sigonella

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«L’applicazione degli accordi sull’uso delle basi militari americane in Italia è sempre stata caratterizzata da un’assoluta, coerente continuità da oltre 75 anni. Nessun governo, di nessun colore politico, ha mai disatteso, messo in discussione o anche solo ventilato l’ipotesi di non attuare i trattati internazionali fra Italia e Stati Uniti. Non lo dico in modo polemico. Nessun governo, giustamente, ha mai messo in discussione questi accordi. Ne ha preso atto e li ha applicati».

Così il ministro della Difesa Guido Crosetto in Aula alla Camera, nell’informativa sull’utilizzo delle basi militari nel territorio italiano da parte delle forze armate statunitensi.

«Rispettare questi accordi — ha aggiunto — non significa essere coinvolti in una guerra, ma rispettare degli impegni entro i confini dettati dalla legge e dalla Costituzione».

Il governo impedisce lo scalo di caccia pronti a decollare verso il Medio Oriente. Il ministro: «Tutto secondo gli accordi in vigore, non cambia nulla, nessuna rottura». La Difesa Usa: «L’Italia ha rispettato i trattati».

Il governo italiano compie un’azione che per il luogo coinvolto, Sigonella, richiama alla memoria lo scontro più duro nella storia dei rapporti tra Italia e Usa (seconda guerra mondiale, naturalmente, a parte), che nel 1985 vide Bettino Craxi, presidente del Consiglio, opporsi a Ronald Reagan.

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L’Italia ha negato agli Usa l’uso della base di Sigonella
Il ministro della Difesa Guido Crosetto (Ansa)
Secondo fonti di governo, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha bloccato venerdì scorso l’atterraggio di asset americani diretti in Medio Oriente: mancavano autorizzazione e consultazione preventiva. Il piano di volo era stato comunicato quando gli aerei erano già partiti. Nessuna reazione ufficiale da Washington.
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L’Msi in tutta la Prima Repubblica è stato il partito più vicino a Israele
Giorgio Almirante (Ansa). Nel riquadro la copertina del libro di Filippo Giardini «Sigonella vista da destra»
Il saggio di Filippo Giardini studia l’episodio di Sigonella dalla prospettiva di Almirante.

C’è un equivoco di fondo sulla storia recente della politica italiana a proposito della questione palestinese e di Israele. L’equivoco è che il Msi, il Movimento sociale italiano, sia rimasto in freezer fino ai primi anni Novanta. In realtà negli anni Ottanta il partito di Giorgio Almirante preferì ignorare le aperture di Craxi, presidente del consiglio, e rimanere nel proprio «splendido isolamento». Il banco di prova in particolare - ed ecco cosa c’entra la questione palestinese - fu la vicenda di Sigonella, la prima crisi di governo scatenata da un tema di politica estera, e i cui riflessi arrivano fino ad oggi.

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A Sigonella l’ultimo sussulto di patriottismo
Betttino Craxi (Imagoeconomica)
Quarant’anni fa il nostro Paese tenne testa alla superpotenza americana che comandava in Occidente. Fu, finora, l’unica volta in cui venne riaffermata la dignità e l’indipendenza sovrana dell’Italia. Non con le urla in piazza ma con i fatti e schierando soldati.
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