True
2019-07-28
Altri tre bambini tornano dai loro genitori
Ansa
- Aumentano, in Val d'Enza, i casi di minori affidati ai servizi sociali che riabbracciano le famiglie: sono già sette in totale Intanto, mentre parte una commissione d'inchiesta regionale, i dem continuano a essere piantonati per paura di attacchi.
- Claudio Foti operava da terapeuta con la laurea in lettere grazie a una legge assurda che ha graziato gli specialisti fai da te E infatti si basava su tesi smentite da tutta la letteratura scientifica.
Lo speciale contiene due articoli
Altri tre bambini affidati dai servizi sociali a breve torneranno dal loro papà. Lo ha stabilito il Tribunale per i minorenni di Bologna che, a seguito dell'inchiesta «Angeli e demoni» sugli affidi illeciti nel comune di Bibbiano e di quelli della Val d'Enza, ha «riabilitato» un padre. I tre minori potranno così tornare da loro genitore dopo erano stati affidati inizialmente ai servizi sociali Val d'Enza, coinvolti appunto nell'inchiesta.
I giudici hanno deciso di revocare l'ordine di allontanamento dalla casa familiare e di affidamento dei tre al servizio sociale, così come la regolamentazione dei loro rapporti con il padre in forma protetta dal momento che costui, recita il provvedimento, «ha manifestato una condotta adeguata e idonee competenze nella relazione con i propri figli durante gli incontri organizzati dal servizio sociale».
Di conseguenza per i magistrati - che hanno accolto le istanze presentate dai legali difensori dei genitori, gli avvocati Domenico Morace, Chiara Dore ed Elena Maria Guarini - sono «venute meno le ragioni di pregiudizio» che avevano portato all'allontanamento. Così, dopo la notizia degli altri quattro bambini tornati nelle loro case, sale a sette il numero dei figli restituiti ai genitori nell'ambito di quest'inchiesta.
Intanto, dall'Emilia Romagna scossa da un terremoto che al momento vede indagate 29 persone, di cui tre sindaci o ex sindaci, arriva anche un'altra notizia. Il consiglio regionale, su proposta del presidente Stefano Bonaccini, ha infatti ufficialmente istituito una commissione di inchiesta sul sistema di tutela dei minori i cui lavori avranno termine con la legislatura. Si tratta di una decisione politica maturata dopo l'esplosione dell'inchiesta e salutata da Bonaccini come la prova che «è la Regione Emilia Romagna la prima che vuole verità e chiarezza sulla vicenda della Val d'Enza».
Ciò nonostante, se da un lato questo dovrebbe aiutare a far chiarezza su un sistema di abusi e opacità, dall'altro è tutto da vedere che possa servire effettivamente a qualcosa. Ad alimentare sospetti di dubbia utilità dell'iniziativa c'è quanto riportato nei giorni scorsi dalla Verità, ossia la composizione di una commissione i cui membri, fino ad oggi, hanno non solo lavorato nel medesimo ambito ma pure, come se non bastasse, nello stesso territorio di coloro dei quali ora sono chiamati a dare un giudizio.
In pratica la prossimità tra controllori e controllati, per così dire, è davvero troppo lampante per lasciar immaginare che questa commissione possa davvero aiutare le indagini approdando a delle conclusioni utili a far chiarezza su quanto, per anni, è avvenuto in Val d'Enza in virtù di un sistema fatto di agganci, complicità e parentele politiche.
A ogni modo, mentre la politica regionale si è attivata dichiarandosi pronta a volerci vedere chiaro, là dove tutto è deflagrato, a Bibbiano il clima rimane a dir poco incandescente. Prova ne sia che il Pd locale, a partire dalla propria sede, è bersagliato di attacchi continui, che non accennano a diminuire e che, anzi, sfociano sempre più in aggressioni e minacce. Tanto che nel Comune reggiano, come questo giornale anticipava già ieri, sia la sede del Pd sia quella dei servizi sociali, sita nella frazione di Barco, sono ormai pattugliate 24 su 24 da carabinieri e polizia.
Una conferma della tensione palpabile che si respira in questi giorni a Bibbiano arriva dalle parole del segretario locale del Pd, Stefano Marazzi, il quale ha dichiarato che «ora, oltre alle offese e alle minacce sui social network, arrivano anche le lettere anonime». «E quest'ultima», sottolinea Marazzi, «è la cosa più preoccupante, perché se uno si prende la briga di scrivere una lettera, affrancarla e spedirla, è proprio intenzionato a colpirti».
Secondo il segretario del circolo piddino locale, la maggior parte delle minacce e delle intimidazioni non arrivano da Bibbiano, bensì da fuori. Tuttavia ciò non toglie come vi sia grande preoccupazione, soprattutto in vista di quello che potrebbe accadere alla festa in programma per l'8 agosto. «Noi come sempre nelle nostra festa ci affidiamo a dei professionisti alle guardie giurate, anche per vigilare sulle attrezzature», ha spiegato Marazzi al Resto del Carlino, «ma quest'anno ovviamente la vigilanza sarà aumentata, ed inizierà diversi giorni prima delle festa e terminerà e terminerà alcuni giorni dopo la fine».
Il clima rimane insomma davvero pesante, e adesso al Pd dell'Emilia Romagna non resta che la neocostituita commissione d'inchiesta regionale sul sistema di tutela dei minori per cercare di chiamarsi fuori - anche, anzi soprattutto a livello d'immagine - dal vortice giudiziario di «Angeli e demoni». Ed è il motivo per cui lo scandalo di Bibbiano, dopo settimane, continua a pesare come un macigno per la sinistra, e non solo per quello locale.
Giuliano Guzzo
Lo Stato non capisce la psicologia e per questo produce disastri
In un precedente articolo ho commesso un errore: ho affermato che gli psicologi della onlus Hansel e Gretel non avevano fatto il corso Emdr (la terapia basata sulla famosa «macchinetta dei ricordi»). Avevo trovato questa informazione su Internet e, sbagliando, non ho verificato.
Anzi: ho verificato sul sito dell'associazione Emdr e non ho trovato il nome di Claudio Foti. Mi sono resa conto due giorni dopo di un errore del sito che rispondeva nome non trovato a qualsiasi nome. Leggo sul Cv di Foti che invece ha fatto il corso. Mi scuso per l'errore che sto correggendo.
Leggo però anche che Claudio Foti non ha la laurea in psicologia. Ha una laurea in lettere presa in 8 anni, nel doppio quindi del tempo corretto, presa in anni in cui la facoltà di psicologia esisteva. Nonostante la mancanza di un titolo accademico e quindi degli studi necessari, Foti ha fatto lo psicologo fai da te. Una bizzarra legge del 1989 invece di punire gli psicologi fai da te che hanno esercitato senza le conoscenze necessarie, senza una costruzione culturale decente, dato che già lavoravano, li ha, con una discutibile sanatoria, equiparati ai professionisti seri che prima di correre il rischio di fare danni, si sono sobbarcati di veri studi universitari di psicologia. Il concetto è stato «poverini, stanno già lavorando (magari facendo disastri), stanno già guadagnando, hanno famiglia: non creiamo disoccupati e inventiamoci che la laurea in lettere o altri valga come quella in psicologia, dichiariamo anche implicitamente che la laurea in psicologia vale poco, in fondo sono solo chiacchiere, è sostituibile da qualsiasi cosa». Nei film comici dove c'è lo scambio di persona, il falso professionista si finge psicologo non neurochirurgo. Tutti psicologi. Molti pensano che la psicologia, basata sulla parola, sia innocua. La psicologia, al contrario proprio perché basata sulla parola, può fare danni e sono danni atroci.
Foti quindi, come molti altri, ha esercitato la funzione di psicologo senza che una laurea garantisse la preparazione minima necessaria, per una legge molto discutibile dello Stato italiano. Pazienza, non è stato il solo, è andata così. Ringraziamo i legislatori. Il meglio però deve ancora venire.
Foti, come riporta Antonucci sul Foglio del 24 luglio, è stato relatore di incontri di studio promossi dal Consiglio superiore della magistratura, per bel 7 anni, 1990, 2001, 2003, dal 2006 al 2009. Alcuni di questi corsi sono stati riservati ai magistrati in tirocinio. Il Csm non aveva niente di meglio che un laureato in lettere per fargli organizzare corsi di formazione pagati con i soldi pubblici.
In qualsiasi situazione decente in cui si sposta denaro pubblico, si fa un bando. Il Italia ci sono magnifici professionisti, strepitosi docenti universitari con la doppia preparazione di psicologo e criminologo, non si poteva scegliere uno di loro? C'è stato un bando, come dovrebbe esserci, come è stato possibile prendere un laureato in lettere? Se non c'è stato un bando, perché è stato scelto un laureato in lettere? Cosa è stato detto in questi corsi? Foti cita una pubblicazione Paola Di Blasio e Roberta Vitali dove si afferma che non è dimostrata la possibilità di istillare un falso ricordo, a meno che non fosse plausibile. Posso istillare in un bambino il falso ricordo che il nonno lo ha accompagnato a scuola mentre lo ha accompagnato la mamma. Ma è plausibile essere accompagnato dal nonno. Questa teoria - non è possibile istillare un falso ricordo a meno che non sia plausibile - è purtroppo contraddetta da tutta la letteratura internazionale, è purtroppo contraddetta dal fenomeno delle allucinazioni di massa e dell'isterismo di massa che è basato sullo stesso meccanismo mentale. Falsi ricordi son stati istillati nelle menti degli aviatori americani prigionieri nella guerra di Corea che al ritorno hanno giudiziosamente confessato di aver gettato armi biologiche, salvo dare informazioni assurde su come erano fatte.
Come si istilla una falsa memoria? Deve esserci una fortissima correlazione empatica tra instillatore e vittima, un rapporto empatico a 360 gradi per usare le parole con cui Foti indica il buon ascolto, l'aviatore prigioniero è spaventato, dolente e separato dalla madre patria («a loro di te non importa niente»), il bambino è spaventato, dolente separato dai genitori («a loro di te non importa niente») , davanti a lui c'è l'instillatore di false memorie, in inglese handler, l'unica persona che lui ha a mondo, qualcuno che lo ama.
Rapporto empatico a 360 gradi. Perché i corsi per magistrati sono stati fatti da persone che negano l'evidenza scientifica (e storica) della realtà delle false memorie? Tutta la Cismai, l'associazione di assistenti sociali e psicologi che dà la caccia agli abusi in famiglia condivide lo stesso principio ascientifico. Qualsiasi esperto serio vi spiegherà che la mente del bambino che ha subito un trauma da abuso equivale a una scena del crimine e va trattata badando a non alterarla. Tutte le perizie fatte da Foti si sono concluse con l'assoluzione degli imputati, perché gli interrogatori dei bambini erano senza valore. Le alternative sono due: o erano tutti innocenti e allora sono stati perseguitati innocenti, oppure, se, come sostiene Foti, qualche colpevole c'era, l'aver inquinato assurdamente la scena del crimine, la mente del bambino con interrogatori fatti fuori dalle regole, che possono creare falsi positivi, ha premesso a colpevoli di cavarsela. Possibile che lo stato italiano non abbia professionisti in grado di fare interrogatori in maniera corretta cui dare denaro pubblico? La Cismai segue un criterio ascientifico, non è possibile creare false memorie: perché continua a essere un riferimento?
Un'ultima informazione: la mente inconscia non distingue il vero dal falso. Un bambino che creda di aver subito un abuso è traumatizzato come qualcuno che lo abbia subito. Un ultimo consiglio alla magistratura italiana: volete perseguire i pedofili? Volete fermarli? Volete salvare innocenti dal dolore, dalla dissociazione mentale? E allora fatelo. Ci sono migliaia di bambini seviziati e abusati nel deep web. E quelli sono abusi veri, dannatamente veri. Con il 2 % del denaro che lo stato italiano ha sperperato per finanziare laureati in lettere cui una legge ha regalato il titolo di psicologo, si fra una squadra di hacker in rado di risalire ai computer originari, per arrivare ai luoghi e trovare i colpevoli e le vittime.
Volete fermare la pedofilia? Applicate la convenzione di Lanzarote e punite l'apologia di pedofilia, anche se arriva dall'intellettuale o dall'uomo politico.
Siete i magistrati di questo Paese. Voi dovete essere i cavalieri, i difensori veri. Diventatelo. Abbiamo bisogno del vostro coraggio.
Silvana De Mari
Aumentano, in Val d'Enza, i casi di minori affidati ai servizi sociali che riabbracciano le famiglie: sono già sette in totale Intanto, mentre parte una commissione d'inchiesta regionale, i dem continuano a essere piantonati per paura di attacchi.Claudio Foti operava da terapeuta con la laurea in lettere grazie a una legge assurda che ha graziato gli specialisti fai da te E infatti si basava su tesi smentite da tutta la letteratura scientifica.Lo speciale contiene due articoliAltri tre bambini affidati dai servizi sociali a breve torneranno dal loro papà. Lo ha stabilito il Tribunale per i minorenni di Bologna che, a seguito dell'inchiesta «Angeli e demoni» sugli affidi illeciti nel comune di Bibbiano e di quelli della Val d'Enza, ha «riabilitato» un padre. I tre minori potranno così tornare da loro genitore dopo erano stati affidati inizialmente ai servizi sociali Val d'Enza, coinvolti appunto nell'inchiesta. I giudici hanno deciso di revocare l'ordine di allontanamento dalla casa familiare e di affidamento dei tre al servizio sociale, così come la regolamentazione dei loro rapporti con il padre in forma protetta dal momento che costui, recita il provvedimento, «ha manifestato una condotta adeguata e idonee competenze nella relazione con i propri figli durante gli incontri organizzati dal servizio sociale». Di conseguenza per i magistrati - che hanno accolto le istanze presentate dai legali difensori dei genitori, gli avvocati Domenico Morace, Chiara Dore ed Elena Maria Guarini - sono «venute meno le ragioni di pregiudizio» che avevano portato all'allontanamento. Così, dopo la notizia degli altri quattro bambini tornati nelle loro case, sale a sette il numero dei figli restituiti ai genitori nell'ambito di quest'inchiesta.Intanto, dall'Emilia Romagna scossa da un terremoto che al momento vede indagate 29 persone, di cui tre sindaci o ex sindaci, arriva anche un'altra notizia. Il consiglio regionale, su proposta del presidente Stefano Bonaccini, ha infatti ufficialmente istituito una commissione di inchiesta sul sistema di tutela dei minori i cui lavori avranno termine con la legislatura. Si tratta di una decisione politica maturata dopo l'esplosione dell'inchiesta e salutata da Bonaccini come la prova che «è la Regione Emilia Romagna la prima che vuole verità e chiarezza sulla vicenda della Val d'Enza».Ciò nonostante, se da un lato questo dovrebbe aiutare a far chiarezza su un sistema di abusi e opacità, dall'altro è tutto da vedere che possa servire effettivamente a qualcosa. Ad alimentare sospetti di dubbia utilità dell'iniziativa c'è quanto riportato nei giorni scorsi dalla Verità, ossia la composizione di una commissione i cui membri, fino ad oggi, hanno non solo lavorato nel medesimo ambito ma pure, come se non bastasse, nello stesso territorio di coloro dei quali ora sono chiamati a dare un giudizio. In pratica la prossimità tra controllori e controllati, per così dire, è davvero troppo lampante per lasciar immaginare che questa commissione possa davvero aiutare le indagini approdando a delle conclusioni utili a far chiarezza su quanto, per anni, è avvenuto in Val d'Enza in virtù di un sistema fatto di agganci, complicità e parentele politiche.A ogni modo, mentre la politica regionale si è attivata dichiarandosi pronta a volerci vedere chiaro, là dove tutto è deflagrato, a Bibbiano il clima rimane a dir poco incandescente. Prova ne sia che il Pd locale, a partire dalla propria sede, è bersagliato di attacchi continui, che non accennano a diminuire e che, anzi, sfociano sempre più in aggressioni e minacce. Tanto che nel Comune reggiano, come questo giornale anticipava già ieri, sia la sede del Pd sia quella dei servizi sociali, sita nella frazione di Barco, sono ormai pattugliate 24 su 24 da carabinieri e polizia. Una conferma della tensione palpabile che si respira in questi giorni a Bibbiano arriva dalle parole del segretario locale del Pd, Stefano Marazzi, il quale ha dichiarato che «ora, oltre alle offese e alle minacce sui social network, arrivano anche le lettere anonime». «E quest'ultima», sottolinea Marazzi, «è la cosa più preoccupante, perché se uno si prende la briga di scrivere una lettera, affrancarla e spedirla, è proprio intenzionato a colpirti».Secondo il segretario del circolo piddino locale, la maggior parte delle minacce e delle intimidazioni non arrivano da Bibbiano, bensì da fuori. Tuttavia ciò non toglie come vi sia grande preoccupazione, soprattutto in vista di quello che potrebbe accadere alla festa in programma per l'8 agosto. «Noi come sempre nelle nostra festa ci affidiamo a dei professionisti alle guardie giurate, anche per vigilare sulle attrezzature», ha spiegato Marazzi al Resto del Carlino, «ma quest'anno ovviamente la vigilanza sarà aumentata, ed inizierà diversi giorni prima delle festa e terminerà e terminerà alcuni giorni dopo la fine».Il clima rimane insomma davvero pesante, e adesso al Pd dell'Emilia Romagna non resta che la neocostituita commissione d'inchiesta regionale sul sistema di tutela dei minori per cercare di chiamarsi fuori - anche, anzi soprattutto a livello d'immagine - dal vortice giudiziario di «Angeli e demoni». Ed è il motivo per cui lo scandalo di Bibbiano, dopo settimane, continua a pesare come un macigno per la sinistra, e non solo per quello locale.Giuliano Guzzo<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/altri-tre-bambini-tornano-dai-loro-genitori-2639400211.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="lo-stato-non-capisce-la-psicologia-e-per-questo-produce-disastri" data-post-id="2639400211" data-published-at="1775811139" data-use-pagination="False"> Lo Stato non capisce la psicologia e per questo produce disastri In un precedente articolo ho commesso un errore: ho affermato che gli psicologi della onlus Hansel e Gretel non avevano fatto il corso Emdr (la terapia basata sulla famosa «macchinetta dei ricordi»). Avevo trovato questa informazione su Internet e, sbagliando, non ho verificato. Anzi: ho verificato sul sito dell'associazione Emdr e non ho trovato il nome di Claudio Foti. Mi sono resa conto due giorni dopo di un errore del sito che rispondeva nome non trovato a qualsiasi nome. Leggo sul Cv di Foti che invece ha fatto il corso. Mi scuso per l'errore che sto correggendo. Leggo però anche che Claudio Foti non ha la laurea in psicologia. Ha una laurea in lettere presa in 8 anni, nel doppio quindi del tempo corretto, presa in anni in cui la facoltà di psicologia esisteva. Nonostante la mancanza di un titolo accademico e quindi degli studi necessari, Foti ha fatto lo psicologo fai da te. Una bizzarra legge del 1989 invece di punire gli psicologi fai da te che hanno esercitato senza le conoscenze necessarie, senza una costruzione culturale decente, dato che già lavoravano, li ha, con una discutibile sanatoria, equiparati ai professionisti seri che prima di correre il rischio di fare danni, si sono sobbarcati di veri studi universitari di psicologia. Il concetto è stato «poverini, stanno già lavorando (magari facendo disastri), stanno già guadagnando, hanno famiglia: non creiamo disoccupati e inventiamoci che la laurea in lettere o altri valga come quella in psicologia, dichiariamo anche implicitamente che la laurea in psicologia vale poco, in fondo sono solo chiacchiere, è sostituibile da qualsiasi cosa». Nei film comici dove c'è lo scambio di persona, il falso professionista si finge psicologo non neurochirurgo. Tutti psicologi. Molti pensano che la psicologia, basata sulla parola, sia innocua. La psicologia, al contrario proprio perché basata sulla parola, può fare danni e sono danni atroci. Foti quindi, come molti altri, ha esercitato la funzione di psicologo senza che una laurea garantisse la preparazione minima necessaria, per una legge molto discutibile dello Stato italiano. Pazienza, non è stato il solo, è andata così. Ringraziamo i legislatori. Il meglio però deve ancora venire. Foti, come riporta Antonucci sul Foglio del 24 luglio, è stato relatore di incontri di studio promossi dal Consiglio superiore della magistratura, per bel 7 anni, 1990, 2001, 2003, dal 2006 al 2009. Alcuni di questi corsi sono stati riservati ai magistrati in tirocinio. Il Csm non aveva niente di meglio che un laureato in lettere per fargli organizzare corsi di formazione pagati con i soldi pubblici. In qualsiasi situazione decente in cui si sposta denaro pubblico, si fa un bando. Il Italia ci sono magnifici professionisti, strepitosi docenti universitari con la doppia preparazione di psicologo e criminologo, non si poteva scegliere uno di loro? C'è stato un bando, come dovrebbe esserci, come è stato possibile prendere un laureato in lettere? Se non c'è stato un bando, perché è stato scelto un laureato in lettere? Cosa è stato detto in questi corsi? Foti cita una pubblicazione Paola Di Blasio e Roberta Vitali dove si afferma che non è dimostrata la possibilità di istillare un falso ricordo, a meno che non fosse plausibile. Posso istillare in un bambino il falso ricordo che il nonno lo ha accompagnato a scuola mentre lo ha accompagnato la mamma. Ma è plausibile essere accompagnato dal nonno. Questa teoria - non è possibile istillare un falso ricordo a meno che non sia plausibile - è purtroppo contraddetta da tutta la letteratura internazionale, è purtroppo contraddetta dal fenomeno delle allucinazioni di massa e dell'isterismo di massa che è basato sullo stesso meccanismo mentale. Falsi ricordi son stati istillati nelle menti degli aviatori americani prigionieri nella guerra di Corea che al ritorno hanno giudiziosamente confessato di aver gettato armi biologiche, salvo dare informazioni assurde su come erano fatte. Come si istilla una falsa memoria? Deve esserci una fortissima correlazione empatica tra instillatore e vittima, un rapporto empatico a 360 gradi per usare le parole con cui Foti indica il buon ascolto, l'aviatore prigioniero è spaventato, dolente e separato dalla madre patria («a loro di te non importa niente»), il bambino è spaventato, dolente separato dai genitori («a loro di te non importa niente») , davanti a lui c'è l'instillatore di false memorie, in inglese handler, l'unica persona che lui ha a mondo, qualcuno che lo ama. Rapporto empatico a 360 gradi. Perché i corsi per magistrati sono stati fatti da persone che negano l'evidenza scientifica (e storica) della realtà delle false memorie? Tutta la Cismai, l'associazione di assistenti sociali e psicologi che dà la caccia agli abusi in famiglia condivide lo stesso principio ascientifico. Qualsiasi esperto serio vi spiegherà che la mente del bambino che ha subito un trauma da abuso equivale a una scena del crimine e va trattata badando a non alterarla. Tutte le perizie fatte da Foti si sono concluse con l'assoluzione degli imputati, perché gli interrogatori dei bambini erano senza valore. Le alternative sono due: o erano tutti innocenti e allora sono stati perseguitati innocenti, oppure, se, come sostiene Foti, qualche colpevole c'era, l'aver inquinato assurdamente la scena del crimine, la mente del bambino con interrogatori fatti fuori dalle regole, che possono creare falsi positivi, ha premesso a colpevoli di cavarsela. Possibile che lo stato italiano non abbia professionisti in grado di fare interrogatori in maniera corretta cui dare denaro pubblico? La Cismai segue un criterio ascientifico, non è possibile creare false memorie: perché continua a essere un riferimento? Un'ultima informazione: la mente inconscia non distingue il vero dal falso. Un bambino che creda di aver subito un abuso è traumatizzato come qualcuno che lo abbia subito. Un ultimo consiglio alla magistratura italiana: volete perseguire i pedofili? Volete fermarli? Volete salvare innocenti dal dolore, dalla dissociazione mentale? E allora fatelo. Ci sono migliaia di bambini seviziati e abusati nel deep web. E quelli sono abusi veri, dannatamente veri. Con il 2 % del denaro che lo stato italiano ha sperperato per finanziare laureati in lettere cui una legge ha regalato il titolo di psicologo, si fra una squadra di hacker in rado di risalire ai computer originari, per arrivare ai luoghi e trovare i colpevoli e le vittime. Volete fermare la pedofilia? Applicate la convenzione di Lanzarote e punite l'apologia di pedofilia, anche se arriva dall'intellettuale o dall'uomo politico. Siete i magistrati di questo Paese. Voi dovete essere i cavalieri, i difensori veri. Diventatelo. Abbiamo bisogno del vostro coraggio. Silvana De Mari
Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa del 10 aprile con Carlo Cambi
Giorgia Meloni e il governo durante l'informativa alle Camere (Ansa)
E non servono nuove linee programmatiche, perché le nostre linee programmatiche sono da sempre scritte nel programma di governo». Chiarisce subito tutti i dubbi il premier e mette un punto ai chiacchiericci sollevati intorno alle dimissioni degli ultimi giorni ma poi passa subito ai temi e non scampa dai dossier più caldi, le tre «S»: soldi, sanità e sicurezza. Le tre emergenze del Paese come ha scritto il direttore della Verità, Maurizio Belpietro.
Sulle liste d’attesa, nonostante il governo abbia avuto «il coraggio, per primo, di contribuire a cercare soluzioni invece di limitarsi a dire che la competenza era delle Regioni», è «evidente che, per molti italiani, i tempi restano troppo lunghi. E questo non è accettabile, perché la sanità è uno dei pilastri della nostra nazione», ricorda. E lancia un appello alle Regioni: «Facciamo squadra. Perché l’esito di questa sfida dipenderà dalla capacità che avremo soprattutto di lavorare insieme. Presto arriveranno i dati del monitoraggio Regione per Regione, prestazione per prestazione. E questo ci consentirà, finalmente, di intervenire in modo mirato ed efficace. E servirà un impegno corale per riuscire a risolvere gli ambiti più critici». Non nomina mai il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ma il suo si può interpretare quantomeno come un avviso bonario. Fare meglio, fare di più. Lo stesso vale per l’immigrazione che si lega a doppio filo con la sicurezza.
«Sull’immigrazione abbiamo segnato un cambio di passo anche se non ci basta». Per il presidente del Consiglio, «ora è necessario consolidare questo approccio» fatto di accordi internazionali. Un approccio che ha convinto anche l’Europa, con la lista dei Paesi sicuri, e ha fatto anche meno morti in mare. Sulla sicurezza non si ritiene soddisfatta dei risultati perché «dobbiamo riuscire a incidere con maggiore efficacia nella vita quotidiana dei cittadini e nella loro percezione di sicurezza». Rivendica le assunzioni nelle forze dell’ordine ma intende distribuirle meglio, «incrementando ulteriormente la presenza di forze dell’ordine sul territorio, continuando a riorganizzare l’attività amministrativa per avere più personale in strada». Anche sulla criminalità minorile, «dopo Caivano, bisogna intervenire ancora». E aggiunge: «Intendiamo andare avanti anche sulla proposta di legge a prima firma della presidente della commissione Antimafia, Colosimo, per togliere la potestà genitoriale ai boss mafiosi, tanto per rispondere ancora una volta con il sorriso e con i fatti all’ultima palata di fango infilata nel ventilatore da un’opposizione disperata, che costruisce surreali teoremi su una mia presunta vicinanza con la criminalità organizzata tirando in ballo un padre, morto peraltro, che non vedo da quando avevo 11 anni».
Un discorso onesto e severo il suo, anche con l’Europa, quando parla di Patto di stabilità. «Se la crisi in Medio Oriente dovesse conoscere una nuova recrudescenza, dovremmo porci seriamente il tema di una risposta europea, non dissimile per approccio e strumenti a quella messa in campo per rispondere alla pandemia. In quel caso, riteniamo che non dovrebbe essere un tabù ragionare di una possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita. Non una deroga per singolo Stato membro, ma un provvedimento generalizzato. Così come l’Italia rimane pronta ad attivare ogni possibile misura per prevenire possibili comportamenti speculativi, compresi, se necessari, ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche». Insiste, come già fatto, anche con gli Ets: «Continueremo anche a chiedere in Europa di sospendere temporaneamente l’applicazione dell’Ets alla produzione di elettricità da fonti termiche, cioè dal termoelettrico».
Ma ancora temi economici interni al centro dei pensieri di Meloni. «Purtroppo, oggi il problema dell’accesso alla casa riguarda una quantità sempre maggiore di cittadini». E ancora, il lavoro: «Abbiamo quasi 1,2 milioni di occupati stabili in più e oltre 550.000 precari in meno», ma «c’è ancora molto da fare. C’è molto da fare, ad esempio, per ciò che riguarda l’occupazione delle donne», sottolinea.
Tanto altro nei discorsi di Meloni. Sul rapporto con il presidente Usa: «Io subalterna a Donald Trump? Uno scontato ritornello, il rapporto con gli Usa è lo stesso da 80 anni».
E ancora, investimenti, commercio, energia e tecnologia. Una linea programmatica di chi guarda al futuro, perché spiega: «Non rinunciamo a convincere con risposte concrete e di lungo periodo, una strategia chiara, continuità nelle scelte che hanno funzionato, riforme coraggiose, verità in luogo delle menzogne e tanto, tanto lavoro. È quello che faremo anche in questo ultimo anno di governo, per poi attendere con serenità il giudizio sul nostro lavoro e sui risultati che ha prodotto». E il governo appunto prosegue il lavoro.
Dopo l’informativa alla Camera (dopo il premier ha sottolineato di aver sentito solo «insulti e demagogia» dai banchi dell’opposizione) si passa al al Senato. Non solo, ieri question time del ministro della Difesa, Guido Crosetto, interrogato su Leonardo e il suo ad, Roberto Cingolani, che potrebbe essere sostituito: «Non è la politica che giudica, ma il mercato».
Continua a leggere
Riduci