Gli Usa sono estranei alla gestione delle aziende strategiche di Taiwan
Riccardo Tsan Nan Lin (Getty Images)
Il console di Taipei a Milano smentisce gli allarmi lanciati dal governo di Pechino.

Console di Taipei a Milano

Le dichiarazioni della portavoce dell’Ufficio per gli Affari di Taiwan del governo cinese, Zhu Fenglian, costituiscono un esempio evidente di propaganda mirata a distorcere la realtà geopolitica dell’Asia orientale. L’accusa secondo cui l’Isola diventerebbe una «polveriera» a causa dell’aumento del budget per la difesa non solo è infondata, ma ignora deliberatamente la realtà delle crescenti minacce militari provenienti dalla Cina stessa.

Taiwan ha il diritto inalienabile di difendere il proprio territorio e la propria popolazione. Le recenti scelte in ambito di spesa militare, che vedranno un incremento oltre il 3% del PIL, sono una risposta proporzionata alle crescenti minacce provenienti dalla Cina, inclusi gli intensificati pattugliamenti militari intorno all’Isola. La Repubblica di Cina (Taiwan) è una nazione democratica e responsabile, il cui obiettivo principale è mantenere la stabilità nello Stretto di Taiwan e garantire la sicurezza regionale nell’Indo-Pacifico.

Le dichiarazioni di Zhu Fenglian riguardo un presunto controllo statunitense su Taiwan semiconductor manufacturing company (Tsmc) sono altrettanto infondate. Tsmc è una società indipendente e cruciale per l’economia globale, essendo leader nella produzione di semiconduttori. Le insinuazioni sul suo ruolo geopolitico riflettono un chiaro tentativo di Pechino di manipolare l’opinione pubblica internazionale per scopi propagandistici. Taiwan continua a operare secondo i principi del libero mercato e rimane un partner affidabile per l’industria globale dell’alta tecnologia, come dimostra l’esempio della recente joint-venture tra Tsmc, Bosch, Infineon e Nxp, i quali stanno investendo in maniera attiva nella European semiconductor manufacturing company (Esmc) a Dresda, Germania. Un esempio che dimostra il concetto di: «l’unione fa la forza».

Le minacce verbali provenienti dalla Cina non mirano unicamente a intimidire Taiwan, ma anche a influenzare e frammentare l’opinione pubblica a livello globale. È fondamentale che la comunità internazionale riconosca il ruolo di Taiwan come baluardo di democrazia e centro di innovazione nell’Asia orientale. Nonostante le pressioni, l’Isola ha più volte dimostrato la propria resilienza, sostenuta da un Governo democraticamente eletto che opera per il benessere e la prosperità dei suoi 23,5 milioni di cittadini. Diventa quindi essenziale un sostegno chiaro e deciso per preservare la pace e la stabilità nella regione. In tale contesto, la recente approvazione della Risoluzione n. 7-00222 alla Camera dei Deputati italiana, che appoggia la partecipazione di Taiwan alle agenzie specializzate delle Nazioni Unite, costituisce un passo significativo verso questo obiettivo.

Taiwan non è una «polveriera», bensì un faro di democrazia, innovazione e stabilità nell’Asia orientale. Di fronte a queste intimidazioni, Taiwan continuerà a rafforzare le sue capacità difensive e a collaborare con i partner internazionali per mantenere la pace regionale. La comunità internazionale deve condannare con fermezza le minacce provenienti dalla Cina e sostenere Taiwan nella sua missione di proteggere la libertà, la democrazia e la stabilità nell’Indo-Pacifico.

Da non perdere

Irlanda, allarme bomba nelle redazioni: evacuate cinque sedi dei media
Mondo

Irlanda, allarme bomba nelle redazioni: evacuate cinque sedi dei media

Dopo i falsi allarmi bomba che hanno coinvolto almeno 27 voli europei, minacce via mail hanno costretto all’evacuazione cinque sedi giornalistiche irlandesi. Interrotte le dirette, mobilitata la polizia: per ora non è stato accertato alcun collegamento con gli episodi che hanno coinvolto gli aerei.

Verso il post Trump: Vance scalpita
Mondo

Verso il post Trump: Vance scalpita

Il vicepresidente, da sempre critico sulla guerra, potrebbe emergere come alternativa. Molto indebolito il suo rivale Hegseth, anche se la Casa Bianca allontana il repulisti.

Islam, Israele, confini: dem divisi su tutto
Mondo

Islam, Israele, confini: dem divisi su tutto

La vittoria di El-Sayed in Michigan, primo musulmano al Senato, rinsalda il patto con l’ala più radicale già visto con Mamdani. Dietro la festa, però, si nasconde un partito senza leader né linea comune, tenuto insieme soltanto dall’ostilità verso il tycoon.