Abbuffata di nomine alla faccia del voto

Un governo che alle elezioni venisse bocciato senza appello dagli italiani avrebbe il dovere di dimettersi all'istante. Così fece per esempio Massimo D'Alema quando, nel 2000, gli elettori gli voltarono le spalle, regalando otto regioni con 32 milioni di abitanti al centrodestra. Così fece perfino Matteo Renzi il 4 dicembre del 2016, quando il 60 per cento dei votanti mandò al diavolo la riforma della Costituzione confezionata dalle sapienti mani di Maria Elena Boschi. Anche se poi, andandosene, l'ex segretario del Pd lasciò a Palazzo Chigi i suoi pretoriani e le sue pretoriane, facendo nascere un esecutivo fotocopia.
Ansa
Solo l'Ue, firmataria dei contratti, può avviare le cause. E non è intenzionata a farlo.
Solamente lo 0,15% dei cittadini ha ricevuto la seconda dose del siero Pfizer, cioè un italiano su 637. Dopo i ritardi nelle consegne, Francesco Boccia ha messo le mani avanti: «L'immunità di gregge slitta di mesi». Ma continuando così, a conti fatti, servirebbero 53 anni.
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