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Il 5G cinese contro i terremoti

Il colosso Zte ha presentato a L'Aquila il centro di ricerca sulle frequenze di quinta generazione. L'ad Hu Kun: «Progetto di lungo termine per integrare la smart city».

Lo speciale contiene due articoli.

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La sanità sarà a pagamento per gli italiani all’estero. I clandestini? Tutto gratis
Imagoeconomica

I connazionali emigrati sborseranno 2.000 euro l’anno per potersi curare in un ospedale della penisola. Ci può stare dato che non versano qui le tasse. Però è ingiusto che i migranti siano assistiti per ogni cosa.

Gli italiani residenti in un Paese extra Ue dovranno pagare duemila euro l’anno nel caso decidano di tornare per farsi curare in un ospedale della penisola. Invece i clandestini che non dovrebbero soggiornare in Italia e andrebbero espulsi potranno continuare a beneficiare del Servizio sanitario nazionale gratuitamente. È uno dei paradossi dell’accoglienza, conseguenza di quell’articolo 32 della Costituzione che tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo, garantendo cure a spese dei contribuenti a chiunque sia ritenuto indigente.

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La priorità a sinistra: imbavagliare i cittadini esasperati dai clandestini
Getty Images
Cgil e Anpi chiedono a sindaco e prefetto di vietare il corteo pro remigrazione di sabato a Roma. Il solito copione che impone la censura del dissenso, strillando al razzismo, con tanto di manifestazioni di protesta degli antifa.

Figurati se non chiedevano la censura. Ormai non fa nemmeno più notizia: la ragione sociale di Anpi e Cgil è la mordacchia. Esistono per chiedere che le manifestazioni e gli eventi altrui siano cancellati, osteggiati, vietati. Ed eccoli, puntuali, a chiedere che venga impedita la manifestazione del Comitato remigrazione e riconquista prevista per sabato a Roma. Questi geni hanno organizzato persino una assemblea, il 3 giugno, al fine di compilare una lettera da inviare al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e al prefetto Lamberto Giannini.

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Allarme sicurezza a Genova e l’opposizione svela i buchi del modello Salis
Il sindaco di Genova Ilaria Salis (Ansa)
Escalation di aggressioni e violenze da parte di stranieri. La scelta del sindaco di sapere in anticipo le domande in conferenza stampa è un boomerang. Così incolpa il governo.

Oggi è il gran giorno della conferenza stampa di Silvia Salis, quella convocata a Palazzo Tursi con regole d’ingaggio stringenti: massimo due domande a testa e argomenti da comunicare in anticipo allo staff della sindaca. La scusa ufficiale è quella della completezza delle risposte. Il sospetto, legittimo, è che dietro ci sia la volontà di evitare domande a sorpresa. O, peggio, domande scomode. E, così, l’opposizione ha deciso di rispondere con una controconferenza.

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Giorgetti: uscire da Mps. Il Pd vuol rientrarci
Giancarlo Giorgetti (Ansa)
Il ministro sull’operazione Intesa: «Dobbiamo solo valutare chi ci dà di più, come sempre. Funziona così». Il governatore toscano Giani e il sindaco di Siena invece fanno le barricate: «Difenderemo il Monte da tentativi di ridimensionamento».

Il copione è sempre quello. Cambia solo il prezzo del biglietto. Il Tesoro vende, il mercato compra, la politica si agita. E al centro c’è la protagonista. Una vecchia signora troppo importante per essere trascurata: la Banca Monte dei Paschi che ancora per poco sarà di Siena.

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