diretti sul tessuto sociale. Dove i cittadini percepiscono che le regole non sono uguali per tutti cresce il senso di ingiustizia e diminuisce la partecipazione alla vita pubblica. Non è un caso che molti dei Paesi che registrano i peggiori risultati nell'indice siano caratterizzati anche da bassi livelli di fiducia nelle istituzioni e da una forte instabilità politica. Per questo motivo la lotta alla corruzione non rappresenta soltanto una questione giudiziaria o amministrativa, ma costituisce una sfida cruciale per la tenuta delle democrazie moderne e per la crescita economica delle nazioni. Il rapporto di Visual Capitalist offre dunque una lezione importante. La corruzione non è una questione che riguarda esclusivamente il livello di ricchezza di una nazione. Esistono Paesi ricchi che peggiorano e Paesi meno sviluppati che riescono a migliorare. La differenza la fanno la qualità delle istituzioni, l'indipendenza della magistratura, la libertà di stampa e la capacità di garantire controlli efficaci sull'esercizio del potere. Quando questi pilastri si indeboliscono, anche le democrazie più solide possono perdere terreno. Ed è proprio questo il messaggio più significativo che emerge dalla classifica: nessun Paese può considerarsi immune dalla corruzione e la trasparenza non è una conquista definitiva, ma un obiettivo che deve essere difeso ogni giorno e bisogna volerlo con forza.
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Domenico Arcuri (Imagoeconomica)
Ieri, ad esempio, il Pd aveva chiamato a testimoniare Giuseppe Busia, ma la sua audizione alla fine si è rivelata un boomerang: il presidente dell’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) ha infatti confermato che durante la pandemia, per l’affidamento tramite gara pubblica di una commessa da un miliardo e 250 milioni di euro, l’Anac non ha potuto eseguire controlli perché «la normativa dell’epoca prevedeva, in deroga al normale ordinamento, l’attribuzione della funzione al solo commissario per l’emergenza pandemica». Ossia Domenico Arcuri, rileva il gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia in commissione Covid, «ha agito in deroga a tutte le norme vigenti, azzerando non solo i controlli della Corte dei Conti ma anche dell’Autorità anticorruzione. Questa situazione gli ha consentito di procedere liberamente sia con la maxicommessa diretta più grande della storia d’Italia, ossia un miliardo e 251 milioni per l’importazione di mascherine inidonee, dunque pericolose per la salute, pagate il quadruplo del prezzo di mercato, sia con le altre discusse commesse».
«Busia lo ha confermato oggi», rileva Fdi, «del resto è emerso anche che, fino al protocollo collaborativo del 16 dicembre 2020 (l’accordo di vigilanza stipulato ufficialmente tra la struttura commissariale e l’Anac, che doveva servire a sottoporre a un controllo di legittimità i successivi bandi e contratti, dopo mesi di polemiche sulla gestione degli acquisti, ndr), Arcuri abbia agito senza alcuna attività di controllo di Anac. È evidente che il capo della struttura commissariale, nominato da Giuseppe Conte, abbia scelto di agire nell’ombra fintanto che gli è parso comodo, per poi concludere con l’Autorità anticorruzione un protocollo di verifica volontario con cui il controllato ha deciso cosa e quando farsi controllare dal controllore: un’assurdità», secondo Fdi. «Nessun commissario, Arcuri a parte, ha avuto uno scudo erariale, uno scudo dalla Corte dei Conti e uno scudo dall’Anac», ha commentato Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid.
Il dirigente, in commissione, ha spiegato la dinamica delle procedure. «Ci siamo occupati dell’acquisizione di mascherine e camici, anche sulla base di segnalazioni ricevute. C’è stata anche una segnalazione di “whistleblowing” (segnalazione spontanea) da parte di un lavoratore di un illecito, terminata (come molte altre, ndr) con un’archiviazione. Questa indagine ci ha portato a selezionare e contattare 182 stazioni appaltanti, di cui 163 hanno fornito risposta. Da un primo vaglio - ha spiegato il presidente Anac - sono emerse analisi su mancato rispetto dei tempi di consegna, mancata consegna o consegna parziale, dettate presumibilmente dalla situazione emergenziale. Questi elementi ci hanno portato a poter aprire, sulla base della normativa dell’epoca, procedimenti specifici solo per un caso». Il problema, ha osservato Busia, è che tutte le fasi in cui si accelerano le procedure di acquisto «a dispetto della trasparenza possono dare luogo a situazioni che facilitano infiltrazioni criminali». La situazione emergenziale di allora, dunque, avrebbe dato automaticamente il via libera a opacità e mancanza di trasparenza, facilitate anche dall’assenza di una legge sull’attività di lobbying: Ne «esiste l’esigenza, e l’Italia è carente da anni», ha detto il dirigente, auspicando che il testo, già approvato alla Camera, passi anche al Senato. «Busia ci ha anche spiegato che l’Anac può valutare attualmente un’attività di controllo su quanto avvenuto durante la pandemia alla luce delle risultanze che stanno emergendo dai lavori della commissione Covid. L’auspicio è che ciò avvenga, per riparare la grave mancanza protratta fino a oggi di una valutazione su questo maxiappalto e sulle altre procedure avvenute prima del 16 dicembre 2020», ha rilevato Fdi.
L’audizione di ieri è stata anche teatro dell’ennesimo scontro tra maggioranza e opposizioni. La scorsa settimana deputati e senatori di Pd, Iv, Azione e M5s erano usciti dalla commissione protestando contro le modalità di svolgimento dei lavori, nelle settimane in cui si sta chiudendo il cerchio sull’attribuzione di alcuni appalti promossa, in epoca pandemica, dall’avvocato Luca Di Donna, vicino all’ex premier Giuseppe Conte. In rappresentanza delle opposizioni in Aula c’era soltanto il presidente dei senatori Pd Francesco Boccia, che ha rivendicato le ragioni della protesta chiedendo risposte scritte; il presidente della commissione Covid Marco Lisei (Fdi) ha replicato punto per punto: «Avete detto che non eravate stati informati e vi ho mostrato che l’ufficio della Presidenza aveva esaminato l’autorizzazione all’attività delegata. Avete rivendicato la legalità degli atti e vi ho mostrato che tutte le procedure sono avvenute nel rispetto della legalità, della prassi parlamentare e di quanto fatto anche dalle precedenti Commissioni».
«Le opposizioni lavorano per insabbiare la verità», ha commentato Buonguerrieri rispondendo all’intervento di Boccia, «chiedono lo scioglimento della Commissione proprio mentre dai lavori stanno emergendo fatti gravi che li imbarazzano. Quindi, anziché aiutarci a farli emergere, decidono di attaccare e denigrare i lavori della Commissione stessa. I lavori invece andranno avanti fino in fondo. Dopo la figuraccia senza precedenti fatta dai gruppi di opposizione la scorsa settimana sulla presunta e inesistente illegittimità sollevata in merito all’attività della Commissione», ha aggiunto la capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid. «registro come ci sia ancora il coraggio, per non dire la stolidità, di insistere su posizioni risultate essere del tutto infondate, come spiegato pubblicamente, in commissione e in ogni sede. E registro anche grandissima mancanza di coerenza, equilibrio e lucidità».
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