Il comparto, storicamente considerato un rifugio, è in una fase difficile: l’indice europeo ha perso il 20% in tre anni. Moët annuncia 1.200 esuberi, Campari scende in Borsa. Brillano invece gli yogurt di Danone.
Il Ftse Mib fa registrare una crescita del 13,7% nei primi mesi dell’anno. Merito delle azioni a maggiore capitalizzazione, cresciute del 101% in un quinquennio. Tra i titoli medi alcune chicche, ma anche molti rischi.
Le società tecnologiche volano: spicca Nvidia, specializzata nelle schede grafiche, che schizza del 193% L’esperto di Gamma capital markets: «Ancora sottovalutate la aziende cinesi come Alibaba e Baidu».
La fine delle restrizioni in Cina, dove i viaggi interni hanno superato i livelli pre pandemia, traina tutto il comparto. L’esperto: «Bene anche le compagnie aeree nonostante inflazione e timori di recessione».
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Il mantra degli investimenti per il 2023 non cambierà rispetto al 2022: gestire l’inflazione e sperare nella fine del conflitto russo ucraino. Anche perché il vero problema è che, senza una soluzione immediata a questi due temi, l’Europa è destinata a una recessione certa. L’anno appena iniziato, insomma, potrebbe rivelarsi ancora più duro di quello appena concluso.