A una settimana dal raid al Pellegrini non c’è ancora nessun indagato

L'assenza di videosorveglianza all'interno del reparto in cui è spirato Ugo Russo complica l'identificazione dei vandali che l'hanno devastato. Dietro il blitz e la stesa contro la caserma ci sarebbe il clan Saltalamacchia.
Ansa

Siccome gli sbarchi dei migranti sono in aumento (dall'inizio di maggio sono arrivate oltre 4.000 persone), al Viminale hanno rispolverato due vecchi piani di emergenza, che già nel passato non sono serviti a nulla, se non a incentivare gli arrivi. Il primo consiste nelle navi quarantena, un modo per stipare i profughi e nasconderli agli occhi delle telecamere, provvedendo lentamente poi a rilasciarli sul territorio nazionale senza che nessuno se ne accorga.

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Le misure restrittive che il governo ha imposto per mesi, con grave danno alla salute dei più deboli, cozzano con l’atteggiamento opposto tenuto verso le ondate di migranti. Risultato? Un Paese allo stremo sotto scacco
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