Al posto delle primarie a Milano fanno le risse
Sala contro Calabresi, il Pd meneghino contro il sindaco. La sinistra sotto la Madonnina si prende a sberle da sola.
Sala contro Calabresi, il Pd meneghino contro il sindaco. La sinistra sotto la Madonnina si prende a sberle da sola.
Tra pugnalate e sparate, la competizione vanto dei compagni è una tragicomica. Bonelli ci mette il carico: «Candidiamo a premier un partigiano o un parente delle vittime dei fascisti». Milano, sagra dem senza Elly.
Dopo l’uscita di Speranza, che ha chiesto di annullarle, Delrio rincara la dose: «Non sono un concorso di bellezza». Il presidente dem Bonaccini: «Decideremo in futuro, ma in tutte le democrazie del mondo il capo del governo lo indica il partito che vince».
L’ex ministro teme la vittoria di Conte nel campo largo e invita a boicottare le «urne». A meno che non ci sia un nome fantoccio.
Conte è per un’unica ed estesa consultazione, Schlein punta su doppio turno e albo ristretto.
Alla Festa dell’Unità di Milano sfileranno i principali aspiranti al dopo Sala, da Calabresi a Majorino. Ma il Pd non ha ancora deciso se ricorrere alle primarie o affidare la scelta alle segreterie.
La leghista Silvia Sardone, pronta a correre come candidato sindaco: «Con un civico calato dall’alto perdiamo, meglio lasciar decidere i cittadini. Non dobbiamo convincere quelli di sinistra a votarci, bensì mobilitare chi si è astenuto».
Smaltita la sbornia per la vittoria del No, per il centrosinistra arriva il momento di pagare il conto: la missione (quasi) impossibile è far capire a Elly Schlein e ai suoi fedelissimi che proporre la segretaria come leader della coalizione…
Tasse, trasporti, sanità: nella sua Regione i flop non si contano. Però, riunendo gli epurati dall'ex premier, può scalare il partito.
Musk ha dichiarato di aver rifiutato il blocco degli account di giornalisti e studenti.
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