True
2020-03-20
Verso una stretta alle folle per la spesa. E già due Regioni dispiegano i militari
Ansa
Stavolta la chiusura rischia di essere a doppia mandata. Il governo sta infatti valutando lo stop dei supermarket. A confermarlo è il viceministro dell'Interno Matteo Mauri: «Bisogna capire se la limitazione degli orari porti poi a una concentrazione di persone, stiamo facendo degli studi approfonditi sul rischio di non rispettare la distanza di sicurezza». Un effetto boomerang che spiega bene il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. «Comprimere troppo gli orari dei negozi di alimentari», ha affermato l'ex pm d'assalto di Catanzaro, «potrebbe produrre il risultato opposto che le persone si assembrano tutte negli stessi orari per fare la spesa. Credo che gli alimentari debbano stare aperti dalla mattina all'imbrunire per consentire anche a chi sta lavorando di poter fare la spesa». Dubbi che non hanno toccato, invece, il collega di fascia tricolore Modesto Lamattina, sindaco di Caggiano (Salerno) che, con appena 2.600 abitanti, è uno dei cinque comuni «canaglia» della Campania. Lamattina ha deciso di chiudere alimentari e farmacia senza pensarci due volte. I cittadini - c'è scritto nell'ordinanza che ha firmato nella giornata di mercoledì - dovranno «contattare telefonicamente gli esercenti per la richiesta di spesa o farmaci che potranno ritirare esclusivamente all'esterno delle strutture all'orario concordato con il negoziante e con il farmacista i quali sono tenuti a programmare le consegne in modo da evitare qualsiasi forma anche minima di assembramento esterno all'ingresso».
E, proprio in Campania, ieri sono arrivati alcuni contingenti dell'Esercito che affiancheranno le forze dell'ordine nei controlli sul territorio per il rispetto dei divieti così come richiesto dal governatore Vincenzo De Luca. Scenario analogo in Sicilia dove una parte dei soldati di stanza sull'isola sarà da oggi impiegata nelle pattuglie di vigilanza urbana e nei punti di arrivo dei passeggeri. Ai militari si sono appellati anche i sindaci di Civitavecchia e di Giulianova. E il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha dato «piena disponibilità all'uso dei militari».
Com'è difficile trovare un punto di equilibrio tra la posizione di Palazzo Chigi, che tentenna ancora sul divieto assoluto di attività fisica, e il lockdown completo invocato a gran voce dalle Regioni del Nord. Non a caso, il governatore del Veneto Luca Zaia ieri ha preannunciato una propria ordinanza restrittiva se non arriverà quella dell'Esecutivo. Un po' come fatto dalla Campania nei giorni scorsi e dalla Valle d'Aosta, dall'Emilia Romagna, dal Friuli Venezia Giulia nella giornata di ieri. «Abbiamo delle foto di via Garibaldi a Venezia di stamane e raccontano di passeggiate di comunità, che non sono assolutamente in linea con il tema dello stare a casa, di stare attenti al contagio e di avere prudenza», ha attaccato il leghista.
Esagerazione? Per il vicepresidente della Croce Rossa cinese, Sun Shuopeng, in conferenza stampa con il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana assolutamente no. «Qui non avete misure abbastanza severe, c'è gente in strada e i trasporti pubblici funzionano. Bisogna fermare tutte le attività economiche, tutti devono stare a casa, tutti devono dare il loro contributo», ha detto. L'esempio - suggerisce - è quello di Wuhan, dove «gli ospedali hanno potuto iniziare a trattare i pazienti e ridurre il numero delle persone ammalate un mese dopo aver adottato il blocco completo». Fontana ne ha parlato ieri pomeriggio con il premier Giuseppe Conte, e si attendono decisioni in merito. Intanto, c'è chi fa prima (e meglio) da solo. Il sindaco di Messina, Cateno De Luca, ha infatti deciso di vietare su tutto il territorio comunale passeggiate e sport. «Nonostante i ripetuti inviti a stare in casa, ed a spostarsi solo se strettamente necessario, abbiamo accertato casi di persone che hanno organizzato un falò sulla spiaggia, che hanno messo la musica in piazza per ballare come se fossero ad una sagra di paese, o che si radunavano per svolgere attività sportiva», si è lamentato il primo cittadino. «Evidentemente le drammatiche immagini che giungono dalle città del Nord gravemente colpite dal contagio non sono sufficienti a fare desistere i messinesi da condotte egoistiche e venate da una superficialità che non può trovare alcuna giustificazione». Provvedimenti analoghi si sono registrati anche a Tarquinia (Viterbo) dove il sindaco Alessandro Giulivi ha ricordato che «gli italiani hanno bisogno di misure drastiche»; e a Burolo (Ivrea) col sindaco Franco Cominetto che ha vietato finanche l'uso delle panchine. «Visti i numerosi casi di violazione dei divieti di spostamento», si legge nell'ordinanza del primo cittadino, «e a detta degli stessi trasgressori della difficoltà interpretativa dei divieti nazionali, abbiamo ritenuto di adottare specifiche misure volte al contenimento della diffusione del coronavirus». Contenimento a cui è ispirata anche l'ordinanza, firmata dal presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, relativa all'istituzione della zona rossa per sei Comuni abruzzesi, cinque in provincia di Teramo (Castel Messer Raimondo, Arsita, Bisenti, Montefino e Castilenti) e uno in quella di Pescara (Elice). Situazione più che mai critica, a quelle latitudini. L'ospedale di Pescara è giunto al limite, e ha chiesto lo stop a nuovi ricoveri per almeno due giorni.
Dalla Azzolina una gelata sulle scuole: «Non sappiamo quando riapriranno»
Calma e gesso. Ancora tutti chiusi per vincere la guerra contro il Coronavirus. E infatti di ieri la conferma: la chiusura delle attività e delle scuole di ogni ordine e grado nonché delle Universita è prorogata a dopo il 3 aprile. Nessuna previsione certa sul rientro in aula. Il premier Giuseppe Conte lo ha fatto capire sul Corriere e la ministra dell'istruzione Lucia Azzolina l'ha confermato nel giorno in cui i positivi al Covid-19 nel nostro Paese hanno superato quota 33.000. Il primo segnale che si andasse in questa direzione era arrivato due giorni fa quando dal ministero era partita una nota per dire agli insegnanti che cosa devono essere esattamente le lezioni a distanza e soprattutto che devono cominciare a dare i voti. A conferma, dunque, che il secondo quadrimestre dell'anno si svolgerà in modalità «didattica digitale» per gli 8 milioni di ragazzi che stanno studiando a casa.
«La chiusura delle scuole sarà prorogata, e verranno prese misure per gli studenti che devono fare gli esami di Stato», ha spiegato il ministro dell'Istruzione nel pomeriggio di ieri. «Penso si andrà nella direzione che ha detto il presidente Conte di prorogare la data del 3 aprile ma in questi giorni invito tutti alla massima responsabilità. Non è possibile dare un'altra data per l'apertura, tutto dipende dall'evoluzione di questi giorni, dallo scenario epidemiologico. Riapriremo le scuole solo quando avremo la certezza di assoluta sicurezza», ha precisato la ministra pentastellata invitando tutti alla «massima responsabilità».
Le ipotesi in campo sono almeno tre. Una possibilità, che oggi però appare improbabile, è il prolungamento breve delle chiusure, fino a dopo Pasqua (il 12 aprile); un'altra ipotesi la riapertura il 2 maggio e, infine, la chiusura fino alla fine dell'anno scolastico, ai primi di giugno (cosa già decisa, per esempio, dall'Irlanda).
Un rinvio della chiusura che crea non pochi dubbi anche sugli esami di maturità. E infatti la Azzolina ha detto che «per gli studenti che devono fare gli esami di Stato verranno prese ulteriori misure». Misure ancora non chiare perché «dipende da quanto ancora rimarranno chiuse le scuole. Stiamo pensando a diversi scenari possibili apprezzo tanto i documenti che le consulte e il forum degli studenti hanno presentato. Gli studenti mostrano grande maturità li terrò in seria considerazione. Saranno comunque esami seri, ma che dovranno tenere presente il momento difficilissimo che gli studenti stanno attraversando». Un paio di giorni fa, comunque, aveva assicurato, che sia la maturità che gli esami di terza media «si terranno nelle date già fissate dal calendario. Saranno sicuramente più leggeri».
E su un'eventuale proroga dell'anno scolastico, la responsabile del dicastero di viale Trastevere ha specificato: «Dipende da come va la didattica a distanza: se funzionerà non abbiamo motivo di allungare l'anno scolastico; sarebbe offendere chi sta facendo tanto in queste settimane, tra l'altro ricompattando la comunità scolastica». Insomma tutto «dipende» perché come ha ammesso la Azzolina: «Al momento qualsiasi certezza è stata frantumata, le situazioni della didattica a distanza in Italia sono molto diverse, molte scuole erano a 100 già da prima con la didattica a distanza, ma c'è chi sta indietro. Non vogliamo certo abbandonare gli studenti, abbiamo messo in campo una serie di strumenti, diverse piattaforme, materiali webinar per docenti con più difficoltà». L'obiettivo, anche se non si dovesse tornare in classe, resta quello di arrivare alla «validità non solo formale ma sostanziale dell'anno scolastico». Anno che comunque finirà come sempre, a casa o in classe, perché non è previsto un allungamento a giugno o luglio tanto che gli istituti sono aperti, con personale ridotto, proprio per assicurare il rispetto delle scadenze.
Continua a leggereRiduci
Il Viminale: «Stiamo facendo studi sui rischi nei supermarket». Esercito in Campania e Sicilia. Continuano le ordinanze fai da te.Il ministro dell'Istruzione: «Sicuramente la serrata sarà oltre il 3 aprile». E c'è il nodo delle maturità.Lo speciale contiene due articoli.Stavolta la chiusura rischia di essere a doppia mandata. Il governo sta infatti valutando lo stop dei supermarket. A confermarlo è il viceministro dell'Interno Matteo Mauri: «Bisogna capire se la limitazione degli orari porti poi a una concentrazione di persone, stiamo facendo degli studi approfonditi sul rischio di non rispettare la distanza di sicurezza». Un effetto boomerang che spiega bene il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. «Comprimere troppo gli orari dei negozi di alimentari», ha affermato l'ex pm d'assalto di Catanzaro, «potrebbe produrre il risultato opposto che le persone si assembrano tutte negli stessi orari per fare la spesa. Credo che gli alimentari debbano stare aperti dalla mattina all'imbrunire per consentire anche a chi sta lavorando di poter fare la spesa». Dubbi che non hanno toccato, invece, il collega di fascia tricolore Modesto Lamattina, sindaco di Caggiano (Salerno) che, con appena 2.600 abitanti, è uno dei cinque comuni «canaglia» della Campania. Lamattina ha deciso di chiudere alimentari e farmacia senza pensarci due volte. I cittadini - c'è scritto nell'ordinanza che ha firmato nella giornata di mercoledì - dovranno «contattare telefonicamente gli esercenti per la richiesta di spesa o farmaci che potranno ritirare esclusivamente all'esterno delle strutture all'orario concordato con il negoziante e con il farmacista i quali sono tenuti a programmare le consegne in modo da evitare qualsiasi forma anche minima di assembramento esterno all'ingresso». E, proprio in Campania, ieri sono arrivati alcuni contingenti dell'Esercito che affiancheranno le forze dell'ordine nei controlli sul territorio per il rispetto dei divieti così come richiesto dal governatore Vincenzo De Luca. Scenario analogo in Sicilia dove una parte dei soldati di stanza sull'isola sarà da oggi impiegata nelle pattuglie di vigilanza urbana e nei punti di arrivo dei passeggeri. Ai militari si sono appellati anche i sindaci di Civitavecchia e di Giulianova. E il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha dato «piena disponibilità all'uso dei militari». Com'è difficile trovare un punto di equilibrio tra la posizione di Palazzo Chigi, che tentenna ancora sul divieto assoluto di attività fisica, e il lockdown completo invocato a gran voce dalle Regioni del Nord. Non a caso, il governatore del Veneto Luca Zaia ieri ha preannunciato una propria ordinanza restrittiva se non arriverà quella dell'Esecutivo. Un po' come fatto dalla Campania nei giorni scorsi e dalla Valle d'Aosta, dall'Emilia Romagna, dal Friuli Venezia Giulia nella giornata di ieri. «Abbiamo delle foto di via Garibaldi a Venezia di stamane e raccontano di passeggiate di comunità, che non sono assolutamente in linea con il tema dello stare a casa, di stare attenti al contagio e di avere prudenza», ha attaccato il leghista. Esagerazione? Per il vicepresidente della Croce Rossa cinese, Sun Shuopeng, in conferenza stampa con il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana assolutamente no. «Qui non avete misure abbastanza severe, c'è gente in strada e i trasporti pubblici funzionano. Bisogna fermare tutte le attività economiche, tutti devono stare a casa, tutti devono dare il loro contributo», ha detto. L'esempio - suggerisce - è quello di Wuhan, dove «gli ospedali hanno potuto iniziare a trattare i pazienti e ridurre il numero delle persone ammalate un mese dopo aver adottato il blocco completo». Fontana ne ha parlato ieri pomeriggio con il premier Giuseppe Conte, e si attendono decisioni in merito. Intanto, c'è chi fa prima (e meglio) da solo. Il sindaco di Messina, Cateno De Luca, ha infatti deciso di vietare su tutto il territorio comunale passeggiate e sport. «Nonostante i ripetuti inviti a stare in casa, ed a spostarsi solo se strettamente necessario, abbiamo accertato casi di persone che hanno organizzato un falò sulla spiaggia, che hanno messo la musica in piazza per ballare come se fossero ad una sagra di paese, o che si radunavano per svolgere attività sportiva», si è lamentato il primo cittadino. «Evidentemente le drammatiche immagini che giungono dalle città del Nord gravemente colpite dal contagio non sono sufficienti a fare desistere i messinesi da condotte egoistiche e venate da una superficialità che non può trovare alcuna giustificazione». Provvedimenti analoghi si sono registrati anche a Tarquinia (Viterbo) dove il sindaco Alessandro Giulivi ha ricordato che «gli italiani hanno bisogno di misure drastiche»; e a Burolo (Ivrea) col sindaco Franco Cominetto che ha vietato finanche l'uso delle panchine. «Visti i numerosi casi di violazione dei divieti di spostamento», si legge nell'ordinanza del primo cittadino, «e a detta degli stessi trasgressori della difficoltà interpretativa dei divieti nazionali, abbiamo ritenuto di adottare specifiche misure volte al contenimento della diffusione del coronavirus». Contenimento a cui è ispirata anche l'ordinanza, firmata dal presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, relativa all'istituzione della zona rossa per sei Comuni abruzzesi, cinque in provincia di Teramo (Castel Messer Raimondo, Arsita, Bisenti, Montefino e Castilenti) e uno in quella di Pescara (Elice). Situazione più che mai critica, a quelle latitudini. L'ospedale di Pescara è giunto al limite, e ha chiesto lo stop a nuovi ricoveri per almeno due giorni.<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/verso-una-stretta-alle-folle-per-la-spesa-e-gia-due-regioni-dispiegano-i-militari-2645538594.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="dalla-azzolina-una-gelata-sulle-scuole-non-sappiamo-quando-riapriranno" data-post-id="2645538594" data-published-at="1767728589" data-use-pagination="False"> Dalla Azzolina una gelata sulle scuole: «Non sappiamo quando riapriranno» Calma e gesso. Ancora tutti chiusi per vincere la guerra contro il Coronavirus. E infatti di ieri la conferma: la chiusura delle attività e delle scuole di ogni ordine e grado nonché delle Universita è prorogata a dopo il 3 aprile. Nessuna previsione certa sul rientro in aula. Il premier Giuseppe Conte lo ha fatto capire sul Corriere e la ministra dell'istruzione Lucia Azzolina l'ha confermato nel giorno in cui i positivi al Covid-19 nel nostro Paese hanno superato quota 33.000. Il primo segnale che si andasse in questa direzione era arrivato due giorni fa quando dal ministero era partita una nota per dire agli insegnanti che cosa devono essere esattamente le lezioni a distanza e soprattutto che devono cominciare a dare i voti. A conferma, dunque, che il secondo quadrimestre dell'anno si svolgerà in modalità «didattica digitale» per gli 8 milioni di ragazzi che stanno studiando a casa. «La chiusura delle scuole sarà prorogata, e verranno prese misure per gli studenti che devono fare gli esami di Stato», ha spiegato il ministro dell'Istruzione nel pomeriggio di ieri. «Penso si andrà nella direzione che ha detto il presidente Conte di prorogare la data del 3 aprile ma in questi giorni invito tutti alla massima responsabilità. Non è possibile dare un'altra data per l'apertura, tutto dipende dall'evoluzione di questi giorni, dallo scenario epidemiologico. Riapriremo le scuole solo quando avremo la certezza di assoluta sicurezza», ha precisato la ministra pentastellata invitando tutti alla «massima responsabilità». Le ipotesi in campo sono almeno tre. Una possibilità, che oggi però appare improbabile, è il prolungamento breve delle chiusure, fino a dopo Pasqua (il 12 aprile); un'altra ipotesi la riapertura il 2 maggio e, infine, la chiusura fino alla fine dell'anno scolastico, ai primi di giugno (cosa già decisa, per esempio, dall'Irlanda). Un rinvio della chiusura che crea non pochi dubbi anche sugli esami di maturità. E infatti la Azzolina ha detto che «per gli studenti che devono fare gli esami di Stato verranno prese ulteriori misure». Misure ancora non chiare perché «dipende da quanto ancora rimarranno chiuse le scuole. Stiamo pensando a diversi scenari possibili apprezzo tanto i documenti che le consulte e il forum degli studenti hanno presentato. Gli studenti mostrano grande maturità li terrò in seria considerazione. Saranno comunque esami seri, ma che dovranno tenere presente il momento difficilissimo che gli studenti stanno attraversando». Un paio di giorni fa, comunque, aveva assicurato, che sia la maturità che gli esami di terza media «si terranno nelle date già fissate dal calendario. Saranno sicuramente più leggeri». E su un'eventuale proroga dell'anno scolastico, la responsabile del dicastero di viale Trastevere ha specificato: «Dipende da come va la didattica a distanza: se funzionerà non abbiamo motivo di allungare l'anno scolastico; sarebbe offendere chi sta facendo tanto in queste settimane, tra l'altro ricompattando la comunità scolastica». Insomma tutto «dipende» perché come ha ammesso la Azzolina: «Al momento qualsiasi certezza è stata frantumata, le situazioni della didattica a distanza in Italia sono molto diverse, molte scuole erano a 100 già da prima con la didattica a distanza, ma c'è chi sta indietro. Non vogliamo certo abbandonare gli studenti, abbiamo messo in campo una serie di strumenti, diverse piattaforme, materiali webinar per docenti con più difficoltà». L'obiettivo, anche se non si dovesse tornare in classe, resta quello di arrivare alla «validità non solo formale ma sostanziale dell'anno scolastico». Anno che comunque finirà come sempre, a casa o in classe, perché non è previsto un allungamento a giugno o luglio tanto che gli istituti sono aperti, con personale ridotto, proprio per assicurare il rispetto delle scadenze.
Tim Walz (Getty Images)
Secondo tre esponenti del partito a conoscenza delle sue valutazioni, Klobuchar starebbe seriamente considerando una candidatura. La senatrice ha incontrato Walz domenica, hanno confermato fonti istituzionali. «Dopo aver riflettuto a lungo con la mia famiglia e con il mio team durante le festività, sono arrivato alla conclusione di non poter garantire l’impegno totale che una campagna elettorale richiede», ha spiegato Walz in una dichiarazione. «Ogni minuto speso a difendere la mia posizione politica sarebbe un minuto sottratto alla difesa dei cittadini del Minnesota dai criminali che sfruttano la nostra generosità e da chi specula cinicamente sulle nostre divisioni. Per questo ho scelto di fare un passo indietro e di concentrarmi esclusivamente sul lavoro di governo».
Come scrive il Wall Street Journal l’inchiesta sulle frodi, ancora in piena evoluzione e di dimensioni crescenti, ha rappresentato una distrazione costante per Walz e per l’intero Partito democratico del Minnesota, in una fase in cui i dem faticano a ritrovare una leadership nazionale e un peso reale a Washington. Lo scandalo è diventato rapidamente anche uno strumento di attacco per i repubblicani, che lo hanno utilizzato per dipingere il Minnesota e il suo governatore come l’emblema nazionale dello spreco di denaro pubblico e della cattiva amministrazione democratica. Dall’amministrazione Trump sono arrivate critiche quasi quotidiane, accompagnate dalla diffusione sistematica di video e contenuti ostili. Per il presidente Trump, Walz è entrato a pieno titolo nel suo personale «tour di rivincite politiche». Durante i 91 giorni trascorsi sulla scena nazionale come candidato alla vicepresidenza, il governatore aveva assunto il ruolo tradizionale di «cane da guardia», attaccando duramente gli avversari repubblicani e continuando a colpire Trump anche dopo la fine della campagna. Intanto, in Minnesota il clima si è fatto sempre più teso. Sdegno e imbarazzo si sono diffusi ben oltre i confini dello Stato. Influencer conservatori hanno raggiunto il territorio per realizzare video sul caso e mercoledì è prevista un’audizione al Congresso dedicata allo scandalo.
Il passo indietro di Walz innesca ora una corsa interna tra i democratici per individuare un nuovo candidato alla guida di uno Stato che tende storicamente a sinistra, ma che presenta una legislatura quasi perfettamente divisa tra i due schieramenti. Tra i possibili contendenti figurano il segretario di Stato Steve Simon e il procuratore generale Keith Ellison. Tuttavia, Klobuchar resta la figura con il profilo più solido: il maggiore consenso personale, una macchina organizzativa collaudata e una rete politica capillare. Sul fronte opposto, nonostante i repubblicani non conquistino una carica statale in Minnesota dal 2006, circa una dozzina di candidati si preparano alle primarie di agosto per contendersi l’accesso alle elezioni generali di novembre. Tra loro figurano il presidente della Camera statale Lisa Demuth, l’amministratore delegato di MyPillow Mike Lindell, l’imprenditore Kendall Qualls, l’avvocato di Minneapolis Chris Madel e l’ex candidato del 2022 Scott Jensen. Il Partito Repubblicano dispone di un ampio arsenale politico grazie agli sviluppi giudiziari: circa 60 persone sono già state condannate e oltre 90 incriminate in quello che viene descritto come il più grande schema di corruzione dell’era Covid negli Stati Uniti.
La maggior parte degli imputati è di origine somala. Le indagini, coordinate dall’ufficio del procuratore federale del Minnesota, rientrano in un più ampio sforzo del Dipartimento di Giustizia per smascherare i furti ai danni dei programmi di assistenza pubblica. Anche se alcune irregolarità risalgano a periodi precedenti al mandato di Walz, le frodi più estese emerse finora riguardano l’organizzazione no-profit Feeding Our Future, accusata di aver sfruttato un programma federale di nutrizione infantile. I primi 47 imputati sono stati incriminati nel 2022, verso la fine del primo mandato di Walz e durante la presidenza di Joe Biden. Secondo i procuratori, parte dei fondi sarebbe stata utilizzata per acquistare auto di lusso, immobili, gioielli e viaggi internazionali. L’ammontare complessivo delle somme sottratte attraverso frodi legate a pasti, alloggi, Medicaid e altri servizi resta oggetto di stime divergenti. Il Minnesota Star Tribune ha documentato, sulla base degli atti giudiziari, oltre 200 milioni di dollari, mentre funzionari federali e lo stesso presidente hanno ipotizzato cifre che potrebbero raggiungere diversi miliardi.
Martedì, l’amministrazione Trump ha annunciato il congelamento dei fondi federali destinati all’assistenza all’infanzia in Minnesota, citando nuove accuse di frode che coinvolgerebbero asili nido e che sono state rilanciate da un video divenuto virale. Le principali testate locali hanno però contestato alcune delle affermazioni contenute nel filmato. Le pressioni su Walz non sono arrivate solo dai repubblicani. In uno Stato che ha sempre rivendicato standard elevati di buon governo, anche voci autorevoli del mondo dell’informazione hanno chiesto un passo indietro. David Nimmer, giornalista di lungo corso e dirigente editoriale in pensione, ha invocato le dimissioni del governatore in una lettera pubblicata dallo Star Tribune. «Governatore, il tempo è scaduto: è il momento di farsi da parte. La burocrazia della sua amministrazione ha fallito in modo grave», ha scritto. «Che si parli di milioni o di miliardi, la frode al welfare resta comunque uno scandalo».
Negli ultimi mesi, Walz ha tentato di reagire nominando un ex giudice con un passato nell’FBI e alla guida della principale agenzia anticrimine statale per rafforzare la prevenzione delle frodi. Ha inoltre chiuso un programma considerato vulnerabile e ordinato una revisione esterna della fatturazione Medicaid. «È un problema che mi riguarda direttamente. Ne sono responsabile», ha dichiarato ai giornalisti. «Ma soprattutto, sarò io a risolverlo». Sessantunenne, Walz ha progressivamente spostato la propria azione di governo su posizioni più progressiste, dopo essere stato eletto nel 2018 come figura moderata. La sua esperienza nella campagna presidenziale del 2024, come candidato vicepresidente accanto a Kamala Harris, ha però messo in luce anche una propensione a imprecisioni ed esagerazioni nel racconto del proprio percorso personale e professionale, elementi che hanno ulteriormente indebolito la sua credibilità politica.
Continua a leggereRiduci
Brigitte Macron (Ansa)
Dei commenti malevoli nei confronti della first lady transalpina circolavano già poco tempo dopo la prima elezione di Emmanuel Macron all’Eliseo, nel 2017. Poi, nel 2021, su Youtube, è stato pubblicato un video che faceva insinuazioni nei confronti di Brigitte Macron. L’autrice del video, della durata di quattro ore, è Delphine J., conosciuta sui social con lo pseudonimo di Amandine Roy. Il video, successivamente cancellato, insinuava che Brigitte Macron non sarebbe mai esistita. Al suo posto ci sarebbe stato invece il fratello, Jean-Michel Trogneux. Sempre secondo queste illazioni, l’uomo avrebbe cambiato sesso e dato vita all’identità della première dame. Come riportato dalla tv pubblica France info, Delphine J. aveva dichiarato in un’udienza precedente che «in quanto donna anatomica» si era sentita «attaccata» dalla presunta identità transgender della moglie del presidente francese. Ieri, dopo la lettura della sentenza, la youtuber non ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti, ma ha preferito lasciar parlare una delle sue sostenitrici che ha dichiarato: «Siamo in un sistema monarchico».
Bertrand Scholler, presentato come «gallerista» da vari media transalpini, tra i quali Bfm tv e Le Monde, è stato condannato a sei mesi di carcere con la condizionale per un fotomontaggio di Brigitte Macron, realizzato nel 2024. La reazione del condannato non si è fatta attendere. Uscendo dall’aula del tribunale Scholler ha dichiarato che «se ciò che dite non piace» allora «sarete condannati. È un fatto del principe!». E ancora che «in Francia non si ha più il diritto di pensare!»
Delphine J. e Scholler erano i soli imputati presenti ieri in tribunale. Mancava invece Aurélien Poirson-Atlan, noto sui social come Zoé Sagan e ritenuto colpevole per aver pubblicato dei testi su X riguardanti la moglie del presidente francese. Nelle fasi precedenti del processo, ha ricordato ancora il canale pubblico, Poirson-Atlan aveva affermato che esisteva un «segreto di Stato scioccante» che implicava «una pedofilia tollerata dallo Stato».
Come Poirson-Atlan mancavano dall’aula anche tutti gli altri imputati. In primo luogo Jean-Christophe P., condannato a sei mesi di carcere «puri» anche in relazione alla sua assenza all’udienza. Un quasi omonimo, Jean-Christophe D., è stato invece condannato semplicemente a partecipare ad uno stage di sensibilizzazione sui comportamenti da tenere su internet. Quest’ultimo era stato l’unico a presentare delle scuse a Brigitte Macron. Gli altri imputati, che hanno ottenuto la condizionale, erano Christelle L., Philippe D., Jean-Luc M., Jérôme A. e Jérôme C.
Come ricordato da Le Monde, il processo conclusosi con la sentenza di ieri non ha riguardato il giornalista Xavier Poussard, il cui caso è stato separato perché risiede a Milano. Il quotidiano francese ha scritto che Poussard, autore del best seller Becoming Brigitte (che tradotto in italiano significa «diventando Brigitte») è «l’altro grande istigatore della fake news di portata mondiale» contro la première dame. Tra l’altro, alcuni dei condannati di ieri avevano ripreso delle pubblicazioni di Poussard. I media francesi hanno ricordato anche la denuncia presentata da Macron e dalla moglie negli Stati Uniti contro l’influencer americana Candace Owens.
Domenica sera, Brigitte Macron era intervenuta al tg della prima rete privata francese, Tf1, per parlare di un’iniziativa solidale. La conduttrice le ha però posto delle domande sul processo, alle quali la première dame ha risposto: «mi batto costantemente. Voglio aiutare gli adolescenti a battersi contro il bullismo». La moglie del presidente ha anche detto che nessuno «toccherà la mia genealogia» perché «con questo non si scherza».
Continua a leggereRiduci
Ecco #DimmiLaVerità del 6 gennaio 2026. Il deputato della Lega Giampiero Zinzi commenta la falsa partenza di Fico in Campania tra incompatibilità e conflitti di interesse.