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La bomba anarchica poteva uccidere 2 volte
La polizia scientifica sul luogo dell'esplosione del casale, Roma, 20 marzo 2026 (Ansa)
  • L’ordigno che è costato la vita ai sovversivi Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone era ideato per esplodere anche dopo l’arrivo dei soccorsi. Oggi corteo del movimento «No Kings» a Roma: ci sarà Askatasuna. Scritte minacciose alla stazione Nomentana.
  • Gli attivisti di Spin Time Labs vogliono tutelare la Costituzione invadendo palazzi.

Lo speciale contiene due articoli.

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Minaccia anarchica su Roma. Sabato in 15.000 a manifestare
(Ansa)
Indagini sui due antagonisti morti confezionando bombe, allerta sul corteo capitolino.

Gli inquirenti stanno setacciando la galassia di blog, siti anarchici e profili social per ricostruire la rete di contatti di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, morti venerdì nel crollo del casale Sellaretto, nel parco degli Acquedotti a Roma mentre assemblavano una bomba. Parallelamente all’attività di indagine per ricostruire qual era l’obiettivo da colpire e quando sarebbero entrati in azione, viaggia quindi quella che ha come oggetto il web e i vari profili social che riconducono alla galassia anarchica.

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Gli anarchici volevano far esplodere Roma
(Ansa)
I due sovversivi morti stavano confezionando una bomba difficilmente trasportabile in un casolare al parco degli Acquedotti. A un solo chilometro c’è un centro della Polizia di Stato, forse il target da colpire. I compagni: «La vendetta sarà terribile».

Potrebbero arrivare dalla natura dell’ordigno che stavano costruendo le prime risposte sul tipo di azione che gli anarchici Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, morti a Roma nella notte tra giovedì e venerdì nel crollo del Casale Sellaretto, all’interno del parco degli Acquedotti, intendevano mettere in atto.

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Anarchici saltano in aria: costruivano bombe
Il luogo dell'esplosione al Casale de Sellaretto (Roma). Nel riquadro Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone (Ansa)
Esplosione in un casolare alle porte di Roma: sotto le macerie vengono ritrovati i corpi di due attivisti insurrezionalisti. Stavano preparando un ordigno che poi è deflagrato. Da capire l’obbiettivo: azioni per Cospito o attentati alle ferrovie.
I soccorritori arrivati sul posto dopo il botto della sera di giovedì pensavano fosse un casolare occupato da senza fissa dimora. In realtà, si è scoperto, era un covo anarchico per la produzione di esplosivi.
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Via al processo di manutenzione del Giudizio Universale di Michelangelo all’interno della Cappella Sistina. «Ci siamo accorti che c’era uno stato sottilissimo bianco, che si è scoperto essere un sale – il lattato di calcio», ha spiegato Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani. «Lo toglieremo con acqua distillata e carta giapponese», ha spiegato il capo restauratore Paolo Violini.

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