La Borsa italiana, sbilanciata su energia e finanza, cresce meno rispetto a quelle mondiali e privilegia small cap e titoli legati ai consumi industriali. Rimbalza Campari. Alerion cleanpower fa +1.059% in tre anni.

Il listino di Piazza Affari è molto sbilanciato verso i titoli energetici e quelli finanziari. Per questo è sempre bene prestare attenzione a dove si investe perché, in alcuni casi, questo particolare equilibrio può rappresentare un freno. «Il mercato azionario italiano continua a scontare problemi di efficienza con una estrema concentrazione di settori che pesano su gran parte del listino principale», spiega Francesco Pilotti, responsabile dell’ufficio studi di Soldiexpert scf, «Da rilevare che solamente il settore finanziario e quello delle utilities pesano quasi la metà del mercato complessivo. Questo incide sui rendimenti, tant’è vero che negli ultimi anni si mantiene elevato il divario con i principali listini europei e mondiali, più equilibrati ed eterogenei. Per fare un raffronto con il Msci world, all’interno del quale l’Italia pesa, comunque, meno dell’1%», sottolinea, «chi avesse investito sul nostro Paese negli ultimi dieci anni avrebbe conseguito una performance del +75%, mentre il mercato globale è salito del +181%. Anche riducendo il periodo di osservazione i dati non cambiano, visto che negli ultimi tre anni il mercato italiano ha accumulato una differenza del 30% rispetto al mondo e del 12% solo nell’ultimo anno. C’è da rilevare che la caratteristica preminente del mercato italiano è data dalla crescita delle aziende a medio bassa capitalizzazione, punto di forza da sempre del nostro Paese. A confermare ciò il dato secondo cui negli ultimi dieci anni la capitalizzazione dei titoli small cap ha avuto un incremento quasi doppio rispetto al listino principale».

«Il mercato italiano si conferma ancora una volta un amplificatore dell’Eurozona», aggiunge Gilles Guibout, gestore azionario di Axa investment managers, «Per una volta, le performance settoriali del mercato italiano non rispecchiano la dinamica europea, con i consumi industriali e non ciclici che registrano alcune tra le migliori performance grazie ai rimbalzi di Ferrari e Campari», dice. «In generale, nelle principali piazze europee le migliori performance sono state quelle dei settori che sembrano essere più immuni a un rallentamento della crescita, come la sanità, la tecnologia o le telecomunicazioni, e quelli che beneficiano dell’attuale rialzo dei prezzi, vale a dire il settore dell’energia e delle materie prime. Al contrario, i settori del consumo ciclico e non ciclico sono stati penalizzati dalla prospettiva di una probabile riduzione dei volumi. Nel mercato italiano, invece, questi settori hanno messo a segno progressi».

Dove puntare, dunque? Il mondo delle energie rinnovabili si dimostra sempre sulla cresta dell’onda. Il titolo di Alerion cleanpower è cresciuto in tre anni del 1059%. Navigano in acque molto tranquille anche le barche di lusso del gruppo Sanlorenzo, con una crescita in tre anni del 120%.

Chi, invece, predilige i fondi comuni che puntano su Piazza Affari non ha che l’imbarazzo della scelta. L’Anthilia small cap Italia ha messo a segno in 36 mesi il 74,3%, l’Atomo made in Italy il 38,2% e l’Anima italian equity silver cap è cresciuto del 36,5%.

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