Se Angela Merkel, il capo degli europeisti convinti, la paladina dell'Europa, la capa indiscussa dell'Unione europea, quella che detta la linea da anni, accusando questo e quello di populismo antieuropeista se solo mette in discussione la linea che lei stessa e il suo Paese dettano, ebbene se questa signora al di fuori del patto europeo di centralizzazione degli acquisti del vaccino (55,8 milioni di dosi), ne ha ordinati 30 milioni sul mercato libero da una ditta tedesca, la BioNTech di Magonza, e se sta stringendo un accordo con Putin sempre in tema di vaccini (anche in questo caso fuori dal patto europeo), cosa vorrà mai dire? Semplice, la signora Merkel, che conosce e indirizza l'operato dell'Unione non si fida che i vaccini tramite la stessa Europa arriveranno in tempo e tenendo soprattutto, diremmo prima di tutto, e legittimamente, alle sorti del suo Paese, ha deciso di procedere all'acquisto di altre dosi sul mercato libero, al di fuori del patto europeo, perché conoscendo bene l'Europa che comanda non si fida che con il patto europea si vada troppo lontano. Se lo ha fatto la Germania della Merkel non potremmo pensare di cominciare a farlo anche noi? O abbiamo paura che mamma Europa ci bacchetti in quanto siamo avvezzi a subirne le decisioni da bravi scolaretti dall'indimenticabile coppia Monti-Fornero in poi? Ad oggi noi disponiamo di 919.425 vaccini, praticamente un milione e ne abbiamo somministrati 455.203, il 49,5%. Per vaccinare tutti gli italiani con due dosi a testa ne servono 120 milioni. Ne mancano 119 milioni. Vero è che è stato dato il via al vaccino Moderna, vero è che l'Unione europea ha ordinato da Pfitzer altre 300 milioni di dosi delle quali all'Italia ne spetterà il 13,5%, cioè 40,5 milioni, vero è che entro fine mese dovrebbe essere autorizzato il vaccino Oxford-AstraZeneca, vero che il vaccino italiano ReiThera dovrebbe essere approvato entro l'estate. Vero tutto ma vero anche quello che ha dichiarato il viceministro della salute, Pierpaolo Sileri, uno che ci capisce più di altri a quel ministero, ministro compreso e consulenti vari al seguito, e cioè che di questo passo entro l'estate avremo vaccinato il 20% della popolazione, 12 milioni di italiani su 60. Immaginiamo che prima di parlare e dire una cosa così pesante abbia considerato tutto l'esistente e tutte le impossibilità reali al di là degli annunciati roboanti piani vaccinali. Ora, le cose stanno grossomodo così. I ristori e gli aiuti del governo italiano sono irrisori e in molti casi nulli. All'inizio furono totalmente dimenticate certe categorie, come ad esempio le partite Iva, poi furono considerati i codici Ateco e anche lì non andò meglio, poi si sono abborracciate inclusioni varie ma comunque sempre di noccioline si tratta. I soldi dell'Europa, se arriveranno, non lo faranno prima di metà anno. Quindi la speranza vera, a questo punto, sta nel vaccino e nella sua somministrazione più alla svelta possibile per tornare alla vita normale e far ripartire l'economia di questo paese. Aspetteremo anche in questo caso come per i bandi per le terapie intensive, i trasporti per le scuole, i bandi per i vaccinatori? O questa volta agiremo d'anticipo? Non si tratta di mettere in discussione l'Europa, si tratta di guardare agli interessi sacrosanti del proprio Paese e dei suoi cittadini. Il discorso è dunque molto meno retorico e molto più concreto. Col vaccino somministrato presto ne usciamo, senza no. Tutte le strade che ci portano all'obiettivo vanno quindi percorse a passo di bersaglieri, anche senza la tromba. Col motto del 5° Reggimento Nulla via impervia, Nessun percorso è inaccessibile. Basta volerlo, aggiungiamo noi.
Quante bugie vi hanno già raccontato sul vaccino per il Covid, e alle bugie hanno già aggiunto le minacce di farvi diventare cittadini di serie B se quel benedetto vaccino non ve lo fate. Ma fare cosa, se il disastro della fornitura ha già rivelato non solo un gigantesco casino organizzativo Italiano del governo più incapace del West (cosa che già si era capita) ma anche la malafede, l'inesistenza, la iattura, l' affarismo pro Francia e Germania costituito da questa Unione europea e dai suoi burocrati?
Con qualche distinzione della quale poco si parla. Se da noi la polemica sul disastro organizzativo e sul fatto che il 2021 sarà un anno perduto per la vaccinazione di massa (figurarsi per una terapia), è battaglia di poche testate e altrove campeggia un incredibile Casalino in ostentazione vanesia di muscoli trionfanti, in altre nazioni europee i giornali fanno il loro dovere, magari proprio in senso «sovranista».
Gli imbrogli e le bugie di Ursula von der Leyen, commissario europeo sempre più simile a Domenico Arcuri nell'arte di arrampicarsi sugli specchi, vengono raccontati sui giornali tedeschi in polemica furibonda con l'esplicita accusa di fallimento. E l'Ue ne esce per quello che è: un fallimento completo, tutti contro tutti, i potenti corrono ai ripari e i subalterni, cioè noi, impotenti.
Dichiara von der Leyen in conferenza stampa: «Al momento abbiamo accesso a 300 milioni di dosi del vaccino Pfizer. La buona notizia è che ora abbiamo concordato di estendere il contratto con Pfizer e ora potremmo acquistare fino a 300 milioni di dosi aggiuntive di questo vaccino, così raddoppieremo le dosi del vaccino Pfizer». E per coloro che avessero ancora fresco Il ricordo degli acquisti separati che la Germania ha condotto nelle scorse settimane in barba agli accordi, la presidente aggiunge con una gran faccia tosta che «il negoziato condotto da Berlino per 30 milioni di dosi aggiuntive di vaccino con Pfizer-Biontech è avvenuto nella cornice Ue giuridicamente vincolante, in cui il lavoro viene condotto dai 27». Ma il Cremlino non ha appena annunciato la decisione di Merkel e Putin di cooperare per produrre un vaccino? No comment.
Se a questo punto vi state domandando come mai si insista tanto sul vaccino Pfizer Biontech, tanto più caro e difficile da mantenere e trasportare, sappiate che casualmente la Biontech è un'azienda tedesca. Se vi domandate che fine abbiano fatto le dosi di vaccino Sanofi francese, sappiate che ancora non si possono mettere in commercio anche se sono state comprate a tonnellate. Sappiate infine che il vaccino non si può scegliere perché invece Astrazeneca (a compartecipazione italiana) sarà riservato, a quanto pare, a fasce di età sotto i 55 anni. E che anche tra Pfizer e Moderna il primo ha uno schiacciante numero di prevalenza, si dovrebbe viaggiare a 470.000 dosi a settimana. A questo punto vi chiederete se non siano molto contenti i tedeschi di essere come al solito privilegiati. Non è così: la polemica contro Bruxelles va crescendo. È l'Unione europea, bellezza!
Parto dalla Bild che scrive: «La cancelliera Merkel ha scelto di consegnare l'operazione vaccini alla Ue, come grande gesto europeista durante la sua presidenza , ed è stata una decisione fatale. Quanto alla presidente von der Leyen è politicamente responsabile della burocrazia, il tempo perso e l'incompetenza nell'Ue, e quindi del fatto che 450 milioni di europei hanno a disposizione molti meno vaccini di quanti ne avrebbero potuti avere». L'articolo scende nei dettagli dell'operazione fallimentare. Luglio 2020. Mentre Stati Uniti e Gran Bretagna chiudevano pre-contratti con 6 ditte produttrici per 840 milioni e 340 milioni di dosi, la Commissione solo a fine agosto, per bocca della commissaria Kyriakides annunciava il contratto con Astrazeneca per 300 milioni di dosi, più 100 milioni successive.
Secondo la Bild «la pressione di Parigi è stata esiziale, il governo tedesco non ha vigilato sulle capacità della commissaria Kyriakides di resistere alle sollecitazioni di Macron. Ricordiamo che quel contratto per 300 milioni di dosi slitterà perlomeno fino alla fine del 2021, perché la terza fase di sperimentazione è andata a rilento. Convinti dai francesi, alla Commissione hanno tardato, secondo i giornali tedeschi, a trattare con successo per i vaccini più sperimentati, Biontech Pfizer e Moderna. È finita che ne hanno presi di meno li hanno pagati di più. Perciò la Bild, assieme allo Spiegel, chiama in causa le due leader più potenti della Ue.
Dai giornali lo scontro anti europeo si sposta in politica. «La Commissione europea ha probabilmente pianificato in modo troppo burocratico: sono stati ordinati pochi vaccini e il dibattito sui prezzi è andato avanti per troppo tempo», accusa Markus Soeder, governatore della Baviera e leader della Csu.
Dibattito vistosamente antieuropeista, ma dagli torto quando si è abituati a comandare e quando ci si sente in piena emergenza. Tanto da noi in Italia il supercommissario Arcuri scarica tutte le responsabilità non solo sulle case produttrici dei vaccini ma anche sulle giunte regionali; tutti negano il disastro organizzativo e lasciano parlare alla luna Il ministro Roberto Speranza che, non si capisce a che titolo, dichiara la cifra di 70.000 vaccinazioni al giorno.
Le 9.750 dosi di vaccino arrivate in Italia e che ci dovevano bastare per il «V Day», erano la quota esatta riservata a ciascuno dei 16 Länder tedeschi. La Germania ha così dato il via alla campagna vaccinazioni con la bellezza di 151.125 dosi, alla faccia del tutti uniti nella Ue contro il coronavirus, senza differenze. Come se non bastasse, ieri è arrivata l'ammissione ufficiale di scorte ben maggiori autorizzate da frau Angela Merkel per i suoi connazionali. ll governo federale ha dichiarato che, oltre alle dosi già previste dai contratti firmati dalla Commissione europea per i 27 Stati membri (e che alla Germania ne riservano 55,8 milioni), ha stipulato un accordo bilaterale per ulteriori 30 milioni di dosi del farmaco Pfizer-Biontech. Una conferma arrivata dal portavoce del ministero della Salute tedesco, durante una conferenza stampa a Berlino. La Germania avrà «entro la fine di gennaio 3-4 milioni di dosi. Entro la fine del primo trimestre del 2021, 11-13 milioni. Si tratta di 670.000 dosi la settimana», ha spiegato il portavoce. La Germania dunque si muove da sola e ancora una volta se ne infischia degli accordi presi in sede comunitaria. Addio solidarietà europea contro il virus della pandemia.
Come sembrano lontani i tempi in cui la Commissione europea presentava la strategia comune sui vaccini. Era il 17 giugno e la presidente, Ursula von der Leyen, annunciava fiduciosa: «È il momento della scienza e della solidarietà». Tutto il documento era un fiorire di appelli all'unità per fronteggiare la grande lotta al Covid, garantendo «una produzione sufficiente di vaccini nell'Ue e quindi forniture sufficienti per i suoi Stati membri attraverso accordi di acquisto anticipato». Il commissario per la Salute e la Sicurezza alimentare, Stella Kyriakides, prometteva: «La collaborazione aumenterà le possibilità di accesso a un vaccino sicuro ed efficace nelle quantità necessarie e nel modo più rapido possibile; un accesso giusto ed equo per tutti». Assicurava: «Nessuno è al sicuro fino a quando non sono tutti al sicuro; non lesineremo gli sforzi per proteggere i cittadini dell'Unione». Si garantiva che la strategia sul vaccino «attuerà un approccio comune con prospettive future». La Commissione non solo si era impegnata a mettere in atto il principio di un accesso ai vaccini «che sia universale, equo e a prezzi abbordabili», ma negli allegati al documento ufficiale, tra gli accordi presi con i Paesi europei, all'articolo 7 dal titolo «Obbligo di non fare trattative separate», si diceva chiaramente: «Firmando il presente accordo, gli Stati membri partecipanti confermano la loro partecipazione e si impegnano a non avviare procedure proprie di acquisto anticipato di quel vaccino presso gli stessi produttori».
Come mai allora la Germania ha potuto fare scorta rispetto agli altri Paesi? E come mai punta a raggiungere più rapidamente la famosa immunità di gregge, acquistando più vaccini? Non solo da Biontech, giocando sporco in casa, ma anche negli Stati Uniti. Secondo la Bild Zeitung, nei prossimi giorni sarà infatti concluso un ordine con l'azienda americana Moderna, che aumenterebbe ulteriormente la capacità di vaccinazione della Germania. Sempre di intesa bilaterale si tratterebbe, in spregio degli accordi comunitari dei mesi scorsi. A spingere il governo federale a stipulare un accordo privato sarebbero state le pressioni degli ultimi giorni. Per le forze politiche di opposizione, le dosi sarebbero state poche e la Germania maldigeriva di essere in ritardo rispetto a Stati Uniti e Regno Unito. Intanto il ministro della Salute, Jens Spahn, ha spiegato che in Germania aumenteranno i centri di produzione del vaccino. «Stiamo lavorando assieme alla Biontech-Pfizer, affinché ci possano essere degli ulteriori centri a Marburgo e in Assia», ha affermato il politico alla televisione pubblica tedesca Zdf. Tranquilla delle scorte fatte e degli ordini messi a punto senza autorizzazione della Commissione europea, la Repubblica federale pensa per sé, puntando a portarsi a casa 136 milioni di dosi. Così vaccinerà due volte il popolo della Cancelliera. A proposito di abbondanza, per errore otto sanitari tedeschi hanno ricevuto il vaccino ben cinque volte. Mentre, secondo i dati pubblicati dal Robert Koch Institut, la Germania ieri pomeriggio aveva già vaccinato 21.566 persone. E per problemi legati alla catena del freddo, in Baviera 1.000 dosi di vaccino sono state buttate. Edoardo Buffoni, direttore delle news di Radio Capital, ieri twittava: «Non vedo tabelle analoghe» da parte del ministero della Salute e dell'Iss del nostro Paese. Con tabelle aggiornate per ora e Regione, sull'andamento delle vaccinazioni in Italia. Roberto Speranza si è limitato a spiegare alla Stampa che «esiste un solo contratto di acquisto dei vaccini, firmato dalla Commissione europea per conto dell'intera Unione» e che «la quota di dosi che spetta a ciascun Paese è fissa, per contratto». E come se non bastasse, a quanto ha appreso l'Ansa, «a seconda delle difficoltà nel raggiungimento dei territori e delle condizioni meteo», in alcune Regioni italiane i vaccini non arriveranno nemmeno oggi, ma (forse) domani. In questo contesto, la Merkel sgarra e il nostro governo non protesta. Ursula von der Leyen è soddisfatta: «Abbiamo negoziato bene. La Commissione europea ha negoziato il più ampio portafoglio di vaccini al mondo con sei diversi produttori. Se tutti i vaccini si svilupperanno bene e avranno successo, avremo più di 2 miliardi di dosi di vaccino per l'Europa ma anche per i Paesi vicini». Di questo passo, le uniche certezze le avrà solo la Germania.





