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2019-07-28
Altri tre bambini tornano dai loro genitori
Ansa
- Aumentano, in Val d'Enza, i casi di minori affidati ai servizi sociali che riabbracciano le famiglie: sono già sette in totale Intanto, mentre parte una commissione d'inchiesta regionale, i dem continuano a essere piantonati per paura di attacchi.
- Claudio Foti operava da terapeuta con la laurea in lettere grazie a una legge assurda che ha graziato gli specialisti fai da te E infatti si basava su tesi smentite da tutta la letteratura scientifica.
Lo speciale contiene due articoli
Altri tre bambini affidati dai servizi sociali a breve torneranno dal loro papà. Lo ha stabilito il Tribunale per i minorenni di Bologna che, a seguito dell'inchiesta «Angeli e demoni» sugli affidi illeciti nel comune di Bibbiano e di quelli della Val d'Enza, ha «riabilitato» un padre. I tre minori potranno così tornare da loro genitore dopo erano stati affidati inizialmente ai servizi sociali Val d'Enza, coinvolti appunto nell'inchiesta.
I giudici hanno deciso di revocare l'ordine di allontanamento dalla casa familiare e di affidamento dei tre al servizio sociale, così come la regolamentazione dei loro rapporti con il padre in forma protetta dal momento che costui, recita il provvedimento, «ha manifestato una condotta adeguata e idonee competenze nella relazione con i propri figli durante gli incontri organizzati dal servizio sociale».
Di conseguenza per i magistrati - che hanno accolto le istanze presentate dai legali difensori dei genitori, gli avvocati Domenico Morace, Chiara Dore ed Elena Maria Guarini - sono «venute meno le ragioni di pregiudizio» che avevano portato all'allontanamento. Così, dopo la notizia degli altri quattro bambini tornati nelle loro case, sale a sette il numero dei figli restituiti ai genitori nell'ambito di quest'inchiesta.
Intanto, dall'Emilia Romagna scossa da un terremoto che al momento vede indagate 29 persone, di cui tre sindaci o ex sindaci, arriva anche un'altra notizia. Il consiglio regionale, su proposta del presidente Stefano Bonaccini, ha infatti ufficialmente istituito una commissione di inchiesta sul sistema di tutela dei minori i cui lavori avranno termine con la legislatura. Si tratta di una decisione politica maturata dopo l'esplosione dell'inchiesta e salutata da Bonaccini come la prova che «è la Regione Emilia Romagna la prima che vuole verità e chiarezza sulla vicenda della Val d'Enza».
Ciò nonostante, se da un lato questo dovrebbe aiutare a far chiarezza su un sistema di abusi e opacità, dall'altro è tutto da vedere che possa servire effettivamente a qualcosa. Ad alimentare sospetti di dubbia utilità dell'iniziativa c'è quanto riportato nei giorni scorsi dalla Verità, ossia la composizione di una commissione i cui membri, fino ad oggi, hanno non solo lavorato nel medesimo ambito ma pure, come se non bastasse, nello stesso territorio di coloro dei quali ora sono chiamati a dare un giudizio.
In pratica la prossimità tra controllori e controllati, per così dire, è davvero troppo lampante per lasciar immaginare che questa commissione possa davvero aiutare le indagini approdando a delle conclusioni utili a far chiarezza su quanto, per anni, è avvenuto in Val d'Enza in virtù di un sistema fatto di agganci, complicità e parentele politiche.
A ogni modo, mentre la politica regionale si è attivata dichiarandosi pronta a volerci vedere chiaro, là dove tutto è deflagrato, a Bibbiano il clima rimane a dir poco incandescente. Prova ne sia che il Pd locale, a partire dalla propria sede, è bersagliato di attacchi continui, che non accennano a diminuire e che, anzi, sfociano sempre più in aggressioni e minacce. Tanto che nel Comune reggiano, come questo giornale anticipava già ieri, sia la sede del Pd sia quella dei servizi sociali, sita nella frazione di Barco, sono ormai pattugliate 24 su 24 da carabinieri e polizia.
Una conferma della tensione palpabile che si respira in questi giorni a Bibbiano arriva dalle parole del segretario locale del Pd, Stefano Marazzi, il quale ha dichiarato che «ora, oltre alle offese e alle minacce sui social network, arrivano anche le lettere anonime». «E quest'ultima», sottolinea Marazzi, «è la cosa più preoccupante, perché se uno si prende la briga di scrivere una lettera, affrancarla e spedirla, è proprio intenzionato a colpirti».
Secondo il segretario del circolo piddino locale, la maggior parte delle minacce e delle intimidazioni non arrivano da Bibbiano, bensì da fuori. Tuttavia ciò non toglie come vi sia grande preoccupazione, soprattutto in vista di quello che potrebbe accadere alla festa in programma per l'8 agosto. «Noi come sempre nelle nostra festa ci affidiamo a dei professionisti alle guardie giurate, anche per vigilare sulle attrezzature», ha spiegato Marazzi al Resto del Carlino, «ma quest'anno ovviamente la vigilanza sarà aumentata, ed inizierà diversi giorni prima delle festa e terminerà e terminerà alcuni giorni dopo la fine».
Il clima rimane insomma davvero pesante, e adesso al Pd dell'Emilia Romagna non resta che la neocostituita commissione d'inchiesta regionale sul sistema di tutela dei minori per cercare di chiamarsi fuori - anche, anzi soprattutto a livello d'immagine - dal vortice giudiziario di «Angeli e demoni». Ed è il motivo per cui lo scandalo di Bibbiano, dopo settimane, continua a pesare come un macigno per la sinistra, e non solo per quello locale.
Giuliano Guzzo
Lo Stato non capisce la psicologia e per questo produce disastri
In un precedente articolo ho commesso un errore: ho affermato che gli psicologi della onlus Hansel e Gretel non avevano fatto il corso Emdr (la terapia basata sulla famosa «macchinetta dei ricordi»). Avevo trovato questa informazione su Internet e, sbagliando, non ho verificato.
Anzi: ho verificato sul sito dell'associazione Emdr e non ho trovato il nome di Claudio Foti. Mi sono resa conto due giorni dopo di un errore del sito che rispondeva nome non trovato a qualsiasi nome. Leggo sul Cv di Foti che invece ha fatto il corso. Mi scuso per l'errore che sto correggendo.
Leggo però anche che Claudio Foti non ha la laurea in psicologia. Ha una laurea in lettere presa in 8 anni, nel doppio quindi del tempo corretto, presa in anni in cui la facoltà di psicologia esisteva. Nonostante la mancanza di un titolo accademico e quindi degli studi necessari, Foti ha fatto lo psicologo fai da te. Una bizzarra legge del 1989 invece di punire gli psicologi fai da te che hanno esercitato senza le conoscenze necessarie, senza una costruzione culturale decente, dato che già lavoravano, li ha, con una discutibile sanatoria, equiparati ai professionisti seri che prima di correre il rischio di fare danni, si sono sobbarcati di veri studi universitari di psicologia. Il concetto è stato «poverini, stanno già lavorando (magari facendo disastri), stanno già guadagnando, hanno famiglia: non creiamo disoccupati e inventiamoci che la laurea in lettere o altri valga come quella in psicologia, dichiariamo anche implicitamente che la laurea in psicologia vale poco, in fondo sono solo chiacchiere, è sostituibile da qualsiasi cosa». Nei film comici dove c'è lo scambio di persona, il falso professionista si finge psicologo non neurochirurgo. Tutti psicologi. Molti pensano che la psicologia, basata sulla parola, sia innocua. La psicologia, al contrario proprio perché basata sulla parola, può fare danni e sono danni atroci.
Foti quindi, come molti altri, ha esercitato la funzione di psicologo senza che una laurea garantisse la preparazione minima necessaria, per una legge molto discutibile dello Stato italiano. Pazienza, non è stato il solo, è andata così. Ringraziamo i legislatori. Il meglio però deve ancora venire.
Foti, come riporta Antonucci sul Foglio del 24 luglio, è stato relatore di incontri di studio promossi dal Consiglio superiore della magistratura, per bel 7 anni, 1990, 2001, 2003, dal 2006 al 2009. Alcuni di questi corsi sono stati riservati ai magistrati in tirocinio. Il Csm non aveva niente di meglio che un laureato in lettere per fargli organizzare corsi di formazione pagati con i soldi pubblici.
In qualsiasi situazione decente in cui si sposta denaro pubblico, si fa un bando. Il Italia ci sono magnifici professionisti, strepitosi docenti universitari con la doppia preparazione di psicologo e criminologo, non si poteva scegliere uno di loro? C'è stato un bando, come dovrebbe esserci, come è stato possibile prendere un laureato in lettere? Se non c'è stato un bando, perché è stato scelto un laureato in lettere? Cosa è stato detto in questi corsi? Foti cita una pubblicazione Paola Di Blasio e Roberta Vitali dove si afferma che non è dimostrata la possibilità di istillare un falso ricordo, a meno che non fosse plausibile. Posso istillare in un bambino il falso ricordo che il nonno lo ha accompagnato a scuola mentre lo ha accompagnato la mamma. Ma è plausibile essere accompagnato dal nonno. Questa teoria - non è possibile istillare un falso ricordo a meno che non sia plausibile - è purtroppo contraddetta da tutta la letteratura internazionale, è purtroppo contraddetta dal fenomeno delle allucinazioni di massa e dell'isterismo di massa che è basato sullo stesso meccanismo mentale. Falsi ricordi son stati istillati nelle menti degli aviatori americani prigionieri nella guerra di Corea che al ritorno hanno giudiziosamente confessato di aver gettato armi biologiche, salvo dare informazioni assurde su come erano fatte.
Come si istilla una falsa memoria? Deve esserci una fortissima correlazione empatica tra instillatore e vittima, un rapporto empatico a 360 gradi per usare le parole con cui Foti indica il buon ascolto, l'aviatore prigioniero è spaventato, dolente e separato dalla madre patria («a loro di te non importa niente»), il bambino è spaventato, dolente separato dai genitori («a loro di te non importa niente») , davanti a lui c'è l'instillatore di false memorie, in inglese handler, l'unica persona che lui ha a mondo, qualcuno che lo ama.
Rapporto empatico a 360 gradi. Perché i corsi per magistrati sono stati fatti da persone che negano l'evidenza scientifica (e storica) della realtà delle false memorie? Tutta la Cismai, l'associazione di assistenti sociali e psicologi che dà la caccia agli abusi in famiglia condivide lo stesso principio ascientifico. Qualsiasi esperto serio vi spiegherà che la mente del bambino che ha subito un trauma da abuso equivale a una scena del crimine e va trattata badando a non alterarla. Tutte le perizie fatte da Foti si sono concluse con l'assoluzione degli imputati, perché gli interrogatori dei bambini erano senza valore. Le alternative sono due: o erano tutti innocenti e allora sono stati perseguitati innocenti, oppure, se, come sostiene Foti, qualche colpevole c'era, l'aver inquinato assurdamente la scena del crimine, la mente del bambino con interrogatori fatti fuori dalle regole, che possono creare falsi positivi, ha premesso a colpevoli di cavarsela. Possibile che lo stato italiano non abbia professionisti in grado di fare interrogatori in maniera corretta cui dare denaro pubblico? La Cismai segue un criterio ascientifico, non è possibile creare false memorie: perché continua a essere un riferimento?
Un'ultima informazione: la mente inconscia non distingue il vero dal falso. Un bambino che creda di aver subito un abuso è traumatizzato come qualcuno che lo abbia subito. Un ultimo consiglio alla magistratura italiana: volete perseguire i pedofili? Volete fermarli? Volete salvare innocenti dal dolore, dalla dissociazione mentale? E allora fatelo. Ci sono migliaia di bambini seviziati e abusati nel deep web. E quelli sono abusi veri, dannatamente veri. Con il 2 % del denaro che lo stato italiano ha sperperato per finanziare laureati in lettere cui una legge ha regalato il titolo di psicologo, si fra una squadra di hacker in rado di risalire ai computer originari, per arrivare ai luoghi e trovare i colpevoli e le vittime.
Volete fermare la pedofilia? Applicate la convenzione di Lanzarote e punite l'apologia di pedofilia, anche se arriva dall'intellettuale o dall'uomo politico.
Siete i magistrati di questo Paese. Voi dovete essere i cavalieri, i difensori veri. Diventatelo. Abbiamo bisogno del vostro coraggio.
Silvana De Mari
Aumentano, in Val d'Enza, i casi di minori affidati ai servizi sociali che riabbracciano le famiglie: sono già sette in totale Intanto, mentre parte una commissione d'inchiesta regionale, i dem continuano a essere piantonati per paura di attacchi.Claudio Foti operava da terapeuta con la laurea in lettere grazie a una legge assurda che ha graziato gli specialisti fai da te E infatti si basava su tesi smentite da tutta la letteratura scientifica.Lo speciale contiene due articoliAltri tre bambini affidati dai servizi sociali a breve torneranno dal loro papà. Lo ha stabilito il Tribunale per i minorenni di Bologna che, a seguito dell'inchiesta «Angeli e demoni» sugli affidi illeciti nel comune di Bibbiano e di quelli della Val d'Enza, ha «riabilitato» un padre. I tre minori potranno così tornare da loro genitore dopo erano stati affidati inizialmente ai servizi sociali Val d'Enza, coinvolti appunto nell'inchiesta. I giudici hanno deciso di revocare l'ordine di allontanamento dalla casa familiare e di affidamento dei tre al servizio sociale, così come la regolamentazione dei loro rapporti con il padre in forma protetta dal momento che costui, recita il provvedimento, «ha manifestato una condotta adeguata e idonee competenze nella relazione con i propri figli durante gli incontri organizzati dal servizio sociale». Di conseguenza per i magistrati - che hanno accolto le istanze presentate dai legali difensori dei genitori, gli avvocati Domenico Morace, Chiara Dore ed Elena Maria Guarini - sono «venute meno le ragioni di pregiudizio» che avevano portato all'allontanamento. Così, dopo la notizia degli altri quattro bambini tornati nelle loro case, sale a sette il numero dei figli restituiti ai genitori nell'ambito di quest'inchiesta.Intanto, dall'Emilia Romagna scossa da un terremoto che al momento vede indagate 29 persone, di cui tre sindaci o ex sindaci, arriva anche un'altra notizia. Il consiglio regionale, su proposta del presidente Stefano Bonaccini, ha infatti ufficialmente istituito una commissione di inchiesta sul sistema di tutela dei minori i cui lavori avranno termine con la legislatura. Si tratta di una decisione politica maturata dopo l'esplosione dell'inchiesta e salutata da Bonaccini come la prova che «è la Regione Emilia Romagna la prima che vuole verità e chiarezza sulla vicenda della Val d'Enza».Ciò nonostante, se da un lato questo dovrebbe aiutare a far chiarezza su un sistema di abusi e opacità, dall'altro è tutto da vedere che possa servire effettivamente a qualcosa. Ad alimentare sospetti di dubbia utilità dell'iniziativa c'è quanto riportato nei giorni scorsi dalla Verità, ossia la composizione di una commissione i cui membri, fino ad oggi, hanno non solo lavorato nel medesimo ambito ma pure, come se non bastasse, nello stesso territorio di coloro dei quali ora sono chiamati a dare un giudizio. In pratica la prossimità tra controllori e controllati, per così dire, è davvero troppo lampante per lasciar immaginare che questa commissione possa davvero aiutare le indagini approdando a delle conclusioni utili a far chiarezza su quanto, per anni, è avvenuto in Val d'Enza in virtù di un sistema fatto di agganci, complicità e parentele politiche.A ogni modo, mentre la politica regionale si è attivata dichiarandosi pronta a volerci vedere chiaro, là dove tutto è deflagrato, a Bibbiano il clima rimane a dir poco incandescente. Prova ne sia che il Pd locale, a partire dalla propria sede, è bersagliato di attacchi continui, che non accennano a diminuire e che, anzi, sfociano sempre più in aggressioni e minacce. Tanto che nel Comune reggiano, come questo giornale anticipava già ieri, sia la sede del Pd sia quella dei servizi sociali, sita nella frazione di Barco, sono ormai pattugliate 24 su 24 da carabinieri e polizia. Una conferma della tensione palpabile che si respira in questi giorni a Bibbiano arriva dalle parole del segretario locale del Pd, Stefano Marazzi, il quale ha dichiarato che «ora, oltre alle offese e alle minacce sui social network, arrivano anche le lettere anonime». «E quest'ultima», sottolinea Marazzi, «è la cosa più preoccupante, perché se uno si prende la briga di scrivere una lettera, affrancarla e spedirla, è proprio intenzionato a colpirti».Secondo il segretario del circolo piddino locale, la maggior parte delle minacce e delle intimidazioni non arrivano da Bibbiano, bensì da fuori. Tuttavia ciò non toglie come vi sia grande preoccupazione, soprattutto in vista di quello che potrebbe accadere alla festa in programma per l'8 agosto. «Noi come sempre nelle nostra festa ci affidiamo a dei professionisti alle guardie giurate, anche per vigilare sulle attrezzature», ha spiegato Marazzi al Resto del Carlino, «ma quest'anno ovviamente la vigilanza sarà aumentata, ed inizierà diversi giorni prima delle festa e terminerà e terminerà alcuni giorni dopo la fine».Il clima rimane insomma davvero pesante, e adesso al Pd dell'Emilia Romagna non resta che la neocostituita commissione d'inchiesta regionale sul sistema di tutela dei minori per cercare di chiamarsi fuori - anche, anzi soprattutto a livello d'immagine - dal vortice giudiziario di «Angeli e demoni». Ed è il motivo per cui lo scandalo di Bibbiano, dopo settimane, continua a pesare come un macigno per la sinistra, e non solo per quello locale.Giuliano Guzzo<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/altri-tre-bambini-tornano-dai-loro-genitori-2639400211.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="lo-stato-non-capisce-la-psicologia-e-per-questo-produce-disastri" data-post-id="2639400211" data-published-at="1776370719" data-use-pagination="False"> Lo Stato non capisce la psicologia e per questo produce disastri In un precedente articolo ho commesso un errore: ho affermato che gli psicologi della onlus Hansel e Gretel non avevano fatto il corso Emdr (la terapia basata sulla famosa «macchinetta dei ricordi»). Avevo trovato questa informazione su Internet e, sbagliando, non ho verificato. Anzi: ho verificato sul sito dell'associazione Emdr e non ho trovato il nome di Claudio Foti. Mi sono resa conto due giorni dopo di un errore del sito che rispondeva nome non trovato a qualsiasi nome. Leggo sul Cv di Foti che invece ha fatto il corso. Mi scuso per l'errore che sto correggendo. Leggo però anche che Claudio Foti non ha la laurea in psicologia. Ha una laurea in lettere presa in 8 anni, nel doppio quindi del tempo corretto, presa in anni in cui la facoltà di psicologia esisteva. Nonostante la mancanza di un titolo accademico e quindi degli studi necessari, Foti ha fatto lo psicologo fai da te. Una bizzarra legge del 1989 invece di punire gli psicologi fai da te che hanno esercitato senza le conoscenze necessarie, senza una costruzione culturale decente, dato che già lavoravano, li ha, con una discutibile sanatoria, equiparati ai professionisti seri che prima di correre il rischio di fare danni, si sono sobbarcati di veri studi universitari di psicologia. Il concetto è stato «poverini, stanno già lavorando (magari facendo disastri), stanno già guadagnando, hanno famiglia: non creiamo disoccupati e inventiamoci che la laurea in lettere o altri valga come quella in psicologia, dichiariamo anche implicitamente che la laurea in psicologia vale poco, in fondo sono solo chiacchiere, è sostituibile da qualsiasi cosa». Nei film comici dove c'è lo scambio di persona, il falso professionista si finge psicologo non neurochirurgo. Tutti psicologi. Molti pensano che la psicologia, basata sulla parola, sia innocua. La psicologia, al contrario proprio perché basata sulla parola, può fare danni e sono danni atroci. Foti quindi, come molti altri, ha esercitato la funzione di psicologo senza che una laurea garantisse la preparazione minima necessaria, per una legge molto discutibile dello Stato italiano. Pazienza, non è stato il solo, è andata così. Ringraziamo i legislatori. Il meglio però deve ancora venire. Foti, come riporta Antonucci sul Foglio del 24 luglio, è stato relatore di incontri di studio promossi dal Consiglio superiore della magistratura, per bel 7 anni, 1990, 2001, 2003, dal 2006 al 2009. Alcuni di questi corsi sono stati riservati ai magistrati in tirocinio. Il Csm non aveva niente di meglio che un laureato in lettere per fargli organizzare corsi di formazione pagati con i soldi pubblici. In qualsiasi situazione decente in cui si sposta denaro pubblico, si fa un bando. Il Italia ci sono magnifici professionisti, strepitosi docenti universitari con la doppia preparazione di psicologo e criminologo, non si poteva scegliere uno di loro? C'è stato un bando, come dovrebbe esserci, come è stato possibile prendere un laureato in lettere? Se non c'è stato un bando, perché è stato scelto un laureato in lettere? Cosa è stato detto in questi corsi? Foti cita una pubblicazione Paola Di Blasio e Roberta Vitali dove si afferma che non è dimostrata la possibilità di istillare un falso ricordo, a meno che non fosse plausibile. Posso istillare in un bambino il falso ricordo che il nonno lo ha accompagnato a scuola mentre lo ha accompagnato la mamma. Ma è plausibile essere accompagnato dal nonno. Questa teoria - non è possibile istillare un falso ricordo a meno che non sia plausibile - è purtroppo contraddetta da tutta la letteratura internazionale, è purtroppo contraddetta dal fenomeno delle allucinazioni di massa e dell'isterismo di massa che è basato sullo stesso meccanismo mentale. Falsi ricordi son stati istillati nelle menti degli aviatori americani prigionieri nella guerra di Corea che al ritorno hanno giudiziosamente confessato di aver gettato armi biologiche, salvo dare informazioni assurde su come erano fatte. Come si istilla una falsa memoria? Deve esserci una fortissima correlazione empatica tra instillatore e vittima, un rapporto empatico a 360 gradi per usare le parole con cui Foti indica il buon ascolto, l'aviatore prigioniero è spaventato, dolente e separato dalla madre patria («a loro di te non importa niente»), il bambino è spaventato, dolente separato dai genitori («a loro di te non importa niente») , davanti a lui c'è l'instillatore di false memorie, in inglese handler, l'unica persona che lui ha a mondo, qualcuno che lo ama. Rapporto empatico a 360 gradi. Perché i corsi per magistrati sono stati fatti da persone che negano l'evidenza scientifica (e storica) della realtà delle false memorie? Tutta la Cismai, l'associazione di assistenti sociali e psicologi che dà la caccia agli abusi in famiglia condivide lo stesso principio ascientifico. Qualsiasi esperto serio vi spiegherà che la mente del bambino che ha subito un trauma da abuso equivale a una scena del crimine e va trattata badando a non alterarla. Tutte le perizie fatte da Foti si sono concluse con l'assoluzione degli imputati, perché gli interrogatori dei bambini erano senza valore. Le alternative sono due: o erano tutti innocenti e allora sono stati perseguitati innocenti, oppure, se, come sostiene Foti, qualche colpevole c'era, l'aver inquinato assurdamente la scena del crimine, la mente del bambino con interrogatori fatti fuori dalle regole, che possono creare falsi positivi, ha premesso a colpevoli di cavarsela. Possibile che lo stato italiano non abbia professionisti in grado di fare interrogatori in maniera corretta cui dare denaro pubblico? La Cismai segue un criterio ascientifico, non è possibile creare false memorie: perché continua a essere un riferimento? Un'ultima informazione: la mente inconscia non distingue il vero dal falso. Un bambino che creda di aver subito un abuso è traumatizzato come qualcuno che lo abbia subito. Un ultimo consiglio alla magistratura italiana: volete perseguire i pedofili? Volete fermarli? Volete salvare innocenti dal dolore, dalla dissociazione mentale? E allora fatelo. Ci sono migliaia di bambini seviziati e abusati nel deep web. E quelli sono abusi veri, dannatamente veri. Con il 2 % del denaro che lo stato italiano ha sperperato per finanziare laureati in lettere cui una legge ha regalato il titolo di psicologo, si fra una squadra di hacker in rado di risalire ai computer originari, per arrivare ai luoghi e trovare i colpevoli e le vittime. Volete fermare la pedofilia? Applicate la convenzione di Lanzarote e punite l'apologia di pedofilia, anche se arriva dall'intellettuale o dall'uomo politico. Siete i magistrati di questo Paese. Voi dovete essere i cavalieri, i difensori veri. Diventatelo. Abbiamo bisogno del vostro coraggio. Silvana De Mari
Federico Vecchioni (Ansa)
History Law & Economics dalla Lumsa, la Libera Università Maria Santissima Assunta. Il conferimento, approvato dal dipartimento di giurisprudenza, economia e comunicazione dell’ateneo - con successiva delibera del Senato Accademico - si deve al fatto che la figura professionale di Vecchioni rappresenta «un punto di riferimento di rilievo nel panorama dell’economia agroalimentare italiana e mediterranea, per la capacità di coniugare visione strategica, innovazione tecnologica e attenzione ai profili di sostenibilità economica, sociale e ambientale».
La cerimonia è stata introdotta dal professor Gabriele Carapezza Figlia, coordinatore del collegio dei docenti del dottorato di ricerca in Mediterranean Studies e la laudatio è stata curata dal professor Giovanni Battista Dagnino, ordinario di economia e gestione delle imprese. A conferire titolo e proclamazione, il professor Francesco Bonini, rettore dell’ateneo. Alla cerimonia è seguita la lectio magistralis di Vecchioni. «Ricevere questo dottorato honoris causa dalla Libera Università Maria Santissima Assunta», le parole pronunciate da Vecchioni, «rappresenta per me un grande onore e una grande responsabilità. Ho sempre creduto nel valore del dialogo tra impresa, istituzioni e mondo accademico come leva per generare sviluppo duraturo. Il Mediterraneo non è soltanto uno spazio geografico, ma un orizzonte culturale ed economico strategico, nel quale l’Italia può e deve esercitare un ruolo da protagonista attraverso innovazione, sostenibilità e cooperazione internazionale». «In quest’ottica», ha proseguito quindi il presidente di Bonifiche Ferraresi, «si inseriscono le iniziative internazionali portate avanti da Bf con l’obiettivo di creare la più importante riserva agricolo alimentare del Mediterraneo».
A completamento delle formalità si pone poi il discorso del rettore della Lumsa, professor Bonini, che ha voluto rimarcare l’importanza del conferimento accademico: «Il dottorato in Mediterranean Studies, basato nel nostro dipartimento di Palermo, traguarda anche l’importante investimento che l’Università Lumsa ha aperto con l’istituzione del nostro University Africa Center. Il conferimento del dottorato a una personalità come quella di Federico Vecchioni vuole essere esemplare per i nostri studenti e studentesse, e per un impegno di ricerca, sviluppo e collaborazione con le realtà vive della società che qualifica l’università e ne conferma l’ispirazione e l’impegno per il bene comune nella grande prospettiva globale».
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Mentre l’Italia tenta una timida risalita (+7,6% a marzo, con 185.367 immatricolazioni), il resto del continente (+1,7%) resta frenato da condizioni finanziarie restrittive: tassi elevati che la Bce fatica a ridurre, complice uno choc petrolifero che alimenta un’inflazione ancora persistente e comprime i redditi reali. In questo contesto, la domanda effettiva si contrae e il pricing power si deteriora.
La realtà è che l’ideologia politica in Europa ha preteso di ignorare le leggi della domanda: le aziende «vulnerabili», quelle che hanno puntato tutto su una transizione elettrica forzata, si ritrovano oggi con piazzali pieni e margini a picco. Parallelamente, la Cina ha cambiato ruolo: da mercato di sbocco a concorrente diretto e aggressivo. Marchi come Byd e Leapmotor registrano crescite a tre o quattro cifre anche in Italia, segnalando un vantaggio competitivo costruito su costi, integrazione verticale e velocità di esecuzione.
Il nesso per il portafoglio del risparmiatore è brutale. I dati appena pubblicati dal Gruppo Volkswagen per il primo trimestre 2026 confermano che il «mal di Cina» è diventato cronico e forse irreversibile. Le consegne globali sono calate del 4% (2,05 milioni di unità), ma è il tracollo delle elettriche a far tremare Wolfsburg: un pesantissimo -64% in Cina e -80% negli Stati Uniti. La tenuta europea (+12%) non basta a compensare la fine degli incentivi e l’inasprimento dei dazi americani.
Come osserva Salvatore Gaziano, responsabile delle strategie di investimento di SoldiExpert Scf: «Volkswagen sta vivendo il suo momento più buio: il mercato cinese, che un tempo garantiva profitti certi, oggi rigetta i modelli tedeschi. Il rischio per chi ha il titolo in portafoglio è di restare intrappolati in un gigante che fatica a ruotare la sua enorme stazza verso ciò che il cliente vuole davvero: auto accessibili, concrete e con motorizzazioni affidabili».
In questo scenario, Stellantis affronta una transizione manageriale critica. Il nuovo numero uno, Antonio Filosa, è chiamato a ricostruire un gruppo segnato dalla precedente gestione di Carlos Tavares, lodata per il cost-cutting ma accusata di aver compresso investimenti e qualità. «Filosa sta tentando di rimettere in carreggiata un’auto che rischiava il deragliamento», osserva l’analista e consulente finanziario indipendente. «Ha ereditato una struttura dove l’ossessione per il bilancio a breve termine ha logorato la qualità e la fiducia della rete».
La delusione più fragorosa arriva però da Porsche. Nel primo trimestre 2026 le vendite globali sono scese del 15%, con un crollo in Cina da 68.000 unità nel primo trimestre 2022 a meno di 7.800. L’utile netto è crollato del 91,4% (da 3,6 miliardi nel 2024 a 310 milioni nel 2025), mentre il fatturato si è contratto a circa 36,3 miliardi.
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Francesco Lollobrigida (Ansa)
Coldiretti la definisce «una svolta», in quanto difende un patrimonio che oggi vale 707 miliardi di euro e trova nella Dop economy la sua espressione più avanzata. «Questa legge giaceva nei cassetti da oltre dieci anni e nessuno aveva mai avuto il coraggio di farla diventare un provvedimento», ha spiegato Lollobrigida, sottolineando che introduce due nuovi reati, l’aggravante di agropirateria e sanzioni proporzionali alle dimensioni del fatturato delle imprese, «affinché siano un vero deterrente. Inoltre, istituzionalizza la cabina di regia per un efficientamento dei sistemi di controllo». La legge rafforza la trasparenza e la tracciabilità dei prodotti lungo tutta la filiera per fornire informazioni quanto più esaustive possibili al consumatore anche al fine di tutelare la salute.
Di conseguenza, vengono inseriti nel Codice penale due reati: la «frode alimentare» per punire chi commercializza alimenti o bevande che, a sua conoscenza, non sono genuini o che provengono da luoghi diversi rispetto a quelli indicati (prevista la reclusione da 2 mesi a 1 anno), e il «commercio di alimenti con segni mendaci» per punire chi utilizza segni distintivi o indicazioni per indurre in errore il compratore sulla qualità o sulla quantità degli alimenti (reclusione da 3 a 18 mesi). È inserita l’aggravante di agropirateria, quando l’attività illecita è realizzata in maniera organizzata e continuativa, l’aggravante «quantità e biologico» (se i prodotti sono commercializzati come biologici ma non lo sono). In questi tre casi le pene sono aumentate. La legge prevede per questi reati anche la confisca obbligatoria di prodotti, beni o cose oggetto o prodotto dei reati.
L’autorità giudiziaria avrà l’obbligo di distribuire i prodotti sequestrati, ma commestibili, a enti territoriali o caritatevoli per destinarli a persone bisognose o animali abbandonati.
È prevista la protezione delle Indicazioni geografiche, attività che secondo l’ultimo rapporto Ismea-Qualivita nel 2024 ha realizzato 20,7 miliardi di euro di fatturato di cui 12,3 miliardi di euro realizzati all’estero. Previste sanzioni più dure per il reato di contraffazione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine protetta.
La legge vieta poi l’utilizzo del termine «latte» e di prodotti lattiero-caseari per prodotti vegetali se non accompagnato dalla denominazione corretta (per esempio il latte di mandorla venduto come sostitutivo senza distinzione). A dimostrazione della necessità di una legge con questi contenuti, Coldiretti cita l’ultimo Rapporto elaborato insieme a Eurispes e Fondazione osservatorio agromafie, secondo il quale il volume d’affari dei crimini agroalimentari in Italia è salito a 25,2 miliardi, praticamente raddoppiato nel giro dell’ultimo decennio.
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Ecco #DimmiLaVerità del 16 aprile 2026. La deputata della Lega Rebecca Frassini illustra i contenuti della manifestazione di sabato 18 a Milano.