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I magistrati per il Sì sono numerosi ma non si espongono: temono conseguenze
Nel riquadro il consigliere di Corte d’Appello di Catanzaro Anna Maria Torchia (Getty Images)
Questo dato da solo serve per far capire come l’attuale sistema di autogoverno non garantisca più una giustizia indipendente.

Sono un magistrato ordinario, che vive la sua ordinaria vita privata e il suo ordinario lavoro nella massima riservatezza. Sebbene rispetti, superfluo dirlo, tutti coloro che la pensano diversamente da me e anche i colleghi che sostengono il No - a molti dei quali sono legata da rapporti di amicizia che questa accesa campagna elettorale non minerà -, non condivido certi toni del confronto, né la scelta dell’Associazione nazionale magistrati di schierarsi in uno scontro politico e politicizzato che sono convinta sarebbe dovuto rimanere estraneo all’agire dei magistrati, i quali sarebbero stati più utili ai cittadini se impegnati in un’opera di mera informazione.

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Molti magistrati sono per il Sì. L’Anm è minoranza con idee radicali
Isabella Bertolini, Consigliere laico del Consiglio superiore della magistratura (Ansa)
Alcuni giudici preferiscono non esporsi pubblicamente. Timore comprensibile in un sistema dominato dalle correnti.

Mancano pochissimi giorni al voto. E una cosa va detta subito: non è un referendum sul governo. Il Pd e il fronte del No hanno tentato di trasformarlo in un giudizio sull’esecutivo, ma qualunque sia il risultato, Giorgia Meloni resterà alla guida del governo fino alla scadenza naturale della legislatura.

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«I cittadini dovranno decidere se questa riforma a loro piace oppure no. Non è una riforma per il centrodestra o per il centrosinistra, è una riforma per gli Italiani». «Vogliamo garantire a tutti un processo più giusto affinché non ci siano più disavventure». Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri a margine del Pre-summit del Ppe.

La giustizia non è supplenza morale
Carlo Nordio (Ansa)
Una parte del Paese chiede ai tribunali di dividere i cittadini «degni» dagli «indegni». Esprimersi contro non è quindi dissenso, ma traccia una linea di demarcazione etica.

In Italia la giurisdizione non è soltanto espressione di un potere dello Stato. È diventata, nel tempo, un’identità morale. Un luogo simbolico nel quale una parte del Paese cerca riscatto, ordine, redenzione. Non si tratta di un fenomeno recente, né di una polemica contingente: è una struttura culturale profonda, che riemerge ciclicamente ogni volta che la politica appare fragile e le mediazioni perdono legittimità.

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Barbera: «La sinistra che voterà No solo per dar contro a Meloni tradisce la Costituzione»
Augusto Barbera (Ansa)

L’ex presidente della Consulta Augusto Barbera: «Non sono di destra, ma il governo sta facendo la cosa giusta. Tanti come me la sosterranno. L’Anm si è rivelata essere formazione politica».

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