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Sotto l'alta moda della lingerie ci sono 55 miliardi e nuovi lavori

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  • Il giro d'affari complessivo dell'intimo ha già raggiunto 110 miliardi di euro ed è in mano a otto grandi gruppi. Tre di questi sono italiani, ma il primato dell'export è conteso da Russia e Stati Uniti.
  • A tirare il comparto è la biancheria di lusso: con un business in continua crescita, la sola fascia alta varrà nel 2024 oltre 55 miliardi, la metà del fatturato totale. La differenza con le marche più diffuse? La qualità dei materiali e della manodopera. Agent Provocateur per la realizzazione di un reggiseno impiega fino a un anno di tempo.
  • Intervista con Lucy Litwack, alla guida di Coco de Mer: «Nel futuro le linee si ispireranno all'arte del bondage».
  • L'effetto millennial ha imposto al settore i trend delle passerelle. Ma diversamente dalle taglie di abbigliamento solo per i reggiseni esistono 240 size. Così l'80% delle donne sbaglia l'acquisto. Da Milano a Cagliari le boutique si sono specializzate in attività di «bra fitting», ovvero l'arte di consigliare taglia e modello perfetto.


Lo speciale contiene cinque articoli.

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Starmer rimpalla la sua incompetenza sulla Brexit
Keir Starmer (Ansa)
Dopo la mazzata delle amministrative e la cavalcata di Nigel Farage, 55 parlamentari laburisti chiedono le dimissioni del premier inglese.

Dopo la batosta elettorale e l’avanzata travolgente di Nigel Farage, Keir Starmer ha scelto la strada dello scaricabarile. Anziché assumersi la responsabilità della crisi politica, economica e sociale che attraversa il Regno Unito dopo mesi di governo laburista, il premier britannico ha deciso di puntare il dito contro il bersaglio preferito dell’establishment europeista: la Brexit. E soprattutto contro l’uomo che più di ogni altro continua a incarnarla politicamente, cioè Farage, oggi vero vincitore delle urne britanniche. Nel suo intervento, Starmer ha attaccato frontalmente il leader di Reform Uk e l’eredità del referendum del 2016.

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La Cgil ricorre in tribunale contro la lavoratrice disabile eletta in cda
Ansa
A Rieti, l’organizzazione di Maurizio Landini e la Uil contro una municipalizzata che ha accolto nella governance anche la «quota operaia». Il motivo? L’azienda non ha informato le sigle, quindi l’atto è «antisindacale».

La notizia sarebbe questa: una lavoratrice eletta dai lavoratori entra nel consiglio di amministrazione di una società, in questo caso una ex municipalizzata, per poter contribuire alla crescita della stessa portando la voce di chi vi lavora. E sarebbe una bella notizia. Invece capita che, in una distorsione del mondo, - qualcuno lo definirebbe un mondo al contrario - il più grande sindacato italiano per numero di iscritti impugni l’elezione e faccia causa per cancellare tutto.

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Il professor Vaia: «Rarissimo il contagio uomo-uomo»
Francesco Vaia (Imagoeconomica)
L’ex direttore dello Spallanzani: «Non c’è motivo di aver paura dell'hantavirus. Media irresponsabili».

Francesco Vaia, componente dell’Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, è stato direttore dello Spallanzani e direttore generale della prevenzione sanitaria al ministero della Salute. E quando parla di hantavirus è uno dei pochi che non si baloccano con i facili allarmismi.

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Tre scomode verità per l’Iran
Getty Images
Dal diritto di Israele a esistere alla repressione dei dissidenti iraniani, fino alla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz: le contraddizioni dell’Occidente e l’ambiguità europea davanti a Teheran.
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Le Firme

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