- Da questa stagione, per tre anni, il colosso americano di Jeff Bezos ha acquisito i diritti per trasmettere in esclusiva 20 partite del campionato inglese per un costo totale di 102 milioni di euro. Dal 2021 toccherà anche all’Open di Francia con alcuni match in onda su prime video.
- Lo storytelling sportivo va sempre più di moda. La piattaforma di spedizioni, Netflix, Dazn e anche Sky puntano su serie tv e docufilm: da Cristiano Ronaldo a Lionel Messi, da Francesco Totti a Josè Mourinho fino alla cavalcata vincente del Manchester City di Pep Guardiola.
Lo speciale contiene due articoli.
La rivoluzione è servita. Mentre in Italia ci si appresta alla seconda stagione in cui i diritti televisivi del campionato di calcio di Serie A sono spartiti tra Sky e Dazn, con gli spagnoli di MediaPro interessati a inserirsi sempre sullo sfondo, in Inghilterra da quest’anno per vedere alcune partite della Premier League, l’unica possibilità è avere un account Prime su Amazon. Proprio così, quello che a detta di molti è il campionato più bello e spettacolare al mondo, cominciato lo scorso weekend, sarà disponibile, seppur in piccola parte, sulla piattaforma Prime video. Nel dettaglio il colosso di Jeff Bezos ha acquisito i diritti per la trasmissione in esclusiva di 20 partite all’anno per tre stagioni, per un costo totale di 102 milioni di euro: i 10 match dell’intero turno del Boxing day (la giornata di campionato che si gioca tra il 26 e il 27 dicembre) più altri 10 programmati nel turno infrasettimanale del 3 e 4 dicembre con partite come Manchester United-Tottenham a Old Trafford e il derby del Merseyside tra Liverpool ed Everton ad Anfield Road. Ma non solo. Gli utenti di Amazon Prime potranno trovare sulla piattaforma video anche gli highlights di tutte le giornate del campionato inglese durante tutta la settimana. L’obiettivo di questo esperimento è quello di testare il mercato e vedere quanto e quale pubblico si riesce a generare. Non a caso sono state scelte giornate di campionato in cui la maggior parte dei tifosi e degli appassionati di calcio si troveranno in ufficio, il turno infrasettimanale del 3 e 4 dicembre appunto, oppure in vacanza, il Boxing day del 26 dicembre che in Inghilterra risulta essere in assoluto il turno di campionato più seguito dalle famiglie le quali potranno gustarsi lo spettacolo accedendo tranquillamente al proprio account Amazon Prime (per chi ha già un abbonamento) senza scucire di tasca nemmeno un penny.
Amazon va così a inserirsi in quello che finora in Inghilterra è stato un vero e proprio duopolio governato da Sky e Bt, il più importante operatore di telecomunicazioni inglese. La trasmissione di tutte le 200 partite live, a partire da questa stagione e per le prossime due, è così suddivisa: 128 match a Sky Uk, 52 a Bt Sport e 20 ad Amazon. E le restanti 180 partite? In Inghilterra è ormai tradizione non far trasmettere live alle pay tv tutti i 380 incontri del campionato. Ciò accade dal 1960, anno in cui l’allora presidente del Burnley, Bob Lord, ebbe la lungimirante intuizione di proporre alla Federazione inglese il «3 pm blackout», ovvero la non trasmissione in televisione sul Regno Unito delle partite giocate di domenica tra le 14:45 e le 17:15. Questa «regola» si è rivelata negli anni molto remunerativa per tutto il sistema calcio inglese, soprattutto per i club di fascia media-piccola perché «obbliga» i tifosi a acquistare il biglietto per vedere la partita direttamente allo stadio, motivo per cui gli impianti del calcio inglese registrano quasi sempre sold out.
Tutto questo rappresenta l’inizio di una rivoluzione nel mondo dei diritti televisivi del calcio inglese, perché se finora a far da padrone nel settore della messa in onda di eventi sportivi live sono state le pay tv, da adesso in poi l’ingresso in campo delle piattaforme streaming apre nuovi scenari, anche e soprattutto per i club, la maggior parte dei quali riescono a finanziarsi grazie ai ricavi provenienti proprio dai diritti tv.
Non solo calcio. Nell’interesse di Amazon nell’accaparrarsi la trasmissione di eventi live sportivi rientra anche il tennis. Dopo aver fatto propri negli ultimi anni i diritti televisivi di importanti tornei come gli Us Open, i Masters 1000, l’Atp 500, il colosso dell’e-commerce pianta una bandierina anche in Francia e più precisamente nel Roland Garros. A partire dal 2021 alcuni match dello slam parigino verranno trasmessi in esclusiva su Prime Video grazie a un accordo stipulato con la Federtennis francese e che interrompe il monopolio di Eurosport dopo 27 anni. Un accordo che, come fa sapere la stessa federazione, farà aumentare gli introiti televisivi del 25% fino ad arrivare a 90 milioni di euro. Nel dettaglio la trasmissione delle gare sarà così suddivisa tra France Television e Amazon: i match del lotto 1 andranno in chiaro e in esclusiva sul canale della tv transalpina, quelli del lotto 2 sulla piattaforma Prime; mentre le semifinali e la finale verrà trasmessa da entrambi.
La mossa di Amazon segue in scia quelle messe già in atto di recente dagli altri colossi del web. Twitter trasmette, infatti, da qualche tempo negli Stati Uniti una gara a settimana di Nfl, il campionato professionistico di football americano; Facebook, dopo il tentativo andato a vuoto di aggiudicarsi qualche partita degli ultimi Mondiali di calcio giocati in Russia nel 2018 e l’abboccamento con i diritti della Premier League inglese, ha dovuto ripiegare insieme a Google sul cricket. Anche Netflix non vuole restare indietro e pare voglia avvicinarsi agli eventi sportivi live in Spagna per la trasmissione di alcune partite della Liga, il massimo campionato di calcio iberico. In Italia nessuno di questi operatori si è ancora affacciato né al calcio né agli altri sport, forse perché anticipata dalla piattaforma Dazn, in scena dalla scorsa estate con la trasmissione in esclusiva di tre partite su dieci per ogni turno di campionato di Serie A e dell’intera Serie B.
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