
Il presidente di Federfarma Piemonte, Massimo Mana, ieri aveva i calici alzati: «Sono 200 le farmacie piemontesi che hanno aderito al protocollo di Federfarma per i tamponi antigenici rapidi a prezzo calmierato, 8 euro per gli under 18 e 15 euro per i maggiorenni». Una dimostrazione dello «spirito di servizio che i farmacisti garantiscono sempre nei confronti della cittadinanza». Gli hanno fatto subito eco il presidente della Regione, Alberto Cirio, e l'assessore alla Sanità, Luigi Genesio Icardi: «Le nostre farmacie vengono incontro alle esigenze economiche delle famiglie per il green pass».
Peccato che il prezzo fissato dallo Stato nel protocollo con le farmacie non sia così calmierato. E che il tampone sia diventato, di fatto, una nuova tassa per i non vaccinati, considerando che le nuove regole sul green pass somigliano più a un obbligo vaccinale mascherato che non a una misura di contenimento dell'epidemia.
Lo scorso 5 agosto, fonti di governo avevano filtrato alle agenzie di stampa che durante la cabina di regia a Palazzo Chigi l'ipotesi della gratuità dei test anti Covid era stata scartata perché avrebbe potuto disincentivare i più giovani a immunizzarsi. Nel decreto legge del 23 luglio, che rende obbligatorio il green pass per una serie di attività, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, si legge che sono stanziati solo 45 milioni per garantire fino al 30 settembre 2021 la possibilità, soprattutto ai giovani tra i 12 e i 18 anni, di effettuare i tamponi a prezzi contenuti. Il commissario per l'emergenza, Francesco Figliuolo, d'intesa con il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha poi definito il protocollo dell'accordo con le farmacie e le altre strutture sanitarie. Fissando un prezzo tutt'altro che economico e caricando di nuove spese chi non ha ancora fatto il vaccino. Anche se ci sono persone che tra prenotazioni chiuse e ritardi non hanno ancora potuto ricevere la prima dose e altre che stanno decidendo se vaccinare i figli di 12-13 anni.
Fortunatamente alcune Regioni, invece di festeggiare come il Piemonte, hanno rotto gli schemi burocratici e si sono affidate al semplice buon senso. Come l'Umbria, che da domani al 31 agosto ha previsto tamponi gratuiti per i residenti di età compresa tra 12 e 30 anni che hanno già preaderito alla vaccinazione ma stanno ancora aspettando l'appuntamento.
Nel frattempo, Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, ieri ha commentato le prime stime sugli ingressi al ristorante che mettono a confronto i dati di venerdì, dopo l'entrata in vigore del green pass, con quelli di venerdì della settimana scorsa, facendo registrare un calo del 25% negli accessi ai ristoranti al chiuso. «Un italiano su quattro ha desistito e come prevedibile sono state soprattutto le famiglie con minorenni al seguito a rinunciare. Sono ancora troppo bassi i tassi di vaccinazione per i giovani sotto i 18 anni, senza contare che 8 euro ogni 48 ore per i tamponi sono troppi per buona parte degli italiani che scelgono di andare in vacanza, nonostante redditi più bassi».


Ettore Fortuna


