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Abbuffata di nomine alla faccia del voto

Un governo che alle elezioni venisse bocciato senza appello dagli italiani avrebbe il dovere di dimettersi all'istante. Così fece per esempio Massimo D'Alema quando, nel 2000, gli elettori gli voltarono le spalle, regalando otto regioni con 32 milioni di abitanti al centrodestra. Così fece perfino Matteo Renzi il 4 dicembre del 2016, quando il 60 per cento dei votanti mandò al diavolo la riforma della Costituzione confezionata dalle sapienti mani di Maria Elena Boschi. Anche se poi, andandosene, l'ex segretario del Pd lasciò a Palazzo Chigi i suoi pretoriani e le sue pretoriane, facendo nascere un esecutivo fotocopia.
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Vannacci imbarca i delusi e decolla. Il centrodestra non lo sottovaluti
Laura Ravetto (Ansa)
Il partito del generale ha già raggiunto i 50.000 iscritti. Numeri notevoli, ma snobbati dalla maggioranza. Grave errore, perché l’ex parà attira i voti delle periferie e dei disillusi che si aspettavano di più dall’esecutivo.

La notizia del giorno è che Laura Ravetto, deputata della Lega (con un lungo passato in Forza Italia), passa nel partito di Vannacci, Futuro nazionale. Certo, questa è una notizia degna di rispetto perché la parlamentare è certamente conosciuta anche al pubblico televisivo da diversi anni. Fin qui siamo alla notizia del giorno. Ma c’è la notizia non del giorno, ma di questi mesi, ed è che Vannacci sta salendo molto in fretta col suo partito.

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Dalla sconfitta di Musk contro OpenAI al vertice Trump-Xi, fino alle crepe nel GOP in vista delle elezioni di mid-term e ai record dell’arte.

Il video dell'incontro tra il premier e il primo ministro indiano nella cornice di villa Pamphili per il vertice di oggi a Roma.

Cantelmi: «I Trevallion sono stati valutati da “esperti” privi di competenze»
Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, i genitori di quella che è nota come la 'famiglia nel bosco' (Ansa)
Il prof Tonino Cantelmi, nel pool a difesa di Nathan e Catherine, smonta i giudizi che hanno determinato l’allontanamento dei tre figli: «Le consulenti del tribunale prive di competenza con i minori: mancano test e colloqui clinici. La diversità non è “devianza”».

Trecentoventi pagine per esaminare ben 15 punti estremamente critici: il lavoro presentato dal professor Tonino Cantelmi e dalla dottoressa Martina Aiello si configura come una vera e propria «controperizia» che smonta un pezzo alla volta - e con adamantina precisione - tutte le valutazioni fatte sulla famiglia nel bosco dagli esperti nominati dal tribunale dei minori dell’Aquila. E non sono rilievi da poco quelli di Cantelmi e della sua collega. Alcune criticità messe in luce sono gravissime e rendono perfettamente - e drammaticamente - l’idea della superficialità con cui i coniugi Trevallion e i loro figli sono stati giudicati finora.

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