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La tassa globale del 15% non è ancora approvata ma è già un fallimento

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La tassa globale del 15% non è ancora approvata ma è già un fallimento
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  • L’aliquota minima è stata indebolita dall’emergere di un numero crescente di scappatoie. Secondo l’osservatorio Ue, genererebbe una frazione del gettito fiscale inferiore al 5% del gettito dell'imposta globale sul reddito delle società, contro un 9% che si sarebbe potuto ottenere con un'aliquota del 15%, senza scappatoie, e oltre il 16% con una al 20%.
  • L’Italia può fare ben poco per combattere l'inefficienza di una misura ereditata dai precedenti governi, ma esistono delle alternative per tamponare una normativa lacunosa e poco profittevole, come la riduzione della pressione fiscale sul lavoro e il relativo taglio del cuneo previsto dalla riforma del fisco.

Lo speciale contiene due articoli.

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Da sorteggiata al Csm come indipendente ho scosso le correnti ora aggrappate al No
Monica Marchionni
La testimonianza che smonta le bugie di chi contesta la riforma: l’estrazione era accettata purché non infastidisse il sistema.

Mi presento: mi chiamo Monica Marchionni e sono in magistratura da oltre 30 anni. Sono un magistrato di provincia, anzi, nella considerazione dei più un magistrato di «serie Z» perché mi occupo della fase esecutiva, cioè di quella fase di cui non interessa niente a nessuno, ovvero dell’esecuzione della pena.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 25 febbraio

Ecco Edicola Verità, la rassegna stampa podcast del 24 febbraio con Carlo Cambi

I sindacati delle forze dell’ordine sono concordi: «Nessuno vuole essere al di sopra della legge, chiediamo solo un sostegno per non dissanguarci nei processi. I rimborsi sono esigui e tardivi. Nel frattempo dobbiamo pagare i legali e ci tagliano i salari».

Mentre il dibattito è concentrato su una parola che è diventata tossica, «immunità», gli operatori di polizia pensano alla parcella dell’avvocato, alla sospensione dal servizio che arriva prima della sentenza, allo stipendio che si assottiglia. È su questo piano che si gioca la vera partita.

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«De Raho, il pm guru dei 5 stelle, usava dossier per far carriera»
Federico Cafiero de Raho (Imagoeconomica)
La relazione della commissione Antimafia sull’ex procuratore diventato parlamentare con i 5 stelle: «Non era marginale e sapeva della prassi irregolare messa in atto da Striano per spiare anche i politici».

I pm delle inchieste sulle spiate nelle banche dati investigative ai danni di esponenti del mondo della politica, delle istituzioni e non solo, non avrebbero «valutato la gravità intrinseca dei comportamenti del procuratore nazionale antimafia, trattando ciò che avrebbe richiesto massimo rigore come se invece si trattasse di un profilo marginale».

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