
Non si placa la battaglia tra cittadini residenti proprietari di un immobile e gestori di immobili destinati agli affitti brevi. Questa volta, però, ad avere la peggio sono stati i cittadini residenti che, a Firenze, avevano fatto causa a una società che aveva rilevato due appartamenti del palazzo per proporli per affitti brevi. A raccontare la storia è Repubblica secondo cui due proprietari, difesi dall’avvocato Beatrice Francioli, avevano fatto causa spiegando che il regolamento condominiale del palazzo situati nel centro di Firenze imponeva agli immobili un uso esclusivamente residenziale o destinato a studi residenziali privati. Il giudice ha però dato ragione alla società che si era presa in carico gli appartamenti e difesa dal legale Francesco Spagnoli. Il motivo? La clausola del regolamento condominiale mostrata alla corte non era stata votata all’unanimità da tutti i condomini. Inoltre, i condomini aveva anche chiesto un risarcimento perché il viavai di turisti avrebbe ridotto sicurezza, decoro e tranquillità del palazzo. Ma, anche questa richiesta è stata rispedita al mittente perché, secondo i giudici, non sarebbe corretto affermare che l’arrivo di turisti debba per forza determinare problemi di sicurezza nel condominio. «Il divieto di esercitare una determinata attività all’interno di un appartamento, come quella di affittacamere, self catering apartments, etc.», si legge nella sentenza, «rappresenta una limitazione alle facoltà di godimento incluse nel diritto di proprietà immobiliare». Inoltre, «In astratto», si legge sempre nella sentenza, «l’ospitare turisti in appartamento non comporta alcun tipo di molestia o di danno, non essendovi alcun motivo per ritenere che le persone alloggiate debbano comportarsi, all’interno dell’appartamento, in modo meno civile».
Insomma, questa volta i magistrati hanno dato ragione a chi ritiene che un legittimo proprietario di un immobile abbia il diritto di utilizzare il suo bene come meglio crede. «È corretto che i proprietari di un immobile possano utilizzarlo nel modo che ritengono più opportuno», ha ribadito Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confediliza, alla Verità. «L’unico modo che un condominio ha per vietare il ricorso agli affitti brevi è quello di una votazione all’unanimità. In più, anche in questo caso, la clausola condominiale avrebbe valore solo per gli immobili futuri destinati agli affitti brevi. Non potrebbe essere retroattiva».
Il tema della lotta agli affitti brevi, in realtà, viene da oltreoceano con la città di New York che ha vietato gli affitti inferiori a 30 giorni, a meno che il proprietario non risieda nell’alloggio e non a più di due ospiti. In Italia la questione è molto dibattuta nelle città d’arte come Firenze o Venezia. Quello che però non va dimenticato è che il diritto alla proprietà immobiliare non può essere violato e che chi possiede legittimamente un immobile ha diritto a ottenerne una rendita senza doverne dare conto ai vicini.






