Taiwan e il diritto alla salute universale: la lettera dell’Ufficio di rappresentanza di Taipei in Italia
Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera firmata da Riccardo Tsan Nan Lin, direttore generale dell’Ufficio di rappresentanza di Taipei in Italia - Ufficio di Milano, in vista della 79ª Assemblea mondiale della sanità, che si terrà a Ginevra dal 18 maggio.
Nessuno sia lasciato indietro. Il diritto di Taiwan a cooperare per una salute universale
Dal 18 al 23 maggio 2026, mentre si svolge a Ginevra la 79ª Assemblea Mondiale della Sanità (AMS), una questione di giustizia e sicurezza globale rimane aperta e inaccettabilmente irrisolta. Nonostante il passare degli anni, la partecipazione di Taiwan ai lavori dell'Assemblea continua a essere ostacolata, lasciando un vuoto ingiustificabile nella rete sanitaria internazionale. L’AMS affronta temi cruciali sulla salute, dall'impatto del cambiamento climatico alla preparazione verso nuove pandemie e alla lotta contro la resistenza antimicrobica, eppure si continua a permettere che ragioni politiche prevalgano sul diritto universale alla salute, emarginando un Paese libero e democratico da un dialogo che appartiene a tutti.
L’esclusione di Taiwan dal sistema delle Nazioni Unite e dalle sue agenzie specializzate affonda le radici in una grave e persistente distorsione della Risoluzione 2758. È necessario ribadire con fermezza che tale documento, insieme alla Risoluzione 25.1 dell’AMS, affronta esclusivamente la rappresentanza della Cina all’ONU, ma non menziona Taiwan, non stabilisce che sia parte della Repubblica Popolare Cinese, né le conferisce il diritto di rappresentarla. Solo il governo democraticamente eletto di Taiwan può dare voce ai suoi 23 milioni di abitanti. Subire questa imposizione esterna è un’ingiustizia verso un intero popolo e mina l'integrità della sicurezza sanitaria globale.
Negli ultimi anni, il sostegno internazionale a favore di Taiwan è aumentato. In Italia, la Camera dei deputati ha approvato diverse risoluzioni, in particolare nel marzo 2025 ha approvato il documento finale dell’indagine conoscitiva sull’Indo-Pacifico, riaffermando l’importanza di Taiwan per la stabilità della regione. Nel mese di novembre 2025, l'Aula consiliare della Regione Lombardia ha compiuto un passo storico, approvando all'unanimità la mozione n. 370. L'atto promuove l’inclusione del Paese nelle organizzazioni internazionali, agendo concretamente contro il suo isolamento diplomatico. Un simile orientamento è condiviso anche dal Parlamento Europeo, dai suoi Stati membri e da numerosi altri governi, tra cui quelli di Giappone, Stati Uniti, Canada e Regno Unito, che hanno adottato risoluzioni affini, condannando le provocazioni militari della Cina e l’uso strumentale derivante dalla distorta interpretazione della Risoluzione 2758. Tali iniziative testimoniano la crescente consapevolezza delle democrazie mondiali e la ferma volontà di porre fine a un’emarginazione forzata e non più sostenibile per garantire a Taiwan il pieno riconoscimento nel contesto internazionale.
Taiwan ha dato prova di una competenza straordinaria nella gestione delle crisi e nell’innovazione medica. Nel 2025, ha raggiunto con cinque anni di anticipo i target dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per l'eliminazione dell'epatite C, portando i tassi di diagnosi e trattamento sopra il 90%. La sua esperienza nella prevenzione delle malattie infettive, supportata da un sistema di sorveglianza digitale all'avanguardia, è un bene pubblico che il mondo non può permettersi di sprecare. Oltre alla gestione delle emergenze, sta guidando la transizione verso la "Sanità Intelligente". Attraverso l’implementazione del Programma 888 per il monitoraggio delle patologie croniche e l'integrazione dell'intelligenza artificiale nei protocolli clinici, ha sviluppato modelli di cura predittiva con il potenziale di rivoluzionare l'efficienza dei sistemi sanitari.
In netto contrasto con questi contributi, dal 2017 a oggi la partecipazione di Taiwan ai meccanismi tecnici e informativi dell'OMS è stata drasticamente ridotta a causa dell'ostruzionismo di Pechino. Tale esclusione compromette la capacità di risposta globale, come abbiamo tragicamente appreso durante la pandemia di COVID-19, quando i nostri tempestivi segnali d'allerta rimasero inascoltati. Nell’attuale scenario del 2026, rinnoviamo con urgenza l’appello affinché l'Italia e la comunità internazionale si pongano come contrappeso a queste pressioni arbitrarie e discriminatorie. Sostenere l’ammissione di Taiwan in qualità di osservatore alle Nazioni Unite e alle sue agenzie specializzate non è un gesto politico contro qualcuno, ma un gesto di responsabilità verso tutti.
Taiwan è sempre pronta a mettere a disposizione strategie, tecnologie avanzate e l'eccellenza dei propri professionisti nella convinzione che il diritto alla salute e la sicurezza non debbano conoscere confini. “Insieme è meglio”, solo se nessuno viene lasciato indietro.
Riccardo Tsan Nan Lin
Direttore Generale
Ufficio di Rappresentanza di Taipei in Italia
Ufficio di Milano
Console di Taipei a Milano
Le dichiarazioni della portavoce dell’Ufficio per gli Affari di Taiwan del governo cinese, Zhu Fenglian, costituiscono un esempio evidente di propaganda mirata a distorcere la realtà geopolitica dell’Asia orientale. L’accusa secondo cui l’Isola diventerebbe una «polveriera» a causa dell’aumento del budget per la difesa non solo è infondata, ma ignora deliberatamente la realtà delle crescenti minacce militari provenienti dalla Cina stessa.
Taiwan ha il diritto inalienabile di difendere il proprio territorio e la propria popolazione. Le recenti scelte in ambito di spesa militare, che vedranno un incremento oltre il 3% del PIL, sono una risposta proporzionata alle crescenti minacce provenienti dalla Cina, inclusi gli intensificati pattugliamenti militari intorno all’Isola. La Repubblica di Cina (Taiwan) è una nazione democratica e responsabile, il cui obiettivo principale è mantenere la stabilità nello Stretto di Taiwan e garantire la sicurezza regionale nell’Indo-Pacifico.
Le dichiarazioni di Zhu Fenglian riguardo un presunto controllo statunitense su Taiwan semiconductor manufacturing company (Tsmc) sono altrettanto infondate. Tsmc è una società indipendente e cruciale per l’economia globale, essendo leader nella produzione di semiconduttori. Le insinuazioni sul suo ruolo geopolitico riflettono un chiaro tentativo di Pechino di manipolare l’opinione pubblica internazionale per scopi propagandistici. Taiwan continua a operare secondo i principi del libero mercato e rimane un partner affidabile per l’industria globale dell’alta tecnologia, come dimostra l’esempio della recente joint-venture tra Tsmc, Bosch, Infineon e Nxp, i quali stanno investendo in maniera attiva nella European semiconductor manufacturing company (Esmc) a Dresda, Germania. Un esempio che dimostra il concetto di: «l’unione fa la forza».
Le minacce verbali provenienti dalla Cina non mirano unicamente a intimidire Taiwan, ma anche a influenzare e frammentare l’opinione pubblica a livello globale. È fondamentale che la comunità internazionale riconosca il ruolo di Taiwan come baluardo di democrazia e centro di innovazione nell’Asia orientale. Nonostante le pressioni, l’Isola ha più volte dimostrato la propria resilienza, sostenuta da un Governo democraticamente eletto che opera per il benessere e la prosperità dei suoi 23,5 milioni di cittadini. Diventa quindi essenziale un sostegno chiaro e deciso per preservare la pace e la stabilità nella regione. In tale contesto, la recente approvazione della Risoluzione n. 7-00222 alla Camera dei Deputati italiana, che appoggia la partecipazione di Taiwan alle agenzie specializzate delle Nazioni Unite, costituisce un passo significativo verso questo obiettivo.
Taiwan non è una «polveriera», bensì un faro di democrazia, innovazione e stabilità nell’Asia orientale. Di fronte a queste intimidazioni, Taiwan continuerà a rafforzare le sue capacità difensive e a collaborare con i partner internazionali per mantenere la pace regionale. La comunità internazionale deve condannare con fermezza le minacce provenienti dalla Cina e sostenere Taiwan nella sua missione di proteggere la libertà, la democrazia e la stabilità nell’Indo-Pacifico.




