Trump può essere un’occasione per le relazioni transatlantiche
Donald Trump (Ansa)

L’amministrazione Trump può rivelarsi un’occasione proficua per le relazioni transatlantiche. È questo il senso emerso dal convegno Europa-Usa 2025: sfide transatlantiche: un evento, tenutosi oggi in Senato, che, su iniziativa del senatore di Fdi Matteo Gelmetti, è stato organizzato da Farefuturo, Heritage Foundation, International Republican Institute e Comitato atlantico italiano.

Nel corso della conferenza, si sono tenute varie tavole rotonde, a cui hanno partecipato innanzitutto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e, tramite un messaggio video, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Oltre a Gelmetti, gli esponenti di Fdi presenti sono stati: il co-presidente di Ecr, Nicola Procaccini e i senatori Lucio Malan e Giulio Terzi di Sant’Agata. A prendere parte al convegno sono stati inoltre vari analisti nazionali e internazionali, tra cui: il vicepresidente di Heritage Foundation, James Carafano, il senior advisor dell’International Republican Institute, Thibault Muzergues, e il giornalista della Verità, Stefano Graziosi.

Svariati sono stati i temi affrontati. Contrariamente a una certa vulgata, dal convegno è emerso che il ritorno alla Casa Bianca di Donald Trump non si configura necessariamente come una cattiva notizia per il Vecchio continente. Si è parlato innanzitutto dell’importanza della sponda tra Giorgia Meloni e il nuovo presidente americano. Vari speaker si sono poi soffermati sull’essenza della leadership di Trump, cercando anche di far emergere con chiarezza in che modo il trumpismo si è trasformato nel corso degli ultimi quattro anni.

Attenzione è stata poi data alle spese per la Difesa, senza dimenticare il ruolo che Stati Uniti e Italia possono giocare nel fianco meridionale della Nato e nel Mediterraneo allargato. Non sono poi mancati riferimenti al tema del rapporto tra la nuova Casa Bianca e la Santa Sede: un dossier articolato rispetto a cui, si è detto, la stessa Meloni potrebbe svolgere un’efficace attività di mediazione. Si è altresì parlato della politica transatlantica dell’attuale governo italiano che, nonostante la sponda privilegiata con Trump, ha intrattenuto ottimi rapporti anche con l’amministrazione Biden: segno, questo, del fatto che, per il nostro esecutivo, le relazioni transatlantiche sono importanti a prescindere dal colore partitico di chi siede nello studio ovale.

E’ alla luce di tutto questo che il ritorno di Trump può essere letto più come un’opportunità che come una minaccia per il Vecchio continente. Certo, sarà necessario procedere con realismo e, a tratti, con cautela. Ma, da quanto emerso dal convegno, è chiaro che certi catastrofismi oggi molto in voga risultano totalmente esagerati. Trump è un pragmatico con il senso della deterrenza. E forse la sua ricetta è quella giusta per salvare un Occidente sempre più in crisi. Ecco perché Roma fa bene a rafforzare i suoi legami con Washington. E giovedì, al Senato, è stato compiuto un altro significativo passo in questa direzione.

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