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In Europa, le uscite calano solo in Uk. I tedeschi tirano fuori 114 miliardi di dollari.

La spesa militare mondiale continua a crescere per l’undicesimo anno di fila. E a guidare questo triste primato è l’Europa. A dirlo sono i dati dell’Istituto internazionale di ricerca sulla pace di Stoccolma (Sipri), secondo cui gli stanziamenti per la Difesa nel mondo, nel 2025, hanno raggiunto i 2.887 miliardi di dollari, con un aumento del 2,9 per cento rispetto al 2024.

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Infrangiamo le regole Ue ma basta dare soldi agli evasori
Giancarlo Giorgetti (Ansa)
I dati del Mef sono uno schiaffo per gli onesti: oltre un italiano su quattro vive alle spalle degli altri. E solo 1,4 milioni dichiarano più di 75.000 euro. Sforamento è necessario, ma l’Agenzia delle entrate deve vigilare.

Puntuali come le cambiali in scadenza, a fine aprile arrivano le statistiche del Mef sulle dichiarazioni fiscali degli anni precedenti. Il dipartimento delle Finanze elabora i dati del ministero e poi li risputa in pillole che finiscono sulla prima pagina del Sole 24 ore. L’ultima capsula, resa nota ieri dal quotidiano confindustriale, mi ha avvelenato la giornata. La sintesi è nel titolo di prima pagina: «Irfep zero per 11,3 milioni di contribuenti, solo il 3,3 per cento dichiara più di 75.000 euro». In altre parole, siccome nel 2024 a presentare la dichiarazione dei redditi sono stati 42,8 milioni di italiani, significa che più di uno su quattro vive alle spalle degli altri, perché non paga neppure un euro di tasse.

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Crolla l’indice dei servizi del Vecchio continente (47,4 punti). E Confindustria alberghi lancia l’allarme sulla domanda in calo. Boom di voli cancellati: già 20.000 in Germania.

L’Europa dei servizi s’inceppa. L’indice pmi dei servizi dell’Eurozona di aprile si è attestato a 47,4 punti, come ha comunicato ieri S&P Global, segnando il livello più basso in oltre cinque anni. Una caduta brusca in un settore che fino a marzo reggeva (50,2). In Germania l’attività è diminuita per la prima volta in undici mesi, mentre in Francia la contrazione è la più marcata da febbraio 2025.

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All’Ue basta lo 0,001% per lasciarci nel guano
(Getty Images)
Oggi Eurostat diffonderà i dati ufficiali sul nostro rapporto deficit/Pil: se sarà del 3%, usciremo dalla procedura d’infrazione. Se dovessimo sforare, anche di pochissimo, l’Europa farà scattare le ganasce. Che si ripercuoteranno su sanità e pensioni.

Siamo appesi allo 0,01%. O forse anche allo 0,001. Ma a voi sembra normale? Il nostro destino, i conti pubblici, le future manovre e, dunque, la vita dei cittadini, le nostre tasse e le nostre pensioni, in queste ore oscillano pericolosamente attorno agli zero virgola per cento del bilancio. Numeri decimali e cervelli decimati: queste sono le regole dell’Europa. E noi ne siamo, purtroppo, ancora prigionieri.

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Pil italiano sopra le attese nel 2025. E disoccupazione ai nuovi minimi
Giancarlo Giorgetti (Ansa)
Ma il vero problema restano gli inattivi saliti al 33,7%, oltre 31.000 persone in più.

Nel quarto trimestre 2025 il Pil italiano è salito dello 0,3% sul trimestre precedente e dello 0,8% in termini tendenziali. L’andamento ha portato la crescita media del 2025 a +0,7% rispetto al 2024, nonostante tre giornate lavorative in meno.Il dato è importante perché nel confronto con il documento programmatico di finanza pubblica di ottobre la crescita reale del 2025 era indicata a +0,5%.

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